Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Vecchia ICI e abitazione principale

3 dicembre 2015
Domanda 3 dicembre 2015
Come da voi richiesto riformulo il quesito cercando di essere più chiara.
Ricevo in qualità di erede un accertamento fiscale per l'ICI del 2009 a carico di mio padre, residente a Grosseto e deceduto 7 mesi fa. Mia madre, anziana e malata, nel 2007 riprende la sua residenza all'isola d'Elba, paese natale di entrambi i miei genitori, essendo costretta a risiedere lì per oltre 7 mesi l'anno per seri e documentabili motivi di salute. Mio padre dal 2007, sul suo 50% posseduto, paga l'ICI nel comune di Grosseto come abitazione principale e sull'altro 50% posseduto da mia madre applica la tassazione ridotta come 2'casa (caso previsto quando il contitolare la utilizza come abitazione principale). Tengo a precisare che è stato l’ufficio stesso, che ora ci contesta la procedura, a suggerire tale soluzione e farci addirittura i conteggi dal 2007 ad oggi!
Il comune di Grosseto, addebitandoci ora sanzioni e interessi, chiede a noi eredi di pagare il 50% di mio padre (dal 2009 ad oggi) come abitazione secondaria e d'integrare il 50% di mia madre a meno che lei non dimostri di non aver utilizzato l'agevolazione come abitazione principale sulla sua casa dell'Elba (ma sono passati più di 5 anni e i pagamenti non li troviamo più!) oppure non presenti un'autocertificazione dove attesti che al tempo la dimora abituale dei coniugi era Grosseto; in tal caso il comune di Grosseto stralcerà la multa ma invierà tutta la documentazione al comune elbano per far scattare anche lì opportuni accertamenti.
Noi eredi siamo costretti a pagare o possiamo tentare un’autotutela allegando certificato medico dello stato di salute di mia madre poichè i miei genitori, pur non essendo separati legalmente, vivevano in 2 case diverse poste in 2 comuni diversi per oltre 7 mesi all'anno? Inoltre la raccomandata di mia madre contenente il suo accertamento per un errore delle Poste è stata inviata a Firenze a un'altra persona e a lei non è mai stata notificata; il 31/12/2015 dovrebbero scadere i 6 anni per la notifica, se non dovesse arrivare altra raccomandata è tenuta a pagare anche lei?
Allego copia dell'avviso di accertamento come richiestomi e ringrazio
infinitamente per un vostro consiglio.
Francesca, da Milano (MI)

Risposta ADUC
premettiamo che la lettura dell'allegato ci spinge a consigliarle di promuovere una indagine presso l'ufficio tributi per verificare se questo ricevuto è il primo atto notificato al riguardo sia al defunto che agli eredi: dovrebbe cioe' chiedere se esistono eventuali precedenti notifiche in merito. In caso negativo il tributo è decaduto al 31/12/2014.
Altrimenti temiamo che, sia le motivazioni di salute indicate sia il fatto di non aver usufruito altrove l'esenzione dovute all'abitazione principale da parte del coniuge, non abbiano possibilità di essere accolte nelle sedi giudiziarie alle quali recare un formale ricorso, vista la sentenza della Cassazione 14389 del 15/06/2010 che definisce "principale" solo quella abitazione dove risiede abitualmente l'intero nucleo familiare sia il contribuente che i suoi familiari congiunti.
Maggiori dettagli per un eventuale ricorso li trova qui:
http://sosonline.aduc.it/scheda/commissione+provinciale+tributaria+giudice_11217.php
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