Cara ADUC
tubatura verticale difettata rende stanza da letto inutilizzabile
Domanda
26 marzo 2020
Salve,
attualmente risiedo in un trilocale che mi è stato locato nel novembre scorso con un contratto 3+2 cedolare secca. A causa di una perdita d'acqua dell'impianto di riscaldamento (tubo difettoso) che è stata riparata circa 10 giorni fa, non è più possibile dormire nella stanza da letto: la presenza di umidità causa cattivo odore e il parquet ormai danneggiato non fa che complicare la situazione. Io, mia moglie e nostro figlio di 6 mesi siamo costretti a dormire in un divano letto in soggiorno. Dopo ripetute sollecitazioni via mail per capire il da farsi, non sono mai stato ricontattato dal proprietario, che si è reso irreperibile telefonicamente. Capisco la particolarità del momento a causa dell'epidemia che ha bloccato il Paese, ma non ritengo giusto che l'unica a pagare per un difetto di costruzione sia la mia famiglia (il locatore è un membro della famiglia del costruttore), considerato che il trilocale a questo punto è diventato di fatto un bilocale.
Mi aspetterei quanto segue:
1) riduzione temporanea del canone mensile di affitto
2) Una consulenza telefonica da parte di un tecnico ingaggiato dal locatore su come procedere per far asciugare le parti interessate al più presto (fori nel muro, rimozione parquet danneggiato) ed eventualmente sostituire il parquet con una soluzione meno vincolante in termini di umidità (es. mattonelle, laminato..).
Ci sono gli estremi per ottenere quanto elencato sopra? Può questa essere una causa di risoluzione del contratto senza preavviso?
Grazie
Andrea
attualmente risiedo in un trilocale che mi è stato locato nel novembre scorso con un contratto 3+2 cedolare secca. A causa di una perdita d'acqua dell'impianto di riscaldamento (tubo difettoso) che è stata riparata circa 10 giorni fa, non è più possibile dormire nella stanza da letto: la presenza di umidità causa cattivo odore e il parquet ormai danneggiato non fa che complicare la situazione. Io, mia moglie e nostro figlio di 6 mesi siamo costretti a dormire in un divano letto in soggiorno. Dopo ripetute sollecitazioni via mail per capire il da farsi, non sono mai stato ricontattato dal proprietario, che si è reso irreperibile telefonicamente. Capisco la particolarità del momento a causa dell'epidemia che ha bloccato il Paese, ma non ritengo giusto che l'unica a pagare per un difetto di costruzione sia la mia famiglia (il locatore è un membro della famiglia del costruttore), considerato che il trilocale a questo punto è diventato di fatto un bilocale.
Mi aspetterei quanto segue:
1) riduzione temporanea del canone mensile di affitto
2) Una consulenza telefonica da parte di un tecnico ingaggiato dal locatore su come procedere per far asciugare le parti interessate al più presto (fori nel muro, rimozione parquet danneggiato) ed eventualmente sostituire il parquet con una soluzione meno vincolante in termini di umidità (es. mattonelle, laminato..).
Ci sono gli estremi per ottenere quanto elencato sopra? Può questa essere una causa di risoluzione del contratto senza preavviso?
Grazie
Andrea
Risposta ADUC
nella situazione illustrata, ritenuto che la presenza di infiltrazioni e muffe comporta pregiudizio alla salute, è evidente il suo limitato/ridotto godimento dell'immobile motivo per cui può chiedere una riduzione del canone di locazione fino a quando non sarà ripristinato il tubo ed i locali.
Il diritto di riduzione del canone può essere esercitato in altra sede, ovvero la Legge prevede il principio del solve et repete, cioè prima deve pagare il canone e poi far valere le sue ragioni.
Qualora decida di risolvere il contratto dovrà documentare l'inabilità dell'immobile con documentazione fotografica ed eventuale verbale di intervento dei vigili del fuoco per accertare la inabilità in caso di infiltrazioni consistenti.
Se le è possibile invii un ulteriore diffida al proprietario/locatore anche considerando che le riparazioni urgenti sono possibili anche in questo periodo.
----------------
Ha risposto Laura Cecchini: https://www.aduc.it/info/cecchini.php
Il diritto di riduzione del canone può essere esercitato in altra sede, ovvero la Legge prevede il principio del solve et repete, cioè prima deve pagare il canone e poi far valere le sue ragioni.
Qualora decida di risolvere il contratto dovrà documentare l'inabilità dell'immobile con documentazione fotografica ed eventuale verbale di intervento dei vigili del fuoco per accertare la inabilità in caso di infiltrazioni consistenti.
Se le è possibile invii un ulteriore diffida al proprietario/locatore anche considerando che le riparazioni urgenti sono possibili anche in questo periodo.
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Ha risposto Laura Cecchini: https://www.aduc.it/info/cecchini.php
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