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Cara ADUC

Spostamento contatori ENEL nel raggio di 10 metri

29 aprile 2015
Domanda 29 aprile 2015
Salve, la mia compagna e sua sorella, hanno acquistato un terratetto su due livelli, composto da due unità abitative indipendenti (piano terra e piano primo). Fatto il subentro per i contatori ENEL, ed essendo in procinto di restauro, abbiamo inoltrato a ENEL distribuzione domanda per lo spostamento dei contatori nel raggio di 10 metri (devono essere spostati dall’interno degli appartamenti, fino ai pressi del portone d’ingresso). Arriva il tecnico incaricato dall’ENEL per la perizia dei lavori, e qui sorgono i problemi:
Essendo una costruzione dei primi del ‘900 i criteri di distribuzione dell’energia elettrica, e le norme di sicurezza, lasciavano un po' a desiderare; infatti il cavo di alimentazione dell’ENEL (e sottolineo, un cavo di cento anni fa) fuoriesce dal centro di una parete in mansarda (tra l’altro, trattasi del muro di confine con altro terratetto di fianco al nostro e non da muro esterno), corre lungo tutta la mansarda ancorato con delle graffette ad una delle travi del tetto, successivamente sdoppiato con dei morsetti volanti e nastro isolante, ed infine nuovamente murato per raggiungere i contatori. Abbiamo chiesto al perito quindi di rimuovere i cavi in quanto la mansarda successivamente al restauro avrà le travi a vista, e di passare il cavo di alimentazione al di fuori della nostra proprietà.
Il perito ci ha detto che dobbiamo annullare la richiesta di spostamento dei contatori, ed inoltrare una domanda di spostamento impianto, che dovrà essere effettuato a suo dire a spese nostre. Per adeguare il LORO cavo di servizio, l’ENEL dovrebbe fare uno scasso lungo 12 metri di marciapiede pubblico per rientrare in casa di fianco al portone d’ingresso (proprio dove dovrebbero essere posizionati in via definitiva i contatori). Per fare questo dovremmo sostenere una spesa (a nostro carico a suo parere) che si aggirerebbe intorno ai 4.000 euro. E’ possibile tutto questo, oppure ci possiamo avvalere dell’articolo 122 T.U. 11.12.1933 n. 1775Ripeto, non vogliamo un cavo ENEL in casa perché a nostro avviso sarebbe pericoloso in caso di interventi futuri, o nella semplice situazione di dover per esempio piantare un chiodo o un tassello sul muro (ricordiamoci che sul cavo di distribuzione non c'è nessun salvavita), ed inoltre dovrebbe essere nel loro interesse sostituire un vecchio cavo che potrebbe causare tra l'altro delle perdite sulla rete.
Sarei lieto di ricevere una vostra celere risposta ed una mano per risolvere al meglio la questione.
Distinti saluti
Giovanni, da Firenze (FI)

Risposta ADUC
Aspetto commerciale: la condizione di monopolio della distribuzione locale non le offre alternative contrattuali, ma le consente di valutare se l'offerta di ED e' prefiguata tra le tipologie di intervento di impianto e infine se la sua predisposizione puo' essere eseguita in parte dall'utente stesso, magari con qualche economia complessiva.
Aspetto tecnico: il distributore e' tenuto al rispetto della normativa tecnica dell'impianto, circa la posa, la consistenza e la protezione dei conduttori a monte del punto di consegna; se a seguito di una perizia tecnica si evidenziassero anomalie e difformita', lato Enel, questi potra' essere chiamato a risponderne anche in sede giudiziaria, qualora omettesse una seria interlocuzione ad una comunicazione formale dell'utente. Fermo restando che la sua richiesta di spostamento, ha motivazioni anche ( e forse prevalentemente) estetiche.
Aspetto giuridico: l'art. 122 del citato Testo dovra' essere rispettato da ED obbligandosi con cio' allo spostamento gratuito del cavo, ma solo in via provvisoria fino a lavori finiti, sempre che cio' sia legittimo per quanto detto al punto precedente.
In conclusione lei ha comunque ragione: e' opportuno che si trovi una soluzione intermedia bonaria, opportuna per entrambi, magari con un po' di disponibilita' e pazienza.
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