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Cara ADUC

Trasparenza sui fondi: dov'e' la legislazione a tutela del risparmio?

18 maggio 2004
Domanda 18 maggio 2004
Salve!, La trasparenza, ritualmente invocata, continua ad essere la Cenerentola del risparmio in Italia, nonostante il presunto avvento del regno della finanza democratica!.
Ci dicono: non si sta ora legiferando per "proteggere il risparmiatore"? Invece, dopo il caso Cir, la prima cosa che gran parte dei politici ha fatto e' stata cercare il modo di subordinare la Banca d'Italia (nonostante i suoi poteri menomati dalla esistenza della BCE) ai voleri dei governi (in realta', della classe politica e amici). In qualche misura certo ci riusciranno, e' un loro interesse comune (bipartisan).
Vi risulta invece che ci siano proposte di imporre soddisfacenti obblighi di trasparenza agli intermediari finanziari?
Prendiamo il caso dei fondi comuni. Una volta (fino gli anni ottanta) erano tenuti a fornire una relazione trimestrale, con informazioni utili all'investitore e agli analisti, tra cui il dettaglio dei costi di gestione, la composizione del portafoglio con la lista di tutti i titoli, e dati riassuntivi su ogni titolo, relativi a numero di operazioni, acquisti, smobilizzi, vendite di diritti, ecc., compressi i movimenti dei titoli non piu' in portafoglio (acquisti e rivendite).
E' necessario spiegare la enorme differenza rispetto alla attuale normativa, che lascia all'investitore cieco e nella totale incapacita' di controllare il gestore dei suoi soldi? Come mai siamo arrivati a questo? Non si sa nemmeno chi siano le persone che gestiscono i quattrini, se cambiano, chi li sostituisce, ecc. Data la permanente performance dei fondi al di sotto di quella di mercato (lasciamo perdere la farsa dei benchmark), non si dovrebbe potere verificare che non ci siano le cosiddette creste sulle compravendite d'accordo con gli intermediari, o il vendere e comprare senza tregua per aumentare il peso delle commissioni d'accordo con l'intermediario, magari dello stesso gruppo finanziario, o semplicemente una gestione passiva se non idiota?
Non e' il caso di rivendicare il tornare a norme di vera trasparenza, imponendo portare su Internet relazioni trimestrali perlomeno come quelle che ho citato sopra? Oggi non hanno nemmeno il pretesto dei costi di stampa. Potrebbero essere su Internet e aggiornate in tempo reale.
Allora questa legislazione a protezione del risparmio... cosa fa?!
Saluti cordiali

Risposta ADUC
pubblichiamo volentieri la sua lettera e le sue opinioni sulle quali siamo solo parzialmente d'accordo.
Crediamo che i fondi siano probabilmente lo strumento di risparmio gestito piu' trasparente che esista oggi sul mercato.
Che dire delle Unit-linked, dei fondi di fondi, delle GPF per non parlare delle obbligazioni strutturate?
Il problema dei fondi comuni d'investimento, a nostro avviso, e' piu' strutturale: la loro esistenza (riferendoci a quelli a "gestione attiva") si giustifica, concettualmente, con il tentativo di battere il mercato di riferimento attraverso la gestione attiva.
Purtroppo non e' possibile che questo accada come puo' leggere in questo articolo: La matematica della gestione attiva - clicca qui). E' quindi piu' logico comprare l'intero mercato attraverso gli ETF o fondi comuni indicizzati.
Detto questo, condividiamo con lei il fatto che la Consob (non servirebbero nuove leggi, ma basterebbero delle disposizioni della Consob) potrebbe elevare ulteriormente il grado di trasparenza dei fondi comuni utilizzando il potentissimo strumento di Internet.
E' assurdo, ad esempio, che non si conosca il nome ed il curriculum dei gestori dei fondi.
Diverso e', a nostro avviso, il discorso sulle movimentazioni dei titoli.
Se riteniamo che il compito del gestore sia quello di creare valore aggiunto rispetto al mercato, allora il tipo di movimentazione sui titoli e' il suo principale know-how e sarebbe ingiusto obbligarlo a distribuirlo gratuitamente.
Il problema della "cresta" sui titoli potrebbe essere eliminato imponendo all'intermediario di utilizzare per la negoziazione intermediari al di fuori dello stesso gruppo bancario.
Sul fronte dell'informativa dei costi, ad oggi esiste un indicatore sintetico di costi dei fondi comuni chiamato TER (totale expense ratio). Il computo di tale indicatore non e', purtroppo, comune ed anche qui la Consob potrebbe fare passi da gigante.
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