Cara ADUC
Richiesta risarcimento danni strada dissestata
Domanda
27 giugno 2008
Cara ADUC,
in data 22 febbraio u.s. con la mia autovettura percorrevo una delle vie principali del Comune di Fiumicino (V. Passo Buole); svoltai per un'altra che, inizialmente asfaltata, dopo 20 m diveniva "bianca", come tante altre nella zona (da tener presente che gran parte del quartiere ha origine abusiva di almeno 25/30 anni, nel frattempo il comune ha avuto forte crescita demografica e le strade ormai "acquisite" e di pubblica utilità). Improvvisamente urtavo un tombino fognario con conseguente rottura della coppa basamento motore (coppa dell'olio); adiacente al tombino, già di per sé rialzato dal livello stradale, vi era una grossa buca originando un dislivello di 15 cm, e data l'ora serale e la mancanza di illuminazione il fondo era assolutamente imprevedibile e costituiva insidia o trabocchetto. Ho notiziato i VVUU. Ho fatto richiesta risarcimento danni al Comune esponendo l'insidia/trabocchetto ed inserendo, nella richiesta stessa, alcune considerazioni estrapolate su internet, di diverse sentenze, che nella fattispecie sembravano al caso per facilitare la lettura all'uff. ricevente, ovvero che:
- la strada interessata è di collegamento tra pubbliche vie (v. Passo Buole - V. P. Damiani);
- che è sede di impianto di rete fognaria cittadina;
- che è sede di postazione di cassonetti per la raccolta dei rifiuti urbani;
- che la strada, pur non avendo tabella di denominazione posizionata all'incrocio, probabilmente è una continuazione di via P. Damiani (infatti all'inizio del tratto interessato vi è il civico nr. 11 della stessa via Damiani) oppure, ipotesi molto remota per le precedenti considerazioni, trattasi di strada c.d. vicinale ad uso pubblico;
- che, se strada vicinale, in base agli artt. 2 e 14 del C.d.S. (affermato inoltre in numerose pronunce della Corte Suprema di Cassazione: Cass. Civ. sez. II 26 febbraio 2004 n. 1956 - Cass. 2 novembre 1998, n. 10932 - Cass. Civ. sez. III 12 gennaio 1996 n. 191), le stesse sono assimilate alle strade comunali ed i poteri dell'ente proprietario sono esercitati dal Comune, il quale deve provvedere alla manutenzione, gestione e soprattutto all'installazione della segnaletica prescritta allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, adempimenti che non sono stati osservati;
- che la strada è segnalata sulle varie cartine stradali presenti in rete (Googlemap, .).
Il Comune (Uff. Assessorato Gest del Territorio Serv Nuove Opere) però ha risposto che "il tratto di strada non è in manutenzione all'Amministrazione, in quanto trattasi di area privata, mentre i chiusini sono in manutenzione alla Soc. ACEA ATO2".
Trattasi di area privata ma la via in questione non porta a nessuna area privata, non ha ingressi civici (a parte il nr. 11 di v. Damiani posto proprio all'inizio) e all'incrocio opposto al mio ingresso è presente un segnale di indicazione di svolta a sx e dx (tratto interessato). A questo punto conviene procedere direttamente dal Giudice di Pace contro il Comune stesso (viste le varie considerazioni di cui sopra) o fare richiesta all'ACEA ATO2 e al privato che non si sa chi sia. Dal Giudice di Pace conviene citare anche i soggetti indicati dal Comune pena la nullità della richiesta? Che consiglio potete darmi?
Grazie
Enzo, da Fiumicino (RM)
in data 22 febbraio u.s. con la mia autovettura percorrevo una delle vie principali del Comune di Fiumicino (V. Passo Buole); svoltai per un'altra che, inizialmente asfaltata, dopo 20 m diveniva "bianca", come tante altre nella zona (da tener presente che gran parte del quartiere ha origine abusiva di almeno 25/30 anni, nel frattempo il comune ha avuto forte crescita demografica e le strade ormai "acquisite" e di pubblica utilità). Improvvisamente urtavo un tombino fognario con conseguente rottura della coppa basamento motore (coppa dell'olio); adiacente al tombino, già di per sé rialzato dal livello stradale, vi era una grossa buca originando un dislivello di 15 cm, e data l'ora serale e la mancanza di illuminazione il fondo era assolutamente imprevedibile e costituiva insidia o trabocchetto. Ho notiziato i VVUU. Ho fatto richiesta risarcimento danni al Comune esponendo l'insidia/trabocchetto ed inserendo, nella richiesta stessa, alcune considerazioni estrapolate su internet, di diverse sentenze, che nella fattispecie sembravano al caso per facilitare la lettura all'uff. ricevente, ovvero che:
- la strada interessata è di collegamento tra pubbliche vie (v. Passo Buole - V. P. Damiani);
- che è sede di impianto di rete fognaria cittadina;
- che è sede di postazione di cassonetti per la raccolta dei rifiuti urbani;
- che la strada, pur non avendo tabella di denominazione posizionata all'incrocio, probabilmente è una continuazione di via P. Damiani (infatti all'inizio del tratto interessato vi è il civico nr. 11 della stessa via Damiani) oppure, ipotesi molto remota per le precedenti considerazioni, trattasi di strada c.d. vicinale ad uso pubblico;
- che, se strada vicinale, in base agli artt. 2 e 14 del C.d.S. (affermato inoltre in numerose pronunce della Corte Suprema di Cassazione: Cass. Civ. sez. II 26 febbraio 2004 n. 1956 - Cass. 2 novembre 1998, n. 10932 - Cass. Civ. sez. III 12 gennaio 1996 n. 191), le stesse sono assimilate alle strade comunali ed i poteri dell'ente proprietario sono esercitati dal Comune, il quale deve provvedere alla manutenzione, gestione e soprattutto all'installazione della segnaletica prescritta allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, adempimenti che non sono stati osservati;
- che la strada è segnalata sulle varie cartine stradali presenti in rete (Googlemap, .).
Il Comune (Uff. Assessorato Gest del Territorio Serv Nuove Opere) però ha risposto che "il tratto di strada non è in manutenzione all'Amministrazione, in quanto trattasi di area privata, mentre i chiusini sono in manutenzione alla Soc. ACEA ATO2".
Trattasi di area privata ma la via in questione non porta a nessuna area privata, non ha ingressi civici (a parte il nr. 11 di v. Damiani posto proprio all'inizio) e all'incrocio opposto al mio ingresso è presente un segnale di indicazione di svolta a sx e dx (tratto interessato). A questo punto conviene procedere direttamente dal Giudice di Pace contro il Comune stesso (viste le varie considerazioni di cui sopra) o fare richiesta all'ACEA ATO2 e al privato che non si sa chi sia. Dal Giudice di Pace conviene citare anche i soggetti indicati dal Comune pena la nullità della richiesta? Che consiglio potete darmi?
Grazie
Enzo, da Fiumicino (RM)
Risposta ADUC
prima di citare il comune in giudizio le consigliamo di effettuare una visura catastale per individuare chi sia effettivamente il proprietario del tratto di strada interessato. Nel caso risulti che e' un privato, inoltri la richiesta di risarcimento a quest'ultimo. Se questo non provvede, occorrera' citarlo davanti al giudice.
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