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Cara ADUC

Strumenti finanziari ed uscita dall'euro

18 maggio 2012
Domanda 18 maggio 2012
Mi ricollego ad una domanda di un lettore, 07-08-2011 19:52 "Default Italia ed investimento in immobili" (e successiva ripresa) alla quale rispondete:...."Occorrerebbe detenere attività estere e presso intermediari all'estero, evitando anche le filiali estere di banche, assicurazioni, ed imprese di investimento italiane." per parlare questa volta di ETF o titoli di stato stranieri in valuta estera (es: titoli svedesi quali SE0001517699). Anche in questo caso potrebbe presentarsi una conversione "forzata" in lire ? Spererei di no: gli ETF sono di fatto gestiti da società quali Société Générale o Deutsche Bank, vorrei ipotizzare che la "mia" banca non può farne nulla.
Addirittura potrei, a posteriori, aprire un conto corrente su un territorio straniero e quindi chiedere il trasferimento titoli (in EUR o SEK) da un conto corrente all'altro. E' corretto?
Davide, da Lograto (BS)

Risposta ADUC
Detenendo strumenti finanziari presso intermediari italiani, o anche nelle filiali italiane di intermediari stranieri, si è esposti al rischio di conversione forzosa nella nuova valuta al momento del disinvestimento, della scadenza, delle cedole, ecc.
I titoli non possono essere toccati, quindi, ma il governo potrebbe intervenire nel momento in cui i titoli si trasformassero in danaro contante.
Da qui il suggerimento, se si desidera porsi al riparo dal rischio di uscita dall'euro, di detenerli all'estero evitando anche le filiali estere di intermediari italiani.
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