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Cara ADUC

Sanzioni da Agenzia Entrate per perdita benefici prima casa

23 maggio 2008
Domanda 23 maggio 2008
La mia ex moglie ha acquistato nel 2005 un appartamento con le agevolazioni prima casa ma si è dimenticata di fare il cambio di residenza entro 18 mesi (figurava residente a Ronciglione). In realtà lei ha vissuto fin dal 2002 ospite di amici all'indirizzo dove poi ha acquistato la casa. Allo stesso indirizzo fanno riferimento fin dal 2005 le bollette dell'ENI, della Telecom e della ACEA, nonché l'abbonamento alla televisione, oltre naturalmente alle bollette del Condominio. La mia ex consorte lavora, come impiegata, in una società a Roma. Le condizioni della separazione, che risale all'aprile del 2003, prevedono l'affidamento congiunto di nostra figlia, che pertanto passa metà settimana con la madre e l'altra metà con me. Tale affidamento è stato concesso dal giudice proprio vista la vicinanza (circa 150 metri) della mia casa all'indirizzo dove la mia ex moglie è stata domiciliata prima in qualità di ospite poi in qualità di proprietaria di appartamento all'acquisto del quale ho contribuito e per il quale la mia ex consorte sta pagando un mutuo pesante. Lo stesso indirizzo pertanto compare nell'atto di separazione ed in quello di divorzio del 2007. Purtroppo la mia ex consorte soffre di una strisciante depressione, della quale ha finalmente preso coscienza e dalla quale sta uscendo solo ultimamente, e questo ha sicuramente influito sul fatto che non si sia ricordata dell'adempimento di legge. Purtroppo il prezzo da pagare per questa distrazione è di 9.400 euro da pagare entro 60 giorni e che non potrà essere bloccato nemmeno dal ricorso che si accinge a presentare. Non contesta che per questa mancanza debba pagare una sanzione pari a 2.160 euro ma trova assurdo che l'Agenzia delle Entrate pretenda una maggiore imposta per una mera formalità, perché la mia ex consorte ha realmente abitato nella casa acquistata fin dal primo giorno. Negli uffici delle Entrate mi hanno detto che non può far altro che pagare perchè il ricorso sarà respinto al 99% in quanto il giudice sicuramente accerterà solo la correttezza formale dell'avviso di pagamento e non la realtà: e cioè che la mia ex moglie ha sempre abitato nell'appartamento acquistato con le agevolazioni prima casa e che pertanto ha di fatto diritto all'aliquota agevolata. Mi chiedo come sia possibile che non esista un tavolo dove poter provare, carte alla mano, la buona fede e risolvere, pagando anche una congrua sanzione, tutta la faccenda? Perchè lo Stato si fa forte dei suoi diritti formali e calpesta quelli di fatto dei contribuenti? Scusate il disturbo ed il fatto che abbia scritto io, ma la mia ex moglie al momento è sopraffatta dalla disperazione.

Risposta ADUC
la ringraziamo della sua segnalazione che pubblichiamo sul nostro sito, tra le lettere di CARA ADUC. Non siamo in grado di valutare le probabilita' di successo del ricorso di sua moglie e sinceramente non crediamo di poterla confortare molto, visti i presupposti. Quel che possiamo dirle e' che tentare il ricorso puo' avere un senso, visto che comunque sua moglie puo' dimostrare che era domiciliata nel comune ove si trova la casa acquistata, ma di fatto la residenza non e' stata trasferita, e per i benefici prima casa questo e' un elemento fondamentale e determinante. Puo' leggersi, per sua conoscenza generale, questa scheda:
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