Cara ADUC
Portafoglio investimenti: quanto azionario per un 40enne?
Domanda
23 maggio 2009
Buongiorno!
Sono un quarantenne che da qualche anno ha preso in mano i propri investimenti. Pur essendo ancora inesperto ho capito da tempo che prodotti assicurativi, polizze complesse e altre diavolerie non fanno certo gli interessi di noi investitori e, anche se in ritardo, non ne ho piu' acquistati.
La mia domanda e' la seguente. Non solo in banca, ma anche su siti e libri leggo che il portafoglio andrebbe diversificato e bilanciato. Il mio dubbio e' sulla "percentuale" da dedicare all'azionario. Mi si dice che per la mia età si potrebbe addirittura investire il 50% in titoli azionari, un portafoglio moderato prevederebbe almeno il 30% in titoli azionari.... Io ringrazio il cielo, al momento, di avere solo un 5% in titoli azionari (in grossa perdita rispetto ai valori di carico) e il resto in obbligazioni: cosa dettata dalla mia avversione al rischio, che in tempi recenti ha aiutato non poco il mio portafoglio. Non so pero' se cio' sia concettualmente sbagliato, e se dovrei sforzarmi a fare diversamente. Oppure e' lecito investire quasi la totalità dei risparmi in obbligazioni (nel mio caso la gran parte sono dei corporate, diversificati per tipologia e società; un po' di titoli di stato, una piccola parte di titoli bancari, tutte obbligazioni di INVESTMENT GRADE -per quello che cio' possa garantire!!!), che rinnovo con un ladering programmato, e tralasciare l'investimento azionario?
Grazie per il vostro parere.
Carlo , da Milano (MI)
Sono un quarantenne che da qualche anno ha preso in mano i propri investimenti. Pur essendo ancora inesperto ho capito da tempo che prodotti assicurativi, polizze complesse e altre diavolerie non fanno certo gli interessi di noi investitori e, anche se in ritardo, non ne ho piu' acquistati.
La mia domanda e' la seguente. Non solo in banca, ma anche su siti e libri leggo che il portafoglio andrebbe diversificato e bilanciato. Il mio dubbio e' sulla "percentuale" da dedicare all'azionario. Mi si dice che per la mia età si potrebbe addirittura investire il 50% in titoli azionari, un portafoglio moderato prevederebbe almeno il 30% in titoli azionari.... Io ringrazio il cielo, al momento, di avere solo un 5% in titoli azionari (in grossa perdita rispetto ai valori di carico) e il resto in obbligazioni: cosa dettata dalla mia avversione al rischio, che in tempi recenti ha aiutato non poco il mio portafoglio. Non so pero' se cio' sia concettualmente sbagliato, e se dovrei sforzarmi a fare diversamente. Oppure e' lecito investire quasi la totalità dei risparmi in obbligazioni (nel mio caso la gran parte sono dei corporate, diversificati per tipologia e società; un po' di titoli di stato, una piccola parte di titoli bancari, tutte obbligazioni di INVESTMENT GRADE -per quello che cio' possa garantire!!!), che rinnovo con un ladering programmato, e tralasciare l'investimento azionario?
Grazie per il vostro parere.
Carlo , da Milano (MI)
Risposta ADUC
la quantità di azionario "concettualmente" giusta non esiste!
La cosa più sensata da fare è utilizzare la quantità di azionario INDISPENSABILE per raggiungere i propri obiettivi finanziari.
Se i suoi obiettivi finanziari sono raggiunti con obbligazioni perché complicare le cose inserendo del rischio in portafoglio?
La nostra esperienza ci dice, però, che spesso è necessario aggiungere rischio per cercare di migliorare, ad esempio, il capitale disponibile per la pensione, per l'acquisto di una casa per il figlio o altro. Quando ci si trova in questa situazione è fondamentale inserire in portafoglio la giusta dose di rischio ovvero quello che massimizza la probabilità di raggiungere l'obbiettivo (che altrimenti avremmo la certezza di non raggiungere).
Si tratta di fare calcoli e - prima ancora - di comprendere e condividere i principi e le logiche che stanno dietro quei calcoli.
La corretta informazione, priva di conflitti d'interesse, è la chiave per poter gestire - anche psicologicamente - questi rischi aggiuntivi.
Rischi, lo ripetiamo che vanno assunti solo quando è necessario per raggiungere certi obiettivi. Non certo perché si ritiene "concettualmente" sbagliato non avere azionario in portafoglio.
Detto questo, su un diverso piano - più tecnico - si può sottolineare che un portafoglio al 100% obbligazionario non è privo di rischi finanziari (intesi in senso più tecnico). Una modesta quota di azionario potrebbe contribuire ad ridurre alcuni rischi tipici dell'obbligazionario (ad esempio il rischio tassi).
In sintesi, quindi: sul piano strettamente tecnico è corretto affermare che una modesta quota di azionario ottimizza il portafoglio, ma è molto più importante centrare il portafoglio sui propri obiettivi finanziari che non raggiungere una teorica efficienza.
La cosa più sensata da fare è utilizzare la quantità di azionario INDISPENSABILE per raggiungere i propri obiettivi finanziari.
Se i suoi obiettivi finanziari sono raggiunti con obbligazioni perché complicare le cose inserendo del rischio in portafoglio?
La nostra esperienza ci dice, però, che spesso è necessario aggiungere rischio per cercare di migliorare, ad esempio, il capitale disponibile per la pensione, per l'acquisto di una casa per il figlio o altro. Quando ci si trova in questa situazione è fondamentale inserire in portafoglio la giusta dose di rischio ovvero quello che massimizza la probabilità di raggiungere l'obbiettivo (che altrimenti avremmo la certezza di non raggiungere).
Si tratta di fare calcoli e - prima ancora - di comprendere e condividere i principi e le logiche che stanno dietro quei calcoli.
La corretta informazione, priva di conflitti d'interesse, è la chiave per poter gestire - anche psicologicamente - questi rischi aggiuntivi.
Rischi, lo ripetiamo che vanno assunti solo quando è necessario per raggiungere certi obiettivi. Non certo perché si ritiene "concettualmente" sbagliato non avere azionario in portafoglio.
Detto questo, su un diverso piano - più tecnico - si può sottolineare che un portafoglio al 100% obbligazionario non è privo di rischi finanziari (intesi in senso più tecnico). Una modesta quota di azionario potrebbe contribuire ad ridurre alcuni rischi tipici dell'obbligazionario (ad esempio il rischio tassi).
In sintesi, quindi: sul piano strettamente tecnico è corretto affermare che una modesta quota di azionario ottimizza il portafoglio, ma è molto più importante centrare il portafoglio sui propri obiettivi finanziari che non raggiungere una teorica efficienza.
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