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Cara ADUC

Riparazione tardiva in garanzia

11 marzo 2008
Domanda 11 marzo 2008
Il 13 dicembre 2007 giunge al mio domicilio una macchina fotografica ordinata 1 settimana prima tramite internet ad una ditta per corrispondenza toscana, che avevo provveduto a pagare tramite bonifico bancario al momento dell'ordine. Dopo soli 7 giorni improvvisamente la macchina presenta un malfunzionamento, che subito segnalo telefonicamente e per posta elettronica: il mio interlocutore mi assicura verbalmente e per iscritto che l'indomani sarebbe passato un corriere, senza spese a mio carico, a ritirare l'apparecchio guasto, per poi inviarmene uno nuovo all'inizio del 2008. Colgo l'occasione per chiedere di inviarmi anche il manuale cartaceo in italiano, inspiegabilmente assente nella confezione. Ma il giorno successivo, nonostante il disagio di rimanere in casa all'orario stabilito, il corriere non passa; telefono nuovamente e mi dicono vagamente che ripasserà dopo Natale. Ma la cosa non avviene, poi su mia faticosa sollecitazione telefonica mi dicono che passerà il 2 gennaio; e finalmente viene il corriere a ritirare la macchina.
A metà gennaio, non avendo ancora ricevuto l'apparecchio nuovo, chiedo spiegazioni, e mi assicurano che mi arriverà entro fine gennaio. Ma ancora il termine non viene rispettato, per cui in febbraio sono costretto a chiedere di rimediare al ritardo almeno con qualche omaggio simbolico come una borsa e una scheda di memoria: il responsabile dell'assistenza mi scrive per posta elettronica che assieme all'apparecchio mi invierà quanto richiesto. Oltre a sollecitare settimanalmente la ditta, di mia iniziativa contatto l'assistenza ufficiale italiana dell'apparecchio, che ipotizza che il ritardo sia dovuto al fatto che lo stesso sia stato inviato all'estero perché di importazione: ne è la riprova la garanzia europea anziché italiana. Nel frattempo la ditta da cui ho acquistato (che non vuole fornirmi il nome del suo fornitore straniero) si offre di restituirmi il denaro (ma non un centesimo in più di quanto da me pagato) o di fornirmi un altro tipo di macchina. Non accetto la proposta, perché a me serve quel modello di apparecchio e comunque non voglio correre ulteriori rischi a cercarlo altrove. Verso fine febbraio mi telefona cortesemente l'assistenza italiana per informarmi che l'apparecchio è in riparazione presso di loro e che provvederanno a ripararlo prima possibile. Scrivo un messaggio di posta elettronica alla ditta da cui ho acquistato per chiedere spiegazioni e per aumentare leggermente le mie pretese di omaggi forfettari, ma non mi viene risposto. Finalmente il 7 marzo mi arriva l'apparecchio riparato anziché uno nuovo, ma senza il manuale né gli omaggi, e senza nessun cenno scritto di imminente invio degli stessi. Scrivo immediatamente un cortese messaggio di posta elettronica ipotizzando che gli stessi mi vengano inviati in seguito, ma li informo che so bene che il Codice dei Consumatori prevede una riduzione del prezzo in caso di ritardata prestazione della garanzia e conseguenti disagi al consumatore, per cui le mie pretese di modesti omaggi sono anche troppo miti, a maggior ragione perché nel frattempo l'apparecchio è uscito di produzione ed è notevolmente calato di prezzo. Minaccio anche di inviare entro pochi giorni una raccomandata di messa in mora, oltre a un'eventuale segnalazione al Garante della Concorrenza e del Mercato in merito a loro inadempienza e pubblicità ingannevole sul diritto di recesso, che doveva essere correttamente applicato nel mio caso, essendo stato segnalato il guasto dopo soli 7 giorni.
Vale la pena inviare la raccomandata di messa in mora o è meglio minacciarli anche telefonicamente? Considerata l'attesa di quasi 3 mesi e che la macchina è stata pagata 690 euro ed ora si trova a circa 600, qual è un ragionevole valore degli omaggi che posso legittimamente chiedere? Devo comunque dire che almeno non ho pagato le spese di ritiro e rispedizione dell'apparecchio riparato, ma è ben poca cosa...
Alberto, da Bologna (BO)

Risposta ADUC
riteniamo che possa mandare la raccomandata e chiedere la riduzione del prezzo (a scelta tra il rimborso di una parte del prezzo o un prodotto di pari valore). IN caso di mancato adempimento, occorre adire il giudice di pace:
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