Cara ADUC
Proposta di petizione: Abolizione delle clausole vessatorie
Domanda
8 settembre 2008
Vi scrivo poiché essendo una vittima che ha subito e sta pagando amaramente in termini di denaro e non solo, per una beffa a causa delle clausole vessatorie che una finanziaria ha posto, con l'intento di tutelarsi da eventuali perdite derivanti da mancati pagamenti dovuti alla inesistenza del bene oggetto del finanziamento (Caso eclatante è la mancata consegna di un'automobile che profumatamente pagata con acconti, caparre e quant'altro, oltre al sofferto finanziamento che comunque va pagato) concordato e sottoscritto, Una clausola evidentemente vessatoria poiché demanda al cliente l'onere di accertare la consegna del bene senza alcuna verifica preventiva, prima di procedere alla erogazione dell'ammontare richiesto in finanziamento. Tale comportamento ha permesso a diversi concessionari in Italia, di procedere ad una vera e propria raccolta di denaro, evidentemente senza alcun controllo per poi sparire o nella peggiore delle ipotesi fallire incamerando con la frode denaro non dovuto e lasciando nella più nera delle disperazioni famiglie intere che si sono viste di fatto private dei loro averi solo, per avere accettato un finanziamento che permetteva loro di acquistare una vettura.
Ritenendo questo modo di procedere da parte delle finanziarie oltre che scorretto anche illegale, pur se permesso da norme che evidentemente sono state fallate appositamente per garantire comunque ad esse il loro compenso indipendentemente dall'esito del contendere (la non esclusività dei finanziamenti) derivante dai contenziosi in corso fra chi vende e chi acquista a rate, Intendo proporVi l'apertura di una petizione che promuova una raccolta di adesioni per addivenire ad una proposta di modifica alla attuale normativa che contempla e definisce questa iniqua e odiosa clausola a favore di una modifica che contempli la possibilità per l'acquirente di accertarsi, nel reciproco interesse per chi acquista e per chi finanzia della effettiva presenza del bene oggetto del finanziamento mediante una presa d'atto da parte dell'acquirente che approva e da il benestare alla erogazione del finanziamento cosi stipulato. Cosi come in egual misura, la finanziaria ha interesse a chè il cliente sia solvibile e in grado di provvedere al pagamento, allo stesso modo occorre dare al cliente la possibilità di essere certo dell'esistenza del bene acquistato. Oggi questo non avviene e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.
Altra clausola odiosa e vessatoria è quella che permette unilateralmente di procedere all'aumento dei tassi di interesse in corso di finanziamento, ritengo che tale modo di procedere sia ancor più odioso di un tasso concordato a priori o variabile. poichè anche in questo caso si pone il cliente nella condizione di dover risolvere contro la sua volonta' (atto prevaricatorio e unilaterale) un contratto di finanziamento di notevole impatto economico devastante ed inaspettato tale da indurre il cliente ad accettare una forzatura e dunque non volontaria scelta dell'aumento dei valori da corrispondere, a scegliere suo malgrado il male minore.....
Grato per le Vostre risposte in merito e certo di avere stuzzicato una associazione che realmente tiene a cuore l'interesse dei consumatori, spero di leggerVi alla Mia E-mail soprattutto della reale fattibilità di una proposta il tal senso e della sicura partecipazione di molti aderenti alla questione.
Nell'attesa cordiali saluti
Donato, da Alessandria (AL)
Ritenendo questo modo di procedere da parte delle finanziarie oltre che scorretto anche illegale, pur se permesso da norme che evidentemente sono state fallate appositamente per garantire comunque ad esse il loro compenso indipendentemente dall'esito del contendere (la non esclusività dei finanziamenti) derivante dai contenziosi in corso fra chi vende e chi acquista a rate, Intendo proporVi l'apertura di una petizione che promuova una raccolta di adesioni per addivenire ad una proposta di modifica alla attuale normativa che contempla e definisce questa iniqua e odiosa clausola a favore di una modifica che contempli la possibilità per l'acquirente di accertarsi, nel reciproco interesse per chi acquista e per chi finanzia della effettiva presenza del bene oggetto del finanziamento mediante una presa d'atto da parte dell'acquirente che approva e da il benestare alla erogazione del finanziamento cosi stipulato. Cosi come in egual misura, la finanziaria ha interesse a chè il cliente sia solvibile e in grado di provvedere al pagamento, allo stesso modo occorre dare al cliente la possibilità di essere certo dell'esistenza del bene acquistato. Oggi questo non avviene e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.
Altra clausola odiosa e vessatoria è quella che permette unilateralmente di procedere all'aumento dei tassi di interesse in corso di finanziamento, ritengo che tale modo di procedere sia ancor più odioso di un tasso concordato a priori o variabile. poichè anche in questo caso si pone il cliente nella condizione di dover risolvere contro la sua volonta' (atto prevaricatorio e unilaterale) un contratto di finanziamento di notevole impatto economico devastante ed inaspettato tale da indurre il cliente ad accettare una forzatura e dunque non volontaria scelta dell'aumento dei valori da corrispondere, a scegliere suo malgrado il male minore.....
Grato per le Vostre risposte in merito e certo di avere stuzzicato una associazione che realmente tiene a cuore l'interesse dei consumatori, spero di leggerVi alla Mia E-mail soprattutto della reale fattibilità di una proposta il tal senso e della sicura partecipazione di molti aderenti alla questione.
Nell'attesa cordiali saluti
Donato, da Alessandria (AL)
Risposta ADUC
non ce ne voglia, comprendiamo il suo disappunto ma il problema che lei solleva non e' perche' esiste una legge che consente di fare cose come quelle accadute a lei, ma e' esclusivamente contrattuale, cioe' accordi fra le parti che poi vengono messi in contratto e diventano legge fra le stesse parti; accordi che ovviamente non devono violare il codice civile e non devono essere piu' restrittivi (per entrambe le parti contrattuali) di quanto regolamentato dal codice civile. Quindi, manca la materia prima di una petizione, cioe' la norma da modificare.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti