Cara ADUC
Telecom: Mancata informativa TIM su nuove condizioni contratto a seguito di subentro
Domanda
28 febbraio 2009
Spett.le ADUC,
Dal 1/12/08 sono subentrato come privato ad un contratto business intestato fino ad allora all'azienda per la quale lavoravo, per il numero di cellulare di cui ero utilizzatore per lavoro e per il quale avevo già addebitato sul mio conto corrente il mio traffico privato. Il tutto mediante 2 lettere alla TIM in cui si comunicava il subentro. Nella mia lettera scrivevo "..nell'attesa di un Vostro cortese riscontro". Ho atteso invano la chiamata della TIM per concordare le condizioni del nuovo contratto consumer. Nel frattempo ho usato il telefono in modo contenuto, attendendo la bolletta cartacea e l'addebito in banca per poi fare le verifiche del caso. La TIM mi ha chiamato solo il 7/2, dandomi il benvenuto come nuovo cliente. A mia domanda, mi hanno detto che la nuova tariffa era "unica di Tim", dicendomi che potevo accedere al sito TIM per controllare il traffico pregresso in attesa della bolletta. Il 9/2 ho eseguito la procedura per accedere al sito TIM e ho visto che c'era una bolletta con scadenza 10/2 di quasi 180 Euro, di cui 103 Euro di Anticipo Conversazioni + 10 Euro circa di quote FAX/DATI. Mi sono reso anche conto che non c'era più la dicitura "addebito su Conto Corrente" nello spazio relativo a modalità di pagamento. Nel frattempo la nuova bolletta non era ancora arrivata via posta (è arrivata solo il giorno 11/2). Il giorno 11/2/09 ho contattato il 119, chiedendo spiegazioni sia sull'anticipo conversazioni che sulle quote FAX/DATI. Poichè le risposte da parte di TIM sono state che pur essendo un subentro, la precedente domiciliazione bancaria non era valida e che quindi avrei dovuto pagare l'anticipo, chiedere la domiciliazione bancaria per il nuovo contratto e la disattivazione della funzione FAX/DATI da me non richiesta (ho scoperto solo dopo che questa funzione era presente ma gratuita nel contratto business precedente). Ho deciso di inviare un FAX alla TIM in data 17/2, in cui chiedevo di stornare dalla fattura le quote da me contestate in virtù della non tempestiva informativa da parte di TIM delle condizioni contrattuali. In data 24/02 la TIM mi ha contattato scusandosi per la mancata comunicazione preventiva, dicendo però che non potevano accettare le mie richieste, in quanto la fattura era già emessa e comunque fino ad una mia richiesta di addebito in conto corrente loro non potevano fare altro. Io non ho pagato la bolletta e nemmeno inviato le mie coordinate bancarie, perchè in quel caso la TIM mi addebiterebbe l'intera bolletta. Ci sono le condizioni per inviare una lettera di diffida alla TIM contestando la mancanza di informativa puntuale sulle condizioni del contratto e pretendendo di vedere stornate le quote da me contestate? E' meglio pagare nel frattempo la bolletta senza le quote che ritengo non dovute per evitare un distacco del numero o per evitare interessi da parte di TIM, oppure inviare la raccomandata A/R con la diffida e attendere?
Andrea , da Milano (MI)
Dal 1/12/08 sono subentrato come privato ad un contratto business intestato fino ad allora all'azienda per la quale lavoravo, per il numero di cellulare di cui ero utilizzatore per lavoro e per il quale avevo già addebitato sul mio conto corrente il mio traffico privato. Il tutto mediante 2 lettere alla TIM in cui si comunicava il subentro. Nella mia lettera scrivevo "..nell'attesa di un Vostro cortese riscontro". Ho atteso invano la chiamata della TIM per concordare le condizioni del nuovo contratto consumer. Nel frattempo ho usato il telefono in modo contenuto, attendendo la bolletta cartacea e l'addebito in banca per poi fare le verifiche del caso. La TIM mi ha chiamato solo il 7/2, dandomi il benvenuto come nuovo cliente. A mia domanda, mi hanno detto che la nuova tariffa era "unica di Tim", dicendomi che potevo accedere al sito TIM per controllare il traffico pregresso in attesa della bolletta. Il 9/2 ho eseguito la procedura per accedere al sito TIM e ho visto che c'era una bolletta con scadenza 10/2 di quasi 180 Euro, di cui 103 Euro di Anticipo Conversazioni + 10 Euro circa di quote FAX/DATI. Mi sono reso anche conto che non c'era più la dicitura "addebito su Conto Corrente" nello spazio relativo a modalità di pagamento. Nel frattempo la nuova bolletta non era ancora arrivata via posta (è arrivata solo il giorno 11/2). Il giorno 11/2/09 ho contattato il 119, chiedendo spiegazioni sia sull'anticipo conversazioni che sulle quote FAX/DATI. Poichè le risposte da parte di TIM sono state che pur essendo un subentro, la precedente domiciliazione bancaria non era valida e che quindi avrei dovuto pagare l'anticipo, chiedere la domiciliazione bancaria per il nuovo contratto e la disattivazione della funzione FAX/DATI da me non richiesta (ho scoperto solo dopo che questa funzione era presente ma gratuita nel contratto business precedente). Ho deciso di inviare un FAX alla TIM in data 17/2, in cui chiedevo di stornare dalla fattura le quote da me contestate in virtù della non tempestiva informativa da parte di TIM delle condizioni contrattuali. In data 24/02 la TIM mi ha contattato scusandosi per la mancata comunicazione preventiva, dicendo però che non potevano accettare le mie richieste, in quanto la fattura era già emessa e comunque fino ad una mia richiesta di addebito in conto corrente loro non potevano fare altro. Io non ho pagato la bolletta e nemmeno inviato le mie coordinate bancarie, perchè in quel caso la TIM mi addebiterebbe l'intera bolletta. Ci sono le condizioni per inviare una lettera di diffida alla TIM contestando la mancanza di informativa puntuale sulle condizioni del contratto e pretendendo di vedere stornate le quote da me contestate? E' meglio pagare nel frattempo la bolletta senza le quote che ritengo non dovute per evitare un distacco del numero o per evitare interessi da parte di TIM, oppure inviare la raccomandata A/R con la diffida e attendere?
Andrea , da Milano (MI)
Risposta ADUC
se non si comunicano le coordinate bancarie alla richiesta del subentro, e; contrattualmente corretto da parte di Tim chiederle un anticipo conversazioni. Il nostro consiglio e' di pagare, comunicare i dati di nuovo addebito e chiedere con una lettera raccomandata A/R di messa in mora, successiva, il riaccredito dei 103 euro:
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In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
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