Cara ADUC
TIM rifiuta di contattarmi in seguito a mio reclamo!
Domanda
26 agosto 2008
Cara Aduc,
ho letto molti vostri consigli su casi molto simili ai miei. Eppure mi rimane ancora un dubbio.
Ecco sinteticamente il mio caso:
Giugno 2007- acquisto un cellulare da Tim, la quale mi addebiterà per 24 mensilità ¤ 4,- (offerta "Top Medium")
Le prime mensilità vengono correttamente addebitate: sul rendiconto mensile noto che l'azienda che gestisce l'addebito mensile è una tale CASCINA VICA. Dal mese di ottobre 2007 inizio ad usare molto meno l'utenza Tim per motivazioni personali.
Luglio 2008 - interrogando, di mia spontanea volontà, Tim, tramite il 119, scopro che:
1) l'addebito è stato sospeso nel mese di dicembre 2007
2) è stata avviata una procedura di riscossione crediti (circa ¤300,-)
Rimango sorpreso, in quanto non ho mai ricevuto alcuna notizia di tale riscossione crediti da parte di Tim. Interrogando direttamente VISA, vengo informato che:
il 27/12/07 CASCINA VICA ha inserito degli estremi non conformi a quelli della mia carta di credito (nello specifico è stato inserito una data di scadenza della carta di credito errata). Dunque VISA, non riconoscendo tale carta di credito, ha negato l'addebito.
Presento reclamo al 119, ma questo viene respinto automaticamente: "Tempistica non rispettata". Non ho dunque la possibilità di spiegare la mia situazione e garantire la mia volontà nel continuare il rapporto contrattuale.
"Che fare?"
La diffida la ho esclusa, in quanto non mi è mai giunta alcuna riscossione di crediti.
Da quanto ho letto, dovrei invece inviare una raccomandata di messa in mora: ma cosa richiedere? Che Tim mi chiami altrimenti andrò da un giudice? Non è esagerato?
Da ultimo: avrò sbagliato nel non spulciare mensilmente il rendiconto della mia carta di credito, ma l'errore a monte è stato di Tim/Cascina Vica!
Ero infatti convinto che l'addebito sarebbe regolarmente proseguito sino alla scadenza naturale del contratto.
Ingenuo induttivista: mai avrei pensato di fare la fine del tacchino di Russell!
Marco, da Lecco (LC)
ho letto molti vostri consigli su casi molto simili ai miei. Eppure mi rimane ancora un dubbio.
Ecco sinteticamente il mio caso:
Giugno 2007- acquisto un cellulare da Tim, la quale mi addebiterà per 24 mensilità ¤ 4,- (offerta "Top Medium")
Le prime mensilità vengono correttamente addebitate: sul rendiconto mensile noto che l'azienda che gestisce l'addebito mensile è una tale CASCINA VICA. Dal mese di ottobre 2007 inizio ad usare molto meno l'utenza Tim per motivazioni personali.
Luglio 2008 - interrogando, di mia spontanea volontà, Tim, tramite il 119, scopro che:
1) l'addebito è stato sospeso nel mese di dicembre 2007
2) è stata avviata una procedura di riscossione crediti (circa ¤300,-)
Rimango sorpreso, in quanto non ho mai ricevuto alcuna notizia di tale riscossione crediti da parte di Tim. Interrogando direttamente VISA, vengo informato che:
il 27/12/07 CASCINA VICA ha inserito degli estremi non conformi a quelli della mia carta di credito (nello specifico è stato inserito una data di scadenza della carta di credito errata). Dunque VISA, non riconoscendo tale carta di credito, ha negato l'addebito.
Presento reclamo al 119, ma questo viene respinto automaticamente: "Tempistica non rispettata". Non ho dunque la possibilità di spiegare la mia situazione e garantire la mia volontà nel continuare il rapporto contrattuale.
"Che fare?"
La diffida la ho esclusa, in quanto non mi è mai giunta alcuna riscossione di crediti.
Da quanto ho letto, dovrei invece inviare una raccomandata di messa in mora: ma cosa richiedere? Che Tim mi chiami altrimenti andrò da un giudice? Non è esagerato?
Da ultimo: avrò sbagliato nel non spulciare mensilmente il rendiconto della mia carta di credito, ma l'errore a monte è stato di Tim/Cascina Vica!
Ero infatti convinto che l'addebito sarebbe regolarmente proseguito sino alla scadenza naturale del contratto.
Ingenuo induttivista: mai avrei pensato di fare la fine del tacchino di Russell!
Marco, da Lecco (LC)
Risposta ADUC
deve farsi valere con una lettera raccomandata A/R di diffida, e il motivo non e' la mancata risposta del gestore, ma la richiesta di 300 euro: clicca qui. In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
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