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Cara ADUC

Posso denunciare la mia banca per avermi fatto fare operazioni strampalate?

29 agosto 2003
Domanda 29 agosto 2003
Egregio Dott. Pedone, come al solito e' sempre puntuale, disponibile e gentile, a rispondere. Le spiego il mio caso. Tre anni or sono mi sono affidato al promotore di una Banca straniera in provincia di Rovigo per gestire i miei risparmi(con risultati deludenti).250.000.000 in una gpf in fondi e 35.000.000 in fondi Small Cap, fondo Internet e Cdb). Questo a Marzo 2000. Poi a Settembre 2000, non di testa mia, ma su suo consiglio, mi aveva detto che con quella gestione(100% obbligazionaria) prendevo poco, (l'avessi mantenuta!!) e sarebbe stato meglio incrementare la quota azionaria, perche' il mercato aveva stornato(secondo lui) da Marzo a Settembre, ed era ora di rischiare un po' di piu'. Io mi sono fidato di cio' che diceva e mi ha proposto d'incrementare fino al 70% la quota azionaria, non spiegandomi chiaramente a cosa andavo incontro(se l'avessi saputo non avrei certo firmato). Dopo poche settimane il rialzo non si e' verificato e a mano che passavano i giorni ero gia' sotto di circa 5.000.000. Allora gli chiesi se era meglio ritornare alla gestione obbligazionaria precedente, ma lui rispose che eravamo appena partiti. Io mi sono ancora fidato di cio' che diceva, pero' vedevo la gestione scendere ulteriormente e allora mi sono deciso attraverso la banca telefonica di fare di testa mia e portarmi dal 70% al 50% di azioni (perche' pensavo con una quota un po' piu' bassa di riprendere le perdite nel frattempo subite); non sapendo che cosi avrei risolto poco(solo adesso l'ho capito). Intanto le Small cap e Internet scendevano ed io a mostrargli la mia apprensione, ma lui diceva di aspettare che i soldi li avrei ripresi nel giro di poco tempo. Insomma, alla fine(ottobre 2002) mi sono ritrovato con la Gpf sotto del 35%, mentre dei 35.000.000, investiti in Fondi Small Cup e altro, con circa 10.000.000. A questo punto, mi sono stufato, visto che non faceva niente per proteggere i miei risparmi e gli ho spedito tre lettere di protesta, cercando di capire perche' mi aveva proposto questa strategia. Adesso l'ho capita(per le commissioni, naturalmente). Lui non mi ha risposto, ma la Banca, si, dopo altre due lettere di protesta indirizzate alla banca stessa, sull'operato del promotore. Naturalmente la risposta e' stata che dovevo stare attento a cio' che avevo firmato, e che avevo concordato(a detta del promotore), tale strategia (non e' vero, perche' e' stato lui a propormela). Adesso gli ho chiesto un risarcimento dei danni subiti, quantificabile in circa 25.000 euro, quale corresponsabile delle scelte d'investimento propostomi. La banca ha risposto picche. Nell'ultima lettera gli ho promesso che mi sarei rivolto ad un legale se non veniva incontro alle mie richieste. Questa la mia storia. Mi dica Lei, dott. Pedone, cosa posso fare? Io sono propenso di continuare, magari utilizzando dapprima il giudice di pace, dopo aver letto sul bollettino Aduc di varie sentenze al riguardo. Distinti saluti e buon lavoro.

Risposta ADUC
Le leggi attualmente in vigore dettano regole molto stringenti per gli intermediari finanziari a favore dei risparmiatori. Molto spesso, purtroppo, queste regole non sono conosciute e vige ancora l'idea che le banche abbiamo i migliori avvocati del mondo e che sia impossibile vincere in tribunale contro di loro. Non e' piu' cosi'.
I criteri generali ai quali gli intermediari finanziari devono attenersi sono sanciti dall'art. 21 del d.lsg 58/98 il quale dice: Nella prestazione dei servizi di investimento e accessori i soggetti abilitati devono: a) comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza, nell'interesse dei clienti e per l'integrita' dei mercati; b) acquisire le informazioni necessarie dai clienti e operare in modo che essi siano sempre adeguatamente informati; c) organizzarsi in modo tale da ridurre al minimo il rischio di conflitti di interesse e, in situazioni di conflitto, agire in modo da assicurare comunque ai clienti trasparenza ed equo trattamento; d) disporre di risorse e procedure, anche di controllo interno, idonee ad assicurare l'efficiente svolgimento dei servizi; e) svolgere una gestione indipendente, sana e prudente e adottare misure idonee a salvaguardare i diritti dei clienti sui beni affidati.
E' importante comprendere che queste disposizioni non sono mere indicazioni programmatiche, ma disposizioni vincolanti e stringenti. La CONSOB ha emanato un regolamento attuativo, avente forza di legge, che specifica nel dettaglio attraverso quali procedure questi principi devono essere applicati (maggiori dettagli: Operazioni finanziarie strampalate: cosa dice la legge?-http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=48955). Tra l'altro questo regolamento e' stato oggetto di una recente proposta di modifica (operativa, probabilmente, a partire dal 2004) che renderà ancora piu' stringenti questi principi.
Gia' da adesso, in parole semplici, la banca non puo' eseguire operazioni finanziarie che siano contrarie al profilo di rischio del cliente a meno che il cliente non abbia autorizzato espressamente a fare l'operazione pur avendo la banca indicato per iscritto che l'operazione e' inadeguata. Questa e' una garanzia molto forte per il cliente. La banca, inoltre, non puo' fare operazioni in conflitto di interesse con il cliente arrecando un danno economico, neppure se ha indicato per iscritto il fatto che l'operazione era in conflitto di interessi.
Una cosa molto importante da sapere e' che nella cause di risarcimento danni contro gli intermediari finanziari vige l'inversione dell'onere dalla prova. Spetta cioe' all'intermediario finanziario dimostrare di aver agito correttamente seguendo tutte le stringenti disposizioni previste dalla legge e non al cliente dimostrare che la banca non ha esercitato la necessaria diligenza e perizia.
Dal punto di vista legale, questo e' uno strumento molto forte nelle mani dei risparmiatori. Strumento del quale la maggioranza ignora l'esistenza.
In sintesi, ripetiamolo, e' possibile far causa alla banca in tutti quei casi nei quali la banca ha disposto operazioni contrarie al proprio profilo di rischio (quello che e' stato indicato nell'apposito documento o, in assenza di questo, che era desumibile dalle informazioni in possesso della banca) oppure in conflitto di interessi e che, per tale conflitto, hanno arrecato un danno economico che non si sarebbe verificato qualora l'operazione non fosse stata in conflitto di interessi.
Detto questo, nel suo caso specifico, e' necessario vedere quale profilo di rischio ha dichiarato e se la banca puo' agevolmente dimostrare (magari anche mentendo spudoratamente, non sarebbe la prima ne' l'ultima volta) che le operazioni fatte sono state fatte dietro sua specifica richiesta.
E' vero che e' la banca che deve dimostrare di aver agito correttamente, ma se lei non e' in grado di smontare la dimostrazione della banca (magari con testimoni) sara' difficile avere giustizia in tribunale. Dalla descrizione di come sono realmente avvenuti i fatti, gia' ci immaginiamo quale sara' la ricostruzione della Banca. Suonera' piu' o meno cosi': "Nel Marzo del 2000, in seguito all'euforia dei mercati, il signor Taldeitali insoddisfatto dei risultati della gestione obbligazionaria, ha chiesto di modificare il profilo della gestione incrementando notevolmente la componente azionaria. Il promotore finanziario ha illustrato i rischi connessi a questa operazione, ma il cliente ha voluto comunque effettuare l'operazione. Successivamente, a dimostrazione della spiccata autonomia del cliente, lo stesso - via banca telefonica - ha fatto un'ulteriore modifica senza l'assistenza del promotore finanziario..." e via dicendo. Lei e' in grado, in tribunale, di contestare, con testimoni, questa ricostruzione dei fatti con la quale la banca dimostrerebbe di aver agito correttamente? E' una questione che va analizzata con l'assistenza di un legale.
Infine, le ricordiamo che il giudice di pace non e' competente su questa materia perche' gli importi in questione sono troppo elevati.
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