Lunedì 8 giugno 2026
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I traffici di droghe illegali fanno parte del nostro quotidiano

Statiunitideuropa · Vincenzo Donvito Maxia ·
Maël BALLAND - Unsplash
Foto: Maël BALLAND — Unsplash (Unsplash License (libero uso))

Traffici e spaccio di droghe ovunque. E’ noto. Come è noto che trafficanti e spacciatori sono all’altezza, anche tecnologica, dei tempi: i device di uso quotidiano, anche con le dovute modifiche alla bisogna, fanno parte dei loro strumenti abituali per l’esercizio del business criminale.

Leggendo i resoconti di oggi della Procura  della  Repubblica di Perugia ne abbiamo conferma: telefonini criptati  rinvenuti nelle ultime operazioni di polizia. Altrove dilagano sommergibili, reti Internet ad hoc (noto, per gli acquisti, il darkweb), telefoni satellitari, etc.

Colpisce che le operazioni di carico e scarico - come dice questa  Procura -  talvolta avvengano in pieno giorno nei parcheggi affollati di centri commerciali, con il trafficante che fa in modo che la presunta coniuge si dedichi al minorenne così da apparire una normale famiglia impegnata a fare spesa.

E’ il crimine ormai entrato nella quotidianità. Dopo gli spacciatori che baciano i clienti per passarsi la bustina con la dose, ai vari camuffamenti delle sostanze, trasformate anche in vernici di oggetti che, arrivati a destinazione, vengono diluite per estrarre lo stupefacente, nonché pannolini/pannoloni e assorbenti nelle cui intercapedini vengono inseriti gli stupefacenti.

 

Insomma narco, traffico e spaccio come vita quotidiana. E anche se ogni tanto (molto per clamore mediatico) le forze di polizia fanno sequestri e arresti (è di pochi giorni fa uno clamoroso su tutto il territorio nazionale) le droghe illegali continuano a circolare e continuano ad entrare nella nostra  quotidianità. Un “entrare” che non è non solo per la pericolosità delle sostanze in sé, ma essenzialmente per tutto quello che gira intorno alla illegalità di queste sostanze: crimine, salute delle persone (consumatori e non), controlli sanitari sulle “merci”, impiego massiccio nei servizi di ordine pubblico e carenze in altri ambiti civici e criminali, cultura dell’illegalità che si diffonde, valori economici sproporzionati di prodotti che, più che nei nostri mercati di consumo, massacrano civiltà e diritto nei Paesi produttori.

 

Sono queste a nostro avviso le domande che bisogna porsi per superare l’approccio alle droghe solo come questione di ordine pubblico, trasferendo l’attenzione di leggi e istituzioni sulla mitigazione dei danni da consumo (come avviene per le droghe legali alcol e tabacco). Affidando al mercato la regolamentazione di produzione e vendita, mercato che oggi è libero da qualunque vincolo normativo, e che sarebbe meglio fosse invece soggetto a norme e regolamenti. Non averlo fatto fino ad oggi, ha moltiplicato illegalità che ha prodotto ulteriore illegalità nonchè cultura e accettazione della stessa.

 

 

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 

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