Cara ADUC
Reclamo verso la richiesta di addebito di Euro 110 per la mancata restituzione delle apparecchiature
Domanda
3 aprile 2009
Servizio Clienti Fastweb
[email protected]
EPC Aduc- Associazione Diritti Utenti Consumatori,
Via Cavour, 68 50129 Firenze
[email protected]
All' Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni
Centro Direzionale, Isola B5, Torre Francesco - 80143 Napoli
Fax: 081 7507616
Oggetto: reclamo verso la richiesta di addebito di Euro 110 per la mancata restituzione delle apparecchiature Fastweb.
In relazione alla fattura n 1005344 ricevuta dal servizio Clienti Fastweb in cui si richiama la scrivente a pagare la somma di 110,00 Euro per la "ritardata consegna degli apparati Fastweb", mi sembra opportuno porre alla Vostra cortese attenzione alcuni aspetti.
La sottoscritta ha disdetto il contratto con Fastweb nel mese di novembre 2008 a causa dei costi eccessivi per le proprie esigenze e pertanto si orientava ad un'altra compagnia telefonica che le proponeva condizioni di mercato maggiormente rispondenti alle proprie necessità. Dopo circa 10 giorni dalla spedizione della raccomandata A/R, ho contattato il Servizio Clienti Fastweb per chiedere informazioni in merito ai tempi tecnici per la disattivazione della linea e in quelle stessa sede mi sono state richieste informazioni sui motivi della mia scelta, informandomi che sarei stata ricontattata da un operatore per una offerta più vantaggiosa. Di fatto non sono più stata ricontattata e io ho attribuito tale assenza di risposta al fatto che avevo recriminato su come fossero arrivati tardi in tal senso. Sono stata inoltre informata dei costi di disattivazione e della restituzione, a mio carico, delle apparecchiature Fastweb presso i negozi autorizzati, ma non mi sono state fornite informazioni precise in merito. In seguito ho cercato di individuare i negozi Fastweb, presso cui mi sono recata, ma la risposta è stata che gli stessi non erano più autorizzati al ritiro e che mi sarei dovuta rivolgere ad altra attività commerciale, per altro distante diversi chilometri da casa mia. In data 11/12/08 la mia linea telefonica è stata disattivata.
Ricevo nel mese di gennaio 2009 una fattura di 22,16 Euro per " Importi Una Tantum", a cui non è stata allegata da parte di Fastweb nessuna lettera informativa della mia presunta irregolarità e che mi desse indicazioni del luogo e delle modalità di restituzione delle apparecchiature Fastweb. Ho provveduto al pagamento di quanto richiestomi immaginando che l'importo si riferisse a residui dovuti per le precedenti fatture.
L'incombenza di consegnare l'apparecchiatura per altro mi ha comportato un senso di disorientamento poiché non sapevo esattamente come comportarmi. Mi avevano informata che dovevo restituire l'apparecchiatura ma non a chi e come.
Solo nel mese di marzo c.a. ricevo una nuova fattura dove per l'appunto mi si chiede di pagare 110,00 che mi è stata addebitata per la mancata restituzione delle apparecchiature e in allegato alla fattura, una lettera che mi informa sulle modalità di restituzione del suddetto materiale. Pertanto ho immediatamente provveduto a spedire il materiale di cui sopra all'indirizzo indicatomi da Fastweb con Raccomandata A/R.
Ricapitolando per la disattivazione della linea Fastweb ho subito disagi in termini sia di tempo sia economici visto che ho pagato a codesta azienda in due fasi diverse, inizialmente Euro 50,00 per la disattivazione e poi altri Euro 22,16 per non precisati consumi ( importi una tantum solo in questo conto) più la benzina ed il tempo per i vari giri effettuati nella ricerca dei negozi autorizzati ed infine ho dovuto sostenere il costo di 8,95 per la raccomandata AR effettuata il giorno 23/03/09 all'indirizzo....
Mi occorre precisare che a seguito di indicazioni chiare da parte dell'Azienda ho risposto con azioni solerti provvedendo alla immediata restituzione del prezioso materiale!
Ma se Codesta azienda ha così care le proprie apparecchiature e si ritiene una compagnia seria non avrebbe dovuto informare tempestivamente il cliente sulle modalità di restituzione magari attraverso una lettera, esattamente come ha fatto ora, ma informando il cliente prima che scattasse la sanzione? Perché non ha allegato questa lettera nella fattura 7202992 emessa il 31/12/08 ?
La serietà di un'azienda si vede anche da queste cose e nonostante oggi io non sia del tutto soddisfatta del servizio telefonico di cui fruisco non mi sognerei mai di rientrare in Fastweb per il suo comportamento scorretto.
L'art. 6.7 e seguenti delle CONDIZIONI GENERALI DI CONTRATTO PER L'OFFERTA FASTWEB così recita :
" Alla scadenza del Contratto ed in ogni altro caso di sua cessazione, le Apparecchiature dovranno essere restituite a FASTWEB, perfettamente integre, al momento della disattivazione dei Servizi da parte di FASTWEB, salva l'ipotesi di acquisto da parte del Cliente, se consentita dal Contratto stesso. In caso di mancata restituzione delle Apparecchiature entro 30 (trenta) giorni dalla disattivazione dei Servizi, FASTWEB avrà la facoltà di addebitare al Cliente una penale il cui importo sarà definito secondo i parametri
e le modalità indicate sul sito www.fastweb.it e/o in MyFastPage".
Tenuto conto di quanto sopra citato è vero che Fastweb definisce le condizioni per la restituzione delle suddette apparecchiature ma non indica sul contratto a chi bisogna rivolgersi per la consegna né delle modalità da adottare. Per altro Fastweb tiene a precisare che la stessa azienda non può darci informazioni in tal senso poiché nella lettera allegata alla fattura di 110,00 Euro si riporta testualmente : La informiamo che i negozi autorizzati Fastweb ed il Servizio Commerciale FastWeb, raggiungibile tramite la numerazione 192192, non sono autorizzati a ritirare la merce né a fornire informazioni sulla modalità di restituzione.
Tale lettera e tutto l'atteggiamento assunto da Codesta Azienda lascia perplessi e fa immaginare che Fastweb attribuisca ai suoi ex clienti poteri straordinari tendenti al paranormale ritenendo che gli stessi, per una particolare illuminazione che certamente non proviene da una comunicazione terrestre, devono sapere a chi restituire l'apparecchiatura e con quali modalità. Occorre infine precisare che il numero 192192 non permette alle persone di parlare con gli operatori ma solo di sentire le offerte di servizi del risponditore automatico.
Preciso che già nel 2004, l'esordio della mia esperienza con Fastweb non garantiva serietà da parte dell'azienda poiché la stessa si era mostrata poco attenta alle esigenze del cliente non rispondendo, a tutt'oggi, al reclamo da me avanzato in data 13/04/05, per la mancata disattivazione della linea Telecom e per la richiesta di rimborso delle fatture che ho dovuto pagare al medesimo gestore telefonico; tutto ciò a causa di un disservizio dei dipendenti di Fastweb.
In sintesi è difficile non osservare come il comportamento tenuto da Fastweb sia lesivo del principio della democrazia vigente nel nostro paese che riserva al cittadino la facoltà di rivolgersi al gestore di telefonia più idoneo alle proprie esigenze;
sembra che l'azienda volutamente non abbia provveduto a comunicare, tramite lettera, al suo ex cliente l'indirizzo a cui consegnare l'apparecchiatura né la modalità. La stessa lettera informativa, pervenuta solo nel mese di marzo, poteva infatti essere spedita ben prima che si maturasse il debito;
la modalità assunta da Fastweb lascia presupporre un comportamento vessatorio nei confronti del cliente che avanza la richiesta di retrocedere dal contratto e sembra di capire che l'unico modo per giungere alla pacificazione sia di rientrare in Fastweb, come hanno già fatto altri ex clienti.
Infine mi stupisce che il problema che ritenevo essere solo mio, ( lo avevo ingenuamente attribuito a un disguido), sia invece comune a molte persone, come ho potuto constatare collegandomi a internet. Questa scoperta non può non indurmi ad immaginare all'ammontare della somma che Fastweb ha esatto ai suoi ex clienti!
Pertanto alla luce di quanto sopra comunico a Codesta Azienda che non provvederò al pagamento della fattura di 110,00 di cui sopra; chiedo inoltre di non inviarmi ulteriori richieste di pagamento di servizi in quanto ho già abbondantemente provveduto a risarcirvi eventuali disturbi pagando ( 50, 00 euro per la disattivazione del servizio; 22,16 euro per spese una tantum nella fattura n xxxx; Euro 8,95 di raccomandata A/R per spese di spedizione dell'apparecchiatura alla "RPIERRE DIGITAL c/o Team Project di Rozzano" ). Tengo, infine, a precisare che essendo da sempre stata una buona pagatrice (potete darne ampia dimostrazione) non avrei avuto motivi di negarvi il dovuto.
Diffido, infine, Codesta Azienda ad inviare ulteriori lettere o richieste di pagamento in quanto sarò costretta ad adire le vie legali con beneplacito di spese e danni.
In attesa di riscontro porgo cordiali saluti.
Rosaria Agata , da Sesto San Giovanni (MI)
[email protected]
EPC Aduc- Associazione Diritti Utenti Consumatori,
Via Cavour, 68 50129 Firenze
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All' Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni
Centro Direzionale, Isola B5, Torre Francesco - 80143 Napoli
Fax: 081 7507616
Oggetto: reclamo verso la richiesta di addebito di Euro 110 per la mancata restituzione delle apparecchiature Fastweb.
In relazione alla fattura n 1005344 ricevuta dal servizio Clienti Fastweb in cui si richiama la scrivente a pagare la somma di 110,00 Euro per la "ritardata consegna degli apparati Fastweb", mi sembra opportuno porre alla Vostra cortese attenzione alcuni aspetti.
La sottoscritta ha disdetto il contratto con Fastweb nel mese di novembre 2008 a causa dei costi eccessivi per le proprie esigenze e pertanto si orientava ad un'altra compagnia telefonica che le proponeva condizioni di mercato maggiormente rispondenti alle proprie necessità. Dopo circa 10 giorni dalla spedizione della raccomandata A/R, ho contattato il Servizio Clienti Fastweb per chiedere informazioni in merito ai tempi tecnici per la disattivazione della linea e in quelle stessa sede mi sono state richieste informazioni sui motivi della mia scelta, informandomi che sarei stata ricontattata da un operatore per una offerta più vantaggiosa. Di fatto non sono più stata ricontattata e io ho attribuito tale assenza di risposta al fatto che avevo recriminato su come fossero arrivati tardi in tal senso. Sono stata inoltre informata dei costi di disattivazione e della restituzione, a mio carico, delle apparecchiature Fastweb presso i negozi autorizzati, ma non mi sono state fornite informazioni precise in merito. In seguito ho cercato di individuare i negozi Fastweb, presso cui mi sono recata, ma la risposta è stata che gli stessi non erano più autorizzati al ritiro e che mi sarei dovuta rivolgere ad altra attività commerciale, per altro distante diversi chilometri da casa mia. In data 11/12/08 la mia linea telefonica è stata disattivata.
Ricevo nel mese di gennaio 2009 una fattura di 22,16 Euro per " Importi Una Tantum", a cui non è stata allegata da parte di Fastweb nessuna lettera informativa della mia presunta irregolarità e che mi desse indicazioni del luogo e delle modalità di restituzione delle apparecchiature Fastweb. Ho provveduto al pagamento di quanto richiestomi immaginando che l'importo si riferisse a residui dovuti per le precedenti fatture.
L'incombenza di consegnare l'apparecchiatura per altro mi ha comportato un senso di disorientamento poiché non sapevo esattamente come comportarmi. Mi avevano informata che dovevo restituire l'apparecchiatura ma non a chi e come.
Solo nel mese di marzo c.a. ricevo una nuova fattura dove per l'appunto mi si chiede di pagare 110,00 che mi è stata addebitata per la mancata restituzione delle apparecchiature e in allegato alla fattura, una lettera che mi informa sulle modalità di restituzione del suddetto materiale. Pertanto ho immediatamente provveduto a spedire il materiale di cui sopra all'indirizzo indicatomi da Fastweb con Raccomandata A/R.
Ricapitolando per la disattivazione della linea Fastweb ho subito disagi in termini sia di tempo sia economici visto che ho pagato a codesta azienda in due fasi diverse, inizialmente Euro 50,00 per la disattivazione e poi altri Euro 22,16 per non precisati consumi ( importi una tantum solo in questo conto) più la benzina ed il tempo per i vari giri effettuati nella ricerca dei negozi autorizzati ed infine ho dovuto sostenere il costo di 8,95 per la raccomandata AR effettuata il giorno 23/03/09 all'indirizzo....
Mi occorre precisare che a seguito di indicazioni chiare da parte dell'Azienda ho risposto con azioni solerti provvedendo alla immediata restituzione del prezioso materiale!
Ma se Codesta azienda ha così care le proprie apparecchiature e si ritiene una compagnia seria non avrebbe dovuto informare tempestivamente il cliente sulle modalità di restituzione magari attraverso una lettera, esattamente come ha fatto ora, ma informando il cliente prima che scattasse la sanzione? Perché non ha allegato questa lettera nella fattura 7202992 emessa il 31/12/08 ?
La serietà di un'azienda si vede anche da queste cose e nonostante oggi io non sia del tutto soddisfatta del servizio telefonico di cui fruisco non mi sognerei mai di rientrare in Fastweb per il suo comportamento scorretto.
L'art. 6.7 e seguenti delle CONDIZIONI GENERALI DI CONTRATTO PER L'OFFERTA FASTWEB così recita :
" Alla scadenza del Contratto ed in ogni altro caso di sua cessazione, le Apparecchiature dovranno essere restituite a FASTWEB, perfettamente integre, al momento della disattivazione dei Servizi da parte di FASTWEB, salva l'ipotesi di acquisto da parte del Cliente, se consentita dal Contratto stesso. In caso di mancata restituzione delle Apparecchiature entro 30 (trenta) giorni dalla disattivazione dei Servizi, FASTWEB avrà la facoltà di addebitare al Cliente una penale il cui importo sarà definito secondo i parametri
e le modalità indicate sul sito www.fastweb.it e/o in MyFastPage".
Tenuto conto di quanto sopra citato è vero che Fastweb definisce le condizioni per la restituzione delle suddette apparecchiature ma non indica sul contratto a chi bisogna rivolgersi per la consegna né delle modalità da adottare. Per altro Fastweb tiene a precisare che la stessa azienda non può darci informazioni in tal senso poiché nella lettera allegata alla fattura di 110,00 Euro si riporta testualmente : La informiamo che i negozi autorizzati Fastweb ed il Servizio Commerciale FastWeb, raggiungibile tramite la numerazione 192192, non sono autorizzati a ritirare la merce né a fornire informazioni sulla modalità di restituzione.
Tale lettera e tutto l'atteggiamento assunto da Codesta Azienda lascia perplessi e fa immaginare che Fastweb attribuisca ai suoi ex clienti poteri straordinari tendenti al paranormale ritenendo che gli stessi, per una particolare illuminazione che certamente non proviene da una comunicazione terrestre, devono sapere a chi restituire l'apparecchiatura e con quali modalità. Occorre infine precisare che il numero 192192 non permette alle persone di parlare con gli operatori ma solo di sentire le offerte di servizi del risponditore automatico.
Preciso che già nel 2004, l'esordio della mia esperienza con Fastweb non garantiva serietà da parte dell'azienda poiché la stessa si era mostrata poco attenta alle esigenze del cliente non rispondendo, a tutt'oggi, al reclamo da me avanzato in data 13/04/05, per la mancata disattivazione della linea Telecom e per la richiesta di rimborso delle fatture che ho dovuto pagare al medesimo gestore telefonico; tutto ciò a causa di un disservizio dei dipendenti di Fastweb.
In sintesi è difficile non osservare come il comportamento tenuto da Fastweb sia lesivo del principio della democrazia vigente nel nostro paese che riserva al cittadino la facoltà di rivolgersi al gestore di telefonia più idoneo alle proprie esigenze;
sembra che l'azienda volutamente non abbia provveduto a comunicare, tramite lettera, al suo ex cliente l'indirizzo a cui consegnare l'apparecchiatura né la modalità. La stessa lettera informativa, pervenuta solo nel mese di marzo, poteva infatti essere spedita ben prima che si maturasse il debito;
la modalità assunta da Fastweb lascia presupporre un comportamento vessatorio nei confronti del cliente che avanza la richiesta di retrocedere dal contratto e sembra di capire che l'unico modo per giungere alla pacificazione sia di rientrare in Fastweb, come hanno già fatto altri ex clienti.
Infine mi stupisce che il problema che ritenevo essere solo mio, ( lo avevo ingenuamente attribuito a un disguido), sia invece comune a molte persone, come ho potuto constatare collegandomi a internet. Questa scoperta non può non indurmi ad immaginare all'ammontare della somma che Fastweb ha esatto ai suoi ex clienti!
Pertanto alla luce di quanto sopra comunico a Codesta Azienda che non provvederò al pagamento della fattura di 110,00 di cui sopra; chiedo inoltre di non inviarmi ulteriori richieste di pagamento di servizi in quanto ho già abbondantemente provveduto a risarcirvi eventuali disturbi pagando ( 50, 00 euro per la disattivazione del servizio; 22,16 euro per spese una tantum nella fattura n xxxx; Euro 8,95 di raccomandata A/R per spese di spedizione dell'apparecchiatura alla "RPIERRE DIGITAL c/o Team Project di Rozzano" ). Tengo, infine, a precisare che essendo da sempre stata una buona pagatrice (potete darne ampia dimostrazione) non avrei avuto motivi di negarvi il dovuto.
Diffido, infine, Codesta Azienda ad inviare ulteriori lettere o richieste di pagamento in quanto sarò costretta ad adire le vie legali con beneplacito di spese e danni.
In attesa di riscontro porgo cordiali saluti.
Rosaria Agata , da Sesto San Giovanni (MI)
Risposta ADUC
La ringraziamo della lettera che ci ha inviato per conoscenza e che pubblichiamo su Cara Aduc.
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