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Cara ADUC

Recesso anticipato da contratto Vodafone aziendale

11 febbraio 2009
Domanda 11 febbraio 2009
Gentile Aduc, nel settembre 2007 ho stipulato, in quanto possessore di partita IVA, un contratto Vodafone Business per aziende, con 2 SIM. Tale contratto, stipulato con agente Vodafone, avrebbe dovuto rispettare determinate condizioni, di costi e minuti verbalmente a me esposti dall'agente, in realtà da subito rivelatesi errati, con conseguenti costi fissi esorbitanti, che hanno fatto lievitare non poco le mie bollette. Ho cercato invano di contattare l'agente Vodafone di cui sopra, poiché questi quasi subito ha interrotto il suo rapporto Vodafone. Dopo una serie di bollette dai costi proibitivi, tutt'altro che trasparenti (a detta loro non avrebbero potuto esserlo perché era un contratto particolare con delle agevolazioni solo per professionisti) mi sono quindi recato presso l'ufficio Vodafone presso il quale tale agente lavorava, ottenendo un cambio di contratto che avrebbe dovuto adeguare il contratto con tariffe più "snelle". Nulla da fare, dopo vari mesi ed ulteriori bollette salate, ottengo una modifica del contratto precedentemente modificato, mediante un "addendum" al contratto stesso, che però nella copia a me consegnata non risulta compilato nella casella della data. Telefonicamente Vodafone mi propone un risarcimento pari a 300 euro, impossibile da mettere per iscritto (???) per motivi contrattuali, che avrei goduto in forma di bonus nelle bollette successive, mai ottenuto. Nell'"addendum" da me firmato (ma ribadisco, senza che la data sia compilata dall'agente Vodafone) c'è anche una postilla scritta di suo pugno dall'agente Vodafone, nella quale avrei goduto di SMS gratis, cosa mai verificatasi. Dopo altre bollette salate e alcune non pagate, mi contattano i gestori di TIM, proponendomi un passaggio di operatore: accetto per poi recedere dal contratto perché ricontattato da Vodafone, che mi propone telefonicamente di annullare tutti le mie bollette. Pago quindi il costo dovuto a TIM per la consegna di un telefono. Decido però, stanco di tutto, di recedere da Vodafone e tornare ad una ricaricabile. Mi giunge, da una società di recupero crediti incaricata da Vodafone, un recupero credito per le bollette insolute, che pago in un' unica soluzione certo di risolvere la cosa.
Tuttavia, Vodafone non solo mi stacca la linea impedendomi di eseguire la portabilità ad altro gestore mantenendo il mio numero (con conseguente
ristampa di ricettari, biglietti da visita, timbri e carta intestata) ma mi invia un ultima bolletta con in più 900 euro (450 per SIM) per il recesso anticipato. Preciso che quasi 60 giorni prima ho inviato raccomandata con ricevuta di ritorno del recesso. Mi chiedono, tramite un altro istituto di recupero credito, il costo della bolletta insoluta (che ho comunque intenzione di pagare) più i 900 euro perché, a detta loro il decreto Bersani non si applica alle aziende, sebbene il decreto parli di "contraente".
Spero in una Vs. risposta, è la seconda volta che vi scrivo senza ottenerne. Grazie e cordiali saluti
Roberto, da Pesaro (PU)

Risposta ADUC
non siamo d'accordo con loro e neppure il Garante delle comunicazioni...
La legge Bersani ha abolito le penali, ma permette ai gestori di addebitare i costi di disattivazione, sempre che 1) siano previsti nel contratto e che 2) siano giustificati al centesimo. Nel primo caso, ignorare la richiesta o rispondere con una lettera raccomandata A/R di diffida: clicca qui. Nel secondo caso, contestare la richiesta (o chiederne puntuale giustificazione) tramite lettera di messa in mora al gestore: clicca qui. In ogni caso, immediatamente segnalare la questione al Garante nelle comunicazioni: clicca qui
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