Lunedì 8 giugno 2026
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‘Abbiamo una banca’. Versione 2026

Statiunitideuropa · Vincenzo Donvito Maxia ·

La Banca Monte dei Paschi di Siena fa gola. Sempre al centro del cosiddetto risiko bancario per diventare più ricchi e, sostanzialmente, cercare maggiore sicurezza da parte di chi vuole incorporarla. Mps, con una buona partecipazione del ministero dell’Economia e Finanze (quasi il 5%) è un buon punto di riferimento: salvata e ricapitalizzata 4 volte con interventi statali o di cordate private tra il 2011 e il 2022, per un costo complessivo stimato di circa 20 miliardi di euro. Avere  MPS nel proprio gruppo è quindi garanzia  che, qualunque cosa si faccia, visti i precedenti, si avrà sempre un grande supporto, soprattutto dallo Stato.

 

Oggi è Intesa Sanpaolo che ha lanciato un’opas (offerta pubblica di acquisto e scambio) per incorporarla nel suo gruppo. Scalzando l’ipotesi precedente che vedeva  Banca BPM in trattativa per fondersi.

 

Questa in sintesi la vicenda del giorno, rispetto alla quale per chi vuole  approfondire c’è solo la  difficoltà della scelta, visto che ne parlano tutti.

 

Noi utenti che le banche non le compriamo ma che siamo costretti a fruire dei loro servizi, pena la cancellazione dalla faccia della Terra, possiamo, al momento, stare tranquilli: il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, qualunque cosa accade, blinda e protegge i depositi fino a 100mila euro. Gli altri se ne facciano una ragione. Gli utenti medi si informino per cercare di avere meno danni e più servizi possibili in questi contesti, da una o un’altra banca.

 

E godiamoci le cronache di questa versione 2026 di “abbiamo una banca”, quando - 2005 - il segretario dei Democratici di Sinistra (ex-Pci e ora Pd) fu intercettato mentre gioiva perché la sua Unipol stava scalando la Banca Nazionale del Lavoro. La ricerca di sicurezza e solidità garantita dallo Stato, oggi 2026 è simile a quella del 2005.

 

 

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 

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