Cara ADUC
"Protezione investimento" di Capitalia
Domanda
20 aprile 2004
Sono detentore di Obbligazioni Parmalat e 'Cliente' della Banca di Roma.
Le faccio una brevissima storia del mio investimento in Parmalat:
Avendo aperto a Gennaio 2002 l'accesso a Internet tramite PC, ho pensato di acquistare le obbligazioni Parmalat 98/10 al 5, 6% quotate sul MOT quindi tramite Trading on Line attraverso svariate operazioni di acquisto tra il 15/2/2002 e il 7/7/2003, girando molti dei miei risparmi in titoli di stato, al prezzo medio di 94, 447.
Il 12/12/2003 quando la situazione Parmalat stava precipitando ho venduto tutto al prezzo medio di 53, 9090. Poiche' poi nel fine settimana la Parmalat dichiaro' di aver pagato i bond in scadenza e tutto sembrava lentamente riportarsi alla normalita' Lunedi' 15/12/2003 ho riacquistato, sempre tramite internet, lo stesso titolo al valore di 52, 00 + Interessi con un valore nominale leggermente inferiore alla precedente vendita nel tentativo di recuperare le perdite avute gia' ingenti.
Poi sono precipitate ulteriormente e mi sono rimaste in portafoglio.
Ho ricevuto la proposta di rimborso nell'ambito di 'protezione investimento' (il titolo rimane di mia proprieta') da parte della Banca che propone un rimborso xxx calcolato con una formula di molteplice interpretazione. Al numero verde istituito dalla Banca mi hanno chiarito che l'importo proposto e' pari al 50% della differenza tra il val. di 52 + interessi (valore dell'ultimo acquisto al 15/12) e 25 (da tener presente che l'ultimo valore ufficiale contrattato e' 18, 92 del 23/12/03 prima del blocco ufficiale delle contrattazioni) e che non e' stato tenuto conto delle operazioni precedenti (acquisto a 94, 447 e vendita a 53, 990) poiche' in quella fase ho venduto tutto perdendo i diritti al rimborso che vale solo per il 'saldo equivalente' al 1/1/2004 con l'ultimo valore di acquisto e non la media ponderata di tutti gli acquisti fatti come sembrerebbe dalla formula e dalle spiegazioni riportate (vedi allegato protocollo).
A questo punto il rimborso e' del 15% sul valore del titolo e non del 40% come mi ero calcolato tenendo conto: 1 del valore di 18, 92 (ultimo valore del titolo) e non 25 come detto dalla Banca.
2 del 'controvalore effettivo investito nel titolo' che secondo quanto scritto nel protocollo e' la media ponderata in caso di piu' operazioni di compravendita (94, 447).
3 dell'ordinamento per data decrescente di tutte le operazioni fino a raggiungere il 'saldo equivalente al 1/1/04' che per me e' il valore nominale al 1/1/04 x la media ponderata di cui sopra, mentre per la banca e' il valore nominale x 52, 00 ultimo valore di acquisto poiche' le altre operazione avevano portato ad una chiusura della situazione e quindi del diritto di rimborso.
Le chiedo un parere sul da farsi:
Richiesta della procedura di Conciliazione?
Da un lato sarebbe da perseguire se io riuscissi a dimostrare che la Banca ha sbagliato perche' e' previsto nell'Allegato 3 del protocollo d'intesa al punto 1 la rettifica di ristoro in caso di errore da parte della Banca; ma purtroppo ci troviamo di fronte a un caso di diversa interpretazione della formula matematica; Dall'altro nell'allegato 3 punto 3 si dice che i Clienti cha hanno impartito gli ordini tramite Trading on line non devono essere rimborsati se chiedono la procedura di Conciliazione.
- Accettare la proposta che comporta di non poter adire le vie legali nei confronti del Gruppo Capitalia e del rapporto di custodia e intermediazione in essere (Ma ci sono eventualmente i presupposti per una causa?).
Stefano, da Roma
La ringrazio in anticipo e attendo ansiosamente una risposta. Il protocollo di intesa tra Capitalia e le associazioni dei consumatori e' sul sito www.capitalia.it
Le faccio una brevissima storia del mio investimento in Parmalat:
Avendo aperto a Gennaio 2002 l'accesso a Internet tramite PC, ho pensato di acquistare le obbligazioni Parmalat 98/10 al 5, 6% quotate sul MOT quindi tramite Trading on Line attraverso svariate operazioni di acquisto tra il 15/2/2002 e il 7/7/2003, girando molti dei miei risparmi in titoli di stato, al prezzo medio di 94, 447.
Il 12/12/2003 quando la situazione Parmalat stava precipitando ho venduto tutto al prezzo medio di 53, 9090. Poiche' poi nel fine settimana la Parmalat dichiaro' di aver pagato i bond in scadenza e tutto sembrava lentamente riportarsi alla normalita' Lunedi' 15/12/2003 ho riacquistato, sempre tramite internet, lo stesso titolo al valore di 52, 00 + Interessi con un valore nominale leggermente inferiore alla precedente vendita nel tentativo di recuperare le perdite avute gia' ingenti.
Poi sono precipitate ulteriormente e mi sono rimaste in portafoglio.
Ho ricevuto la proposta di rimborso nell'ambito di 'protezione investimento' (il titolo rimane di mia proprieta') da parte della Banca che propone un rimborso xxx calcolato con una formula di molteplice interpretazione. Al numero verde istituito dalla Banca mi hanno chiarito che l'importo proposto e' pari al 50% della differenza tra il val. di 52 + interessi (valore dell'ultimo acquisto al 15/12) e 25 (da tener presente che l'ultimo valore ufficiale contrattato e' 18, 92 del 23/12/03 prima del blocco ufficiale delle contrattazioni) e che non e' stato tenuto conto delle operazioni precedenti (acquisto a 94, 447 e vendita a 53, 990) poiche' in quella fase ho venduto tutto perdendo i diritti al rimborso che vale solo per il 'saldo equivalente' al 1/1/2004 con l'ultimo valore di acquisto e non la media ponderata di tutti gli acquisti fatti come sembrerebbe dalla formula e dalle spiegazioni riportate (vedi allegato protocollo).
A questo punto il rimborso e' del 15% sul valore del titolo e non del 40% come mi ero calcolato tenendo conto: 1 del valore di 18, 92 (ultimo valore del titolo) e non 25 come detto dalla Banca.
2 del 'controvalore effettivo investito nel titolo' che secondo quanto scritto nel protocollo e' la media ponderata in caso di piu' operazioni di compravendita (94, 447).
3 dell'ordinamento per data decrescente di tutte le operazioni fino a raggiungere il 'saldo equivalente al 1/1/04' che per me e' il valore nominale al 1/1/04 x la media ponderata di cui sopra, mentre per la banca e' il valore nominale x 52, 00 ultimo valore di acquisto poiche' le altre operazione avevano portato ad una chiusura della situazione e quindi del diritto di rimborso.
Le chiedo un parere sul da farsi:
Richiesta della procedura di Conciliazione?
Da un lato sarebbe da perseguire se io riuscissi a dimostrare che la Banca ha sbagliato perche' e' previsto nell'Allegato 3 del protocollo d'intesa al punto 1 la rettifica di ristoro in caso di errore da parte della Banca; ma purtroppo ci troviamo di fronte a un caso di diversa interpretazione della formula matematica; Dall'altro nell'allegato 3 punto 3 si dice che i Clienti cha hanno impartito gli ordini tramite Trading on line non devono essere rimborsati se chiedono la procedura di Conciliazione.
- Accettare la proposta che comporta di non poter adire le vie legali nei confronti del Gruppo Capitalia e del rapporto di custodia e intermediazione in essere (Ma ci sono eventualmente i presupposti per una causa?).
Stefano, da Roma
La ringrazio in anticipo e attendo ansiosamente una risposta. Il protocollo di intesa tra Capitalia e le associazioni dei consumatori e' sul sito www.capitalia.it
Risposta ADUC
Siamo molto scettici nei confronti di queste iniziative, che ci sembrano soprattutto organizzate per tacitare i clienti bellicosi e farsi pure pubblicita'. Non abbiamo mai siglato accordi del genere, ed i fatti ci
danno sempre piu' ragione. Gia' avevamo pubblicato una stranezza sull'iniziativa:
clicca qui, e la Sua mail ne pone in risalto delle altre, tra cui l'assenza di conciliazione per i clienti che avevano comprato tramite internet: evidentemente sono clienti che
Capitalia considera meno degni di "protezione investimento", appunto. Trattandosi di proposta volontaria, Capitalia puo' decidere anche di escludere i clienti via web.
Quanto ad eventuali responsabilita', si puo' prima di tutto valutare l'eventuale inadeguatezza dell'operazione
clicca qui. In seguito alle indagini potremo valutare eventuali altre responsabilita'. Deve, ovviamente, effettuare l'insinuazione al passivo fallimentare e puo' anche partecipare alla class action USA nel momento in cui ci sara' la riapertura dei termini. Puo' iscriversi al servizio di informazioni
clicca qui
-----------------------.
Ha risposto Giuseppe D'Orta.
clicca qui
danno sempre piu' ragione. Gia' avevamo pubblicato una stranezza sull'iniziativa:
clicca qui, e la Sua mail ne pone in risalto delle altre, tra cui l'assenza di conciliazione per i clienti che avevano comprato tramite internet: evidentemente sono clienti che
Capitalia considera meno degni di "protezione investimento", appunto. Trattandosi di proposta volontaria, Capitalia puo' decidere anche di escludere i clienti via web.
Quanto ad eventuali responsabilita', si puo' prima di tutto valutare l'eventuale inadeguatezza dell'operazione
clicca qui. In seguito alle indagini potremo valutare eventuali altre responsabilita'. Deve, ovviamente, effettuare l'insinuazione al passivo fallimentare e puo' anche partecipare alla class action USA nel momento in cui ci sara' la riapertura dei termini. Puo' iscriversi al servizio di informazioni
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
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