Cara ADUC
Recesso locazione immobile - "giustificato motivo"
Domanda
27 maggio 2014
Buonasera,
avrei necessita' di un vostro parere riguardo al recesso nei contratti di affitto.
Sono in affitto (conduttore), con contratto c.d. "4+4" (legge 431 del 09/12/1998) e sono trascorsi 5 anni, rimandendo quindi ancora 3 anni alla scadenza del contratto di locazione.
Il rapporto con i proprietari e' buono e cordiale.
Tre anni fa mi sono sposato e ora, per una serie di circostanze, sono in grado di acquistare una casa nelle vicinanze (stesso comune).
L'appartamento costituirebbe "prima casa".
Il contratto di affitto riporta, all'art. 2, che:
"Il Conduttore ha facolta' di recedere dal contratto per giustificati motivi previo avviso da recapirarsi almeno 6 (sei) mesi prima con lettera raccomandata."
Noto che la formula "grave motivo" di cui alla legge 431/98 non e' riportata ed al suo posto e' riportata la formula "giustificati motivi" che appare piu' blanda.
Le domande sono le seguenti:
1) che differenza c'e' fra "gravi motivi" e "giustificati motivi"?
2) Posso inviare lettera di recesso al proprietario adducendo, quale motivazione, acquisto della prima casa, senza che un eventuale giudice, a cui possano eventualmente rivolgersi, possa stabilire che cio' non costituisce "giustificato motivo"?
Sottolineo che e' mia piena intenzione di rispettare il preavviso di almeno 6 mesi, come peraltro prevede il contratto.
3) Nell'ipotesi che l'acquisto della prima casa costituisca "giustificato motivo", che dettaglio e' opportuno riportare nella lettera di recesso?
Vi ringrazio anticipatamente.
Cordiali Saluti
Roberto, da Melegnano (MI)
avrei necessita' di un vostro parere riguardo al recesso nei contratti di affitto.
Sono in affitto (conduttore), con contratto c.d. "4+4" (legge 431 del 09/12/1998) e sono trascorsi 5 anni, rimandendo quindi ancora 3 anni alla scadenza del contratto di locazione.
Il rapporto con i proprietari e' buono e cordiale.
Tre anni fa mi sono sposato e ora, per una serie di circostanze, sono in grado di acquistare una casa nelle vicinanze (stesso comune).
L'appartamento costituirebbe "prima casa".
Il contratto di affitto riporta, all'art. 2, che:
"Il Conduttore ha facolta' di recedere dal contratto per giustificati motivi previo avviso da recapirarsi almeno 6 (sei) mesi prima con lettera raccomandata."
Noto che la formula "grave motivo" di cui alla legge 431/98 non e' riportata ed al suo posto e' riportata la formula "giustificati motivi" che appare piu' blanda.
Le domande sono le seguenti:
1) che differenza c'e' fra "gravi motivi" e "giustificati motivi"?
2) Posso inviare lettera di recesso al proprietario adducendo, quale motivazione, acquisto della prima casa, senza che un eventuale giudice, a cui possano eventualmente rivolgersi, possa stabilire che cio' non costituisce "giustificato motivo"?
Sottolineo che e' mia piena intenzione di rispettare il preavviso di almeno 6 mesi, come peraltro prevede il contratto.
3) Nell'ipotesi che l'acquisto della prima casa costituisca "giustificato motivo", che dettaglio e' opportuno riportare nella lettera di recesso?
Vi ringrazio anticipatamente.
Cordiali Saluti
Roberto, da Melegnano (MI)
Risposta ADUC
in realtà, non è chiara la differenza tra gravi e giustificati motivi, che vengono usati in modo piuttosto equivalenti. In generale, per gravi o giustificati motivi si intendono motivi involontari, imprevedibili e sopravvenuti. In altri termini, questioni che sorgono indipendentemente dalla volontà del conduttore (licenziamenti, trasferimenti, inadempimento del proprietario, etc.). Sposarsi e comprare casa, quindi, potrebbero non rientrare in questa categoria, in quanto dipendenti dalla volontà del recedente, anche se è chiaramente un motivo sostanziale piu' che considerevole. Ma alla fine è solo un giudice che decide se i motivi siano giustificati o meno.
Cio' premesso, il nostro consiglio è di comunicare il recesso al proprietario, giustificandolo con le sue ragioni. Nella stragrande maggioranza dei casi, i proprietari sono piu' che accomodanti nei confronti di inquilini corretti come lei. Se invece vorrà rigettare la sua richiesta, a quel punto starà a lei decidere se farsi valere da un giudice, oppure accettare il rigetto.
Cio' premesso, il nostro consiglio è di comunicare il recesso al proprietario, giustificandolo con le sue ragioni. Nella stragrande maggioranza dei casi, i proprietari sono piu' che accomodanti nei confronti di inquilini corretti come lei. Se invece vorrà rigettare la sua richiesta, a quel punto starà a lei decidere se farsi valere da un giudice, oppure accettare il rigetto.
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