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Cara ADUC

Segnale di divieto di sosta privo dell'ordinanza

29 luglio 2008
Domanda 29 luglio 2008
Salve,
oggi sono andato al mare e, per evitare il pagamento di 7 (diconsi SETTE!!) euro di parcheggio, ho messo la macchina come altre decine sulla banchina in terra battuta ai margini di una strada provinciale dalla quale c'è un passaggio per accedere alla spiaggia. Si noti che la macchina era completamente all'esterno della carreggiata (oltre la riga bianca) e che, insieme a tutte le altre ugualmente multate, non costituiva intralcio e men che meno pericolo per la circolazione.
Sulla strada, alcune decine di metri prima, c'è un segnale di zona rimozione che ho controllato prima di parcheggiare e che è privo del numero e data dell'ordinanza. C'è scritto solamente "Comune di Teulada", ma gli spazi per indicare gli estremi dell'ordinanza sono rigorosamente vuoti (ho fotografato il cartello nel suo contesto per averlo come prova).
Ai sensi dell'art.45 del c.d.s., sembrerebbe che il "preavviso di accertamento" sia impugnabile (o devo comunque aspettare il verbale?) in quanto quel cartello per quel che ne so potrebbe anche essere stato messo abusivamente dai proprietari di villette della zona (motivo per cui, credo, sia obbligatorio esporre il numero e la data dell'ordinanza, altrimenti chiunque potrebbe inventarsi un cartello sotto casa!).
Mi sorge tuttavia un dubbio: è consentito parcheggiare nelle banchine in terra battuta? (diciamo pure in cunetta!). Ovvero: sono considerate banchine gli spazi oltre la riga bianca di margine della carreggiata e prive di qualsiasi altra funzione se non la crescita di erbacce?
Recita l'art.157 cds: "Fuori dei centri abitati, i veicoli in sosta o in fermata devono essere collocati fuori della carreggiata, ma non sulle piste per velocipedi né, salvo che sia appositamente segnalato, sulle banchine. In caso di impossibilità, la fermata e la sosta devono essere effettuate il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. Sulle carreggiate delle strade con precedenza la sosta è vietata."
Tale norma mi pare contraddittoria. E' chiaro che non parcheggio sulla banchina se ho altre alternative. Come già detto poi, non so se si possa in questo caso parlare di banchina (sul vocabolario il termine banchina è associato a tutt'altro!).
In quel tratto di strada, per poter andare al mare, si parcheggia a margine della carreggiata della provinciale oppure si pagano 7 euro, anche se si dovesse restare per 5 minuti, in quanto il parcheggio è custodito e si paga a giornata intera.
Quindi, essendo di fatto impossibilitato a parcheggiare in zona non a pagamento (non esistono infatti parcheggi liberi), sono stato costretto a parcheggiare sulla banchina senza comunque nemmeno sfiorare la riga bianca della carreggiata.
Se poi si aggiunge che il cartello di zona rimozione è privo dei riferimenti all'ordinanza...
Ritengo pertanto di essere stato vittima di un sopruso da parte di un comune intento a "far cassa".
Nel preavviso di accertamento, c'è scritto che se pago entro 10gg posso evitare le spese di notifica.
Ora, la mia idea è di pagare e poi fare ricorso al giudice di pace, ma ho dei dubbi:
1) posso fare ricorso dopo che ho pagato il preavviso o devo comunque attendere il verbale maggiorato delle spese di notifica? (è chiaro che se pago per evitare le spese di notifica, tale notifica non mi arriverà mai!)
2) se pago posso comunque fare ricorso e chiedere la restituzione di quanto pagato?
3) che spese si sostengono per ricorrere al giudice di pace in caso di perdita (o di vittoria)? (marche da bollo, spese processuali, etc.)
4) alla luce di quanto scritto in merito all'art 157 del cds, ritenete che fosse lecito parcheggiare sulla pseudo-banchina alla luce della mancanza di parcheggi gratuiti?
5) la presenza del cartello senza il numero di ordinanza sul retro è motivo valido per vincere con sicurezza il ricorso al giudice di pace?
Grazie per l'aiuto e scusate per la lunghezza della lettera...
Luca, da Cagliari (CA)

Risposta ADUC
recente giurisprudenza della cassazione ritiene valide le multe fatte nonostante sul cartello non vi fosse l'indicazione della ordinanza, purche' tale ordinanza esista (clicca qui). Verifichi dunque presso il Comune prima di muovere ricorso. Per le altre informazioni sul ricorso, legga la nostra scheda sull'argomento: clicca qui
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