Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
18 aprile 2004
Cara Aduc, sono un agente di assicurazioni che svolge la propria attivita' sul territorio di Busto Arsizio da oltre vent'anni.
Sono conosciuto dalla mia clientela con un numero telefonico da sempre gestito da Telecom.
Nel giugno 2003 attratto dalle vantaggiose offerte Fastweb, sottoscrivo un contratto ritenendo di aderire al servizio Easy Inclusive Professional che prevedeva per il costo ivato di euro 210 una linea telefonica e telefonate illimitate. Ricevo solo ad ottobre la prima fattura dove mi viene richiesto il pagamento di euro 320 oltre iva piu' costi di attivazione dell'abbonamento easy inclusive OFFICE (4 linee). Avvedendomi dell'errore controllo il contratto e scopro che il modulo e' stato compilato erroneamente (dall'incaricato fastweb) con adesione sia all'abbonamento Professional che a quello Office e Fastweb ha chiaramente deciso di applicare quello piu' caro.
I servizi sono peraltro vistosamente incompatibili: lo stesso modulo e' predisposto con un casellario che consente la scelta tra i servizi offerti.
Chiamo Fastweb e mi scontro con un disservizio terribile: riconoscono l'errore ma nessuno fa niente per risolverlo. Nel frattempo ricevo altre fatture (sempre per il servizio office e sempre contestate) e solleciti di pagamento di quelle gia' scadute con avvertimento che mi sospenderanno il servizio. Non volendo pagare somme che so non mi competono, chiamo Telecom per sapere se posso tornare ad utilizzare il loro servizio e scopro che il mio numero (quello con cui giornalmente lavoro e per il quale sono conosciuto dalla clientela) e' stato ceduto a Fastweb e che anche se questa lo restituisse (solo previa disdetta del contratto) ci vorrebbero dai trenta ai novanta giorni per la restituzione e nessuno garantisce che il numero venga riassegnato al mio nominativo.
Dunque mi trovo a rischiare di rimanere senza telefono fino a novanta giorni e nella peggiore delle ipotesi a dover cambiare numero con grave danno per la mia attivita' sia nell'un caso che nell'altro. Mi chiedo: come esco da questa situazione, visto che da Fastweb non ricevo risposta per le fatture contestate e soprattutto come posso garantirmi il ritorno a Telecom senza soluzione di continuita' e senza modificare il numero di riferimento? Non posso tutelarmi in alcun modo dal rischio molto forte per un'azienda che il mio numero venga assegnato ad altri? Ancora, perche' nessuno evidenzia questo aspetto quando si sottoscrive il contratto? Mi sembra un escamotage fraudolento che impedisce il libero passaggio tra gestori di telefonia e che mi costringera' ad accettare le condizioni di fastweb se non voglio subire il maggior danno dal cambio del numero.
Scusandomi per la lunghezza dell'esposizione, ringrazio se vorrete darmi un consiglio e soprattutto se vi attiverete per avvertire gli altri consumatori del problema evidenziato.
cordiali saluti.
Ilaria, da Busto Arsizio/Milano
Sono conosciuto dalla mia clientela con un numero telefonico da sempre gestito da Telecom.
Nel giugno 2003 attratto dalle vantaggiose offerte Fastweb, sottoscrivo un contratto ritenendo di aderire al servizio Easy Inclusive Professional che prevedeva per il costo ivato di euro 210 una linea telefonica e telefonate illimitate. Ricevo solo ad ottobre la prima fattura dove mi viene richiesto il pagamento di euro 320 oltre iva piu' costi di attivazione dell'abbonamento easy inclusive OFFICE (4 linee). Avvedendomi dell'errore controllo il contratto e scopro che il modulo e' stato compilato erroneamente (dall'incaricato fastweb) con adesione sia all'abbonamento Professional che a quello Office e Fastweb ha chiaramente deciso di applicare quello piu' caro.
I servizi sono peraltro vistosamente incompatibili: lo stesso modulo e' predisposto con un casellario che consente la scelta tra i servizi offerti.
Chiamo Fastweb e mi scontro con un disservizio terribile: riconoscono l'errore ma nessuno fa niente per risolverlo. Nel frattempo ricevo altre fatture (sempre per il servizio office e sempre contestate) e solleciti di pagamento di quelle gia' scadute con avvertimento che mi sospenderanno il servizio. Non volendo pagare somme che so non mi competono, chiamo Telecom per sapere se posso tornare ad utilizzare il loro servizio e scopro che il mio numero (quello con cui giornalmente lavoro e per il quale sono conosciuto dalla clientela) e' stato ceduto a Fastweb e che anche se questa lo restituisse (solo previa disdetta del contratto) ci vorrebbero dai trenta ai novanta giorni per la restituzione e nessuno garantisce che il numero venga riassegnato al mio nominativo.
Dunque mi trovo a rischiare di rimanere senza telefono fino a novanta giorni e nella peggiore delle ipotesi a dover cambiare numero con grave danno per la mia attivita' sia nell'un caso che nell'altro. Mi chiedo: come esco da questa situazione, visto che da Fastweb non ricevo risposta per le fatture contestate e soprattutto come posso garantirmi il ritorno a Telecom senza soluzione di continuita' e senza modificare il numero di riferimento? Non posso tutelarmi in alcun modo dal rischio molto forte per un'azienda che il mio numero venga assegnato ad altri? Ancora, perche' nessuno evidenzia questo aspetto quando si sottoscrive il contratto? Mi sembra un escamotage fraudolento che impedisce il libero passaggio tra gestori di telefonia e che mi costringera' ad accettare le condizioni di fastweb se non voglio subire il maggior danno dal cambio del numero.
Scusandomi per la lunghezza dell'esposizione, ringrazio se vorrete darmi un consiglio e soprattutto se vi attiverete per avvertire gli altri consumatori del problema evidenziato.
cordiali saluti.
Ilaria, da Busto Arsizio/Milano
Risposta ADUC
se effettivamente l'incongruenza e' rilevabile e quindi sussiste il dubbio in merito a quale debba essere la versione "corretta", puo' contestare. Occorre vi provveda in modo solerte, inviando una raccomandata A/R, rilevando l'errore da loro stessi ammesso, intimando che si provveda entro 15 gg ad effettuare il rimborso delle somme indebitamente richieste, dando avviso che in difetto agira' in giudizio. Potra' in seguito rivolgersi al giudice di pace.
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