Cara ADUC
Promotore Fideuram rovina una coppia di pensionati 75enni
Domanda
18 febbraio 2004
Gent. ma ADUC, scrivo per chiederVi un parere e dei sinceri consigli a proposito di una situazione che riguarda i miei genitori (mio padre di 78 anni e mia madre di 75), entrambi pensionati. Mio padre percepisce una pensione di circa ¤ 500, 00 al mese e mia madre percepisce quella da casalinga che si aggira sui ¤ 150, 00 al mese.
Il tutto non e' naturalmente una cifra sufficiente per poter arrivare a fine mese pur non dovendo pagare l'affitto. Non hanno altri redditi.
Avevano pero' dei risparmi accantonati con tanti sacrifici e rinunce. Tali risparmi si aggiravano sui ¤ 200.000, 00 che investivano prima tramite Promotore finanziario di Banca Fideuram in BOT, CCT, BTP.
Il rendimento di questi risparmi, sommato ai ¤ 650, 00 di pensione gli permetteva di arrivare tranquillamente a fine mese.
Nel 2000 pero' il Promotore Finanziario in seguito a continue insistenze e prospettando facili guadagni, convinse mio padre ad investire parte del capitale in Fondi Azionari (¤25.000, 00) ed i rimanenti ¤175.000, 00 restavano investiti in BOT, CCT.
Mio padre non e' certo un amante del rischio e non conosce neanche i mercati dei Fondi e delle Azioni.
Il Promotore Finanziario gli fece formare dei fogli dicendogli che li avrebbe poi compilati Lui per eseguire tale operazione.
Dopo alcuni giorni sono arrivate delle lettere da parte di Banca Fideuram in cui gli venivano comunicati gli avvenuti acquisti che non corrispondevano pero' a cio' che era stato stabilito con il Promotore. Questi infatti aveva fatto alcune operazioni investendo non ¤ 25.000, 00, ma tutto il capitale disponibile (¤200.000, 00) in forme tutte Azionarie ed anche ad alto rischio: ¤ 130.000, 00 in OBBLIGAZIONI ARGENTINE, i rimanenti ¤ 70.000, 00 in Azioni, FINMECCANICA ord., ENEL raggruppate, KPN NV, DEUTSCHE TELEKOM AG. Visto cio' mio padre lo chiamo' per avere spiegazioni e il Promotore arrivando a casa assicuro' che i rischi erano molto limitati in quanto il mercato era in una fase sicuramente positiva, e lo convinse a lasciare il tutto come aveva fatto Lui solo per qualche mese perche' si sarebbero avuti lusinghieri rendimenti, per tornare poi agli investimenti precedenti.
Il mercato pero', prese la strada che tutti sappiamo e quando mio padre venne a conoscenza di tale inversione lo chiamo' e ci parlo' piu' volte dicendogli di vendere tutto e tornare ai BOT e CCT. Costui lo ha pero' sempre sconsigliato dicendogli di aspettare perche' il tutto si sarebbe ristabilito. Si e' cosi' arrivati ad oggi, in cui da un conteggio da me fatto in modo approssimativo, ho visto che il capitale e' passato dai ¤ 200.000, 00 a circa ¤ 45, 000.00, di cui ¤ 35.000, 00 (residui di ¤ 130.000, 00) investiti in obbligazioni Argentine, sono anche bloccati e hanno scadenza 2004.
Costui, almeno secondo me, continua a dirgli molte falsita' in quanto come mi e' stato riferito da mio padre, gli dice che le obbligazioni Argentine perdono solo il 50% e che puo' ritirare il capitale in qualsiasi momento. Per quanto riguarda le altre azioni, anche queste si possono ritirare in qualsiasi momento e riprendere l'intero capitale investito (¤70, 000.00), quando invece ho notato che dal 2000 ad oggi hanno perso oltre il 70%, come pure le obbligazioni Argentine..
Altra cosa che si e' verificata e' stata quella riguardante la documentazione di tali operazioni. Lui infatti, ogni qualvolta veniva a casa (all'incirca una volta a tre o quattro mesi) stralciava tutte le lettere ed altra documentazione che mio padre aveva ricevuto dalla Banca asserendo che non era necessario conservarle. Oggi come oggi, mio padre non ha neanche la documentazione riguardante gli acquisti ed i prezzi di acquisto di tali investimenti e di spostamento di capitali che Lui dice di aver fatto senza metterlo al corrente.
Di tutto cio', io sono venuto a conoscenza solo una decina di giorni fa. Mio padre mi aveva solo detto che aveva investito ¤ 25.000, 00 in Fondi Azionari ma non cio' che si era poi verificato.
Io pur avendo una minima esperienza in questa materia, so, che sia un Promotore Finanziario che una Banca sono come delle persone di fiducia e debbono quindi agire per tutelare gli interessi dei loro Clienti. Quando questi hanno un certo capitale e non vogliono fare speculazioni di alcun genere, vista anche l'eta' notevolmente avanzata, non fanno certo fare questo tipo di operazioni ma dei semplici investimenti diversificati e a bassissimo rischio, al massimo fanno investire un 10% - 15% nel mercato azionario.
A fronte di tale situazione, e prima di parlare personalmente con il Promotore Finanziario, Vi chiedo gentilmente un giudizio su tutto cio' che Vi ho illustrato, sull'operato del Promotore Finanziario e come questi si doveva comportare nel gestire un capitale di ¤ 200.000, 00 appartenente ad un cliente che aveva gia' allora 75 anni di eta'.
Vorrei poi sapere se costui ha delle responsabilita' anche perche' oltre a non fare cio' che il cliente voleva, non ha nemmeno tenuto conto dell'eta' del cliente, delle sue idee riguardo al rischio, dell'inutilita' e della non necessita' di andare a rischiare alla sua eta'.
Aspettando una Vostra cortese risposta ed un Vostro altrettanto concreto parere su come agire e comportarmi, saluto cordialmente.
Mauro, da Bastia Umbra
Il tutto non e' naturalmente una cifra sufficiente per poter arrivare a fine mese pur non dovendo pagare l'affitto. Non hanno altri redditi.
Avevano pero' dei risparmi accantonati con tanti sacrifici e rinunce. Tali risparmi si aggiravano sui ¤ 200.000, 00 che investivano prima tramite Promotore finanziario di Banca Fideuram in BOT, CCT, BTP.
Il rendimento di questi risparmi, sommato ai ¤ 650, 00 di pensione gli permetteva di arrivare tranquillamente a fine mese.
Nel 2000 pero' il Promotore Finanziario in seguito a continue insistenze e prospettando facili guadagni, convinse mio padre ad investire parte del capitale in Fondi Azionari (¤25.000, 00) ed i rimanenti ¤175.000, 00 restavano investiti in BOT, CCT.
Mio padre non e' certo un amante del rischio e non conosce neanche i mercati dei Fondi e delle Azioni.
Il Promotore Finanziario gli fece formare dei fogli dicendogli che li avrebbe poi compilati Lui per eseguire tale operazione.
Dopo alcuni giorni sono arrivate delle lettere da parte di Banca Fideuram in cui gli venivano comunicati gli avvenuti acquisti che non corrispondevano pero' a cio' che era stato stabilito con il Promotore. Questi infatti aveva fatto alcune operazioni investendo non ¤ 25.000, 00, ma tutto il capitale disponibile (¤200.000, 00) in forme tutte Azionarie ed anche ad alto rischio: ¤ 130.000, 00 in OBBLIGAZIONI ARGENTINE, i rimanenti ¤ 70.000, 00 in Azioni, FINMECCANICA ord., ENEL raggruppate, KPN NV, DEUTSCHE TELEKOM AG. Visto cio' mio padre lo chiamo' per avere spiegazioni e il Promotore arrivando a casa assicuro' che i rischi erano molto limitati in quanto il mercato era in una fase sicuramente positiva, e lo convinse a lasciare il tutto come aveva fatto Lui solo per qualche mese perche' si sarebbero avuti lusinghieri rendimenti, per tornare poi agli investimenti precedenti.
Il mercato pero', prese la strada che tutti sappiamo e quando mio padre venne a conoscenza di tale inversione lo chiamo' e ci parlo' piu' volte dicendogli di vendere tutto e tornare ai BOT e CCT. Costui lo ha pero' sempre sconsigliato dicendogli di aspettare perche' il tutto si sarebbe ristabilito. Si e' cosi' arrivati ad oggi, in cui da un conteggio da me fatto in modo approssimativo, ho visto che il capitale e' passato dai ¤ 200.000, 00 a circa ¤ 45, 000.00, di cui ¤ 35.000, 00 (residui di ¤ 130.000, 00) investiti in obbligazioni Argentine, sono anche bloccati e hanno scadenza 2004.
Costui, almeno secondo me, continua a dirgli molte falsita' in quanto come mi e' stato riferito da mio padre, gli dice che le obbligazioni Argentine perdono solo il 50% e che puo' ritirare il capitale in qualsiasi momento. Per quanto riguarda le altre azioni, anche queste si possono ritirare in qualsiasi momento e riprendere l'intero capitale investito (¤70, 000.00), quando invece ho notato che dal 2000 ad oggi hanno perso oltre il 70%, come pure le obbligazioni Argentine..
Altra cosa che si e' verificata e' stata quella riguardante la documentazione di tali operazioni. Lui infatti, ogni qualvolta veniva a casa (all'incirca una volta a tre o quattro mesi) stralciava tutte le lettere ed altra documentazione che mio padre aveva ricevuto dalla Banca asserendo che non era necessario conservarle. Oggi come oggi, mio padre non ha neanche la documentazione riguardante gli acquisti ed i prezzi di acquisto di tali investimenti e di spostamento di capitali che Lui dice di aver fatto senza metterlo al corrente.
Di tutto cio', io sono venuto a conoscenza solo una decina di giorni fa. Mio padre mi aveva solo detto che aveva investito ¤ 25.000, 00 in Fondi Azionari ma non cio' che si era poi verificato.
Io pur avendo una minima esperienza in questa materia, so, che sia un Promotore Finanziario che una Banca sono come delle persone di fiducia e debbono quindi agire per tutelare gli interessi dei loro Clienti. Quando questi hanno un certo capitale e non vogliono fare speculazioni di alcun genere, vista anche l'eta' notevolmente avanzata, non fanno certo fare questo tipo di operazioni ma dei semplici investimenti diversificati e a bassissimo rischio, al massimo fanno investire un 10% - 15% nel mercato azionario.
A fronte di tale situazione, e prima di parlare personalmente con il Promotore Finanziario, Vi chiedo gentilmente un giudizio su tutto cio' che Vi ho illustrato, sull'operato del Promotore Finanziario e come questi si doveva comportare nel gestire un capitale di ¤ 200.000, 00 appartenente ad un cliente che aveva gia' allora 75 anni di eta'.
Vorrei poi sapere se costui ha delle responsabilita' anche perche' oltre a non fare cio' che il cliente voleva, non ha nemmeno tenuto conto dell'eta' del cliente, delle sue idee riguardo al rischio, dell'inutilita' e della non necessita' di andare a rischiare alla sua eta'.
Aspettando una Vostra cortese risposta ed un Vostro altrettanto concreto parere su come agire e comportarmi, saluto cordialmente.
Mauro, da Bastia Umbra
Risposta ADUC
Dalla descrizione che lei fa della vicenda sembra chiaro che il promotore ha delle responsabilita'. E' inoltre importante sapere che l'intermediario finanziario (in questo caso Fideuram) e' responsabile in solido dell'operato del suo promotore. Le leggi attualmente in vigore dettano regole molto stringenti per gli intermediari finanziari a favore dei risparmiatori. Molto spesso,
purtroppo, queste regole non sono conosciute e vige ancora l'idea che le banche abbiamo i migliori avvocati del mondo e che sia impossibile vincere in tribunale contro di loro. Non e' piu' cosi'. I criteri generali ai quali gli intermediari finanziari devono attenersi sono sanciti dall'art. 21 del d.lsg 58/98 il quale dice: Nella prestazione dei servizi di investimento e accessori i soggetti abilitati devono:
a) comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza, nell'interesse dei clienti e per l'integrita' dei mercati;
b) acquisire le informazioni necessarie dai clienti e operare in modo che essi siano sempre adeguatamente informati;
c) organizzarsi in modo tale da ridurre al minimo il rischio di conflitti di interesse e, in situazioni di conflitto, agire in modo da assicurare comunque ai clienti trasparenza ed equo trattamento;
d) disporre di risorse e procedure, anche di controllo interno, idonee ad assicurare l'efficiente svolgimento dei servizi;
e) svolgere una gestione indipendente, sana e prudente e adottare misure idonee a salvaguardare i diritti dei clienti sui beni affidati.
E' importante comprendere che queste disposizioni non sono mere indicazioni programmatiche, ma disposizioni vincolanti e stringenti. La CONSOB ha emanato un regolamento attuativo, avente forza di legge, che specifica nel dettaglio attraverso quali procedure questi principi devono essere applicati (maggiori dettagli: Operazioni finanziarie strampalate: cosa dice la
legge?- clicca qui). Tra l'altro questo regolamento e' stato oggetto di una recente proposta di modifica (operativa, probabilmente, a partire dal 2004) che rendera' ancora piu' stringenti questi principi. Gia' da adesso, in parole semplici, la banca non puo' eseguire operazioni finanziarie che siano contrarie al profilo di rischio del cliente a meno che il cliente non abbia autorizzato espressamente a fare l'operazione pur avendo la banca indicato per iscritto che l'operazione e' inadeguata. Questa e' una garanzia molto forte per il cliente. La banca, inoltre, non puo' fare operazioni in conflitto di interesse con il cliente arrecando un danno economico, neppure se ha indicato per iscritto il fatto che l'operazione era in conflitto di interessi.
Una cosa molto importante da sapere e' che nella cause di risarcimento danni contro gli intermediari finanziari vige l'inversione dell'onere dalla prova. Spetta cioe' all'intermediario finanziario dimostrare di
aver agito correttamente seguendo tutte le stringenti disposizioni previste dalla legge e non al cliente dimostrare che la banca non ha esercitato la necessaria diligenza e perizia. Dal punto di vista legale, questo e' uno strumento molto forte nelle mani dei risparmiatori. Strumento del quale la maggioranza ignora l'esistenza.
In sintesi, ripetiamolo, e' possibile far causa alla banca in tutti quei casi nei quali la banca ha disposto operazioni contrarie al proprio profilo di rischio (quello che e' stato indicato nell'apposito documento o, in assenza di questo, che era desumibile dalle informazioni in possesso della banca) oppure in conflitto di interessi e che, per tale conflitto, hanno arrecato un danno economico che non si sarebbe verificato qualora l'operazione non fosse stata in conflitto di
interessi.
purtroppo, queste regole non sono conosciute e vige ancora l'idea che le banche abbiamo i migliori avvocati del mondo e che sia impossibile vincere in tribunale contro di loro. Non e' piu' cosi'. I criteri generali ai quali gli intermediari finanziari devono attenersi sono sanciti dall'art. 21 del d.lsg 58/98 il quale dice: Nella prestazione dei servizi di investimento e accessori i soggetti abilitati devono:
a) comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza, nell'interesse dei clienti e per l'integrita' dei mercati;
b) acquisire le informazioni necessarie dai clienti e operare in modo che essi siano sempre adeguatamente informati;
c) organizzarsi in modo tale da ridurre al minimo il rischio di conflitti di interesse e, in situazioni di conflitto, agire in modo da assicurare comunque ai clienti trasparenza ed equo trattamento;
d) disporre di risorse e procedure, anche di controllo interno, idonee ad assicurare l'efficiente svolgimento dei servizi;
e) svolgere una gestione indipendente, sana e prudente e adottare misure idonee a salvaguardare i diritti dei clienti sui beni affidati.
E' importante comprendere che queste disposizioni non sono mere indicazioni programmatiche, ma disposizioni vincolanti e stringenti. La CONSOB ha emanato un regolamento attuativo, avente forza di legge, che specifica nel dettaglio attraverso quali procedure questi principi devono essere applicati (maggiori dettagli: Operazioni finanziarie strampalate: cosa dice la
legge?- clicca qui). Tra l'altro questo regolamento e' stato oggetto di una recente proposta di modifica (operativa, probabilmente, a partire dal 2004) che rendera' ancora piu' stringenti questi principi. Gia' da adesso, in parole semplici, la banca non puo' eseguire operazioni finanziarie che siano contrarie al profilo di rischio del cliente a meno che il cliente non abbia autorizzato espressamente a fare l'operazione pur avendo la banca indicato per iscritto che l'operazione e' inadeguata. Questa e' una garanzia molto forte per il cliente. La banca, inoltre, non puo' fare operazioni in conflitto di interesse con il cliente arrecando un danno economico, neppure se ha indicato per iscritto il fatto che l'operazione era in conflitto di interessi.
Una cosa molto importante da sapere e' che nella cause di risarcimento danni contro gli intermediari finanziari vige l'inversione dell'onere dalla prova. Spetta cioe' all'intermediario finanziario dimostrare di
aver agito correttamente seguendo tutte le stringenti disposizioni previste dalla legge e non al cliente dimostrare che la banca non ha esercitato la necessaria diligenza e perizia. Dal punto di vista legale, questo e' uno strumento molto forte nelle mani dei risparmiatori. Strumento del quale la maggioranza ignora l'esistenza.
In sintesi, ripetiamolo, e' possibile far causa alla banca in tutti quei casi nei quali la banca ha disposto operazioni contrarie al proprio profilo di rischio (quello che e' stato indicato nell'apposito documento o, in assenza di questo, che era desumibile dalle informazioni in possesso della banca) oppure in conflitto di interessi e che, per tale conflitto, hanno arrecato un danno economico che non si sarebbe verificato qualora l'operazione non fosse stata in conflitto di
interessi.
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