Cara ADUC
RSA e minaccia di dimissione paziente
Domanda
5 settembre 2020
Buongiorno,
volevo una delucidazione relativamente al caso di mia madre, ricoverata in una casa residenza anziani da circa due anni.
Fin dagli inizi, causa le sue patologie, la struttura ci ha sempre fatto notare che si tratta di paziente problematica e, recentemente, la direzione ci ha convocato per un incontro visto che, ci dicono, le sue condizioni sono peggiorate.
Le patologie di mia madre sono molteplici e necessita di un tipo di assistenza piuttosto impegnativa - motivo per cui, finchè ci è stato possibile, l'abbiamo assistita a casa, poi, dolorosamente, è stato necessario fare questo tipo di scelta.
Mia madre ha una una percentuale di invalidità certificata del 100% grave e paga la retta, per intero, come utente privato - retta sempre e regolarmente saldata.
L'oggetto principale della convocazione è stata la richiesta, da parte della struttura - nella persona del coordinatore, di adottare mezzi contenitivi e, la mancanza di nostro assenso, comporterà, testuale, la dimissione dell'ospite nel giro di 15 gg.
Questa richiesta, in passato - ma non in questi termini, era stata fatta più volte dalla struttura ma noi, come nel ns. diritto, ci siamo sempre opposti (tralascio, volutamente, la controversa casistica dei pareri pro e contro contenzione).
Io ho espresso, al coordinatore stesso, la mia perplessità relativa al fatto che si potrebbe configurarsi la fattispecie di abbandono di incapace ai sensi dell'art. 591 del codice penale, ma, il coordinatore, ribadisce la possibilità di recedere dal contratto.
Effettivamente leggo, nella loro carta servizi, la seguente frase:
La Fondazione si riserva di valutare le dimissioni degli Ospiti per violazione delle regole di comunità e/o di gestione degli Ospiti da parte della struttura per eventuali patologie non idonee alla Casa di Residenza Anziani e per coloro che risultino morosi per due mesi di tempo attuando le procedure stabilite dalla legge.
Però, se non ricordo male, qualsiasi regolamento non può andare contro al principio stabilito da un articolo di legge.
In definitiva la struttura può dimettere mia madre riaffidandola alla famiglia nei termini sopra descritti?
Ringrazio e saluto cordialmente
Marco, dalla provincia di RE
volevo una delucidazione relativamente al caso di mia madre, ricoverata in una casa residenza anziani da circa due anni.
Fin dagli inizi, causa le sue patologie, la struttura ci ha sempre fatto notare che si tratta di paziente problematica e, recentemente, la direzione ci ha convocato per un incontro visto che, ci dicono, le sue condizioni sono peggiorate.
Le patologie di mia madre sono molteplici e necessita di un tipo di assistenza piuttosto impegnativa - motivo per cui, finchè ci è stato possibile, l'abbiamo assistita a casa, poi, dolorosamente, è stato necessario fare questo tipo di scelta.
Mia madre ha una una percentuale di invalidità certificata del 100% grave e paga la retta, per intero, come utente privato - retta sempre e regolarmente saldata.
L'oggetto principale della convocazione è stata la richiesta, da parte della struttura - nella persona del coordinatore, di adottare mezzi contenitivi e, la mancanza di nostro assenso, comporterà, testuale, la dimissione dell'ospite nel giro di 15 gg.
Questa richiesta, in passato - ma non in questi termini, era stata fatta più volte dalla struttura ma noi, come nel ns. diritto, ci siamo sempre opposti (tralascio, volutamente, la controversa casistica dei pareri pro e contro contenzione).
Io ho espresso, al coordinatore stesso, la mia perplessità relativa al fatto che si potrebbe configurarsi la fattispecie di abbandono di incapace ai sensi dell'art. 591 del codice penale, ma, il coordinatore, ribadisce la possibilità di recedere dal contratto.
Effettivamente leggo, nella loro carta servizi, la seguente frase:
La Fondazione si riserva di valutare le dimissioni degli Ospiti per violazione delle regole di comunità e/o di gestione degli Ospiti da parte della struttura per eventuali patologie non idonee alla Casa di Residenza Anziani e per coloro che risultino morosi per due mesi di tempo attuando le procedure stabilite dalla legge.
Però, se non ricordo male, qualsiasi regolamento non può andare contro al principio stabilito da un articolo di legge.
In definitiva la struttura può dimettere mia madre riaffidandola alla famiglia nei termini sopra descritti?
Ringrazio e saluto cordialmente
Marco, dalla provincia di RE
Risposta ADUC
a nostro avviso, e tanto più trattandosi di struttura privata, la direzione può recedere dal contratto e riaffidarla alla famiglia. Il tema dell'abbandono di persona incapace di rilevanza penale riguarda, nel concreto, momento per momento, il soggetto che ha in carico la persona fragile. Ciò vuol dire che finchè è nella struttura è in carico a loro, se viene riaffidata ad un familiare questi ne sarà responsabile.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti