Cara ADUC
Parmalat. La comunita' europea puo' aiutarci?
Domanda
10 agosto 2004
Buongiorno, vi scrivo in merito al caso Parmalat. Sono uno dei tantissimi sfortunati investitori che hanno acquistato Obbligazioni Parmalat. Ora vorrei fare innanzitutto la seguente domanda: Ma non e' proprio possibile rivolgersi a nessuno ad esempio COMUNITA' EUROPEA per essere risarciti dei nostri soldi?? Il piano Bondi ci fa un torto enorme e non voglio accettare l'idea che solo perche' sono un "poveraccio" io non debba essere risarcito dei soldi che ho PRESTATO alla Parmalat. Se una banca mi fa un prestito ed io a scadenza non riuscissi a risarcirla la banca sarebbe tenuta a spogliarmi di tutto. Perche' noi non dobbiamo avere gli stessi diritti?
Lo so lo so noi siamo completamente in balia di chi ha i soldi. Scusate la polemica.
Comunque mi piacerebbe avere una risposta al riguardo. La Comunita' Europea potrebbe aiutarci in qualche modo?? Altra domanda che vi pongo e' questa. Perche' liquidarci tutti e subito. Io potrei tranquillamente accettare di riavere TUTTI i miei soldi in X anni da oggi.
La Parmalat si riprende con il nuovo piano industriale e noi veniamo risarciti pian pianino. Perche' non viene presa in considerazione questa ipotesi. Forse perche' e' piu' comodo e conveniente dire "non abbiamo i soldi quindi vi possiamo dare l'1% dell'investito". Se mi fate capire anche questo ve ne sarei enormemente grato.
Chiudo con una battuta. Nell'ultima newsletter e' stato risposto ad un risparmiatore come me che NOI non ci si rende conto che il buco lasciato dalla gestione Tanzi e' ENORME e quindi e' difficile riavere i nostri soldi.
Permettetemi di dire che questa e' un assurdita' (ovviamente non quello che dite voi) e una grandissima INGIUSTIZIA.
Nel mio caso io ho prestato dei soldi e li rivoglio indietro TUTTI non una parte.
Mica l'ho creato io il buco enorme.
Scusate la crudezza delle mie parole non sono certo rivolte all'ADUC ma a questo sistema INGIUSTO di tutela dei piccoli risparmiatori.
Vi ringrazio.
Giampiero
Lo so lo so noi siamo completamente in balia di chi ha i soldi. Scusate la polemica.
Comunque mi piacerebbe avere una risposta al riguardo. La Comunita' Europea potrebbe aiutarci in qualche modo?? Altra domanda che vi pongo e' questa. Perche' liquidarci tutti e subito. Io potrei tranquillamente accettare di riavere TUTTI i miei soldi in X anni da oggi.
La Parmalat si riprende con il nuovo piano industriale e noi veniamo risarciti pian pianino. Perche' non viene presa in considerazione questa ipotesi. Forse perche' e' piu' comodo e conveniente dire "non abbiamo i soldi quindi vi possiamo dare l'1% dell'investito". Se mi fate capire anche questo ve ne sarei enormemente grato.
Chiudo con una battuta. Nell'ultima newsletter e' stato risposto ad un risparmiatore come me che NOI non ci si rende conto che il buco lasciato dalla gestione Tanzi e' ENORME e quindi e' difficile riavere i nostri soldi.
Permettetemi di dire che questa e' un assurdita' (ovviamente non quello che dite voi) e una grandissima INGIUSTIZIA.
Nel mio caso io ho prestato dei soldi e li rivoglio indietro TUTTI non una parte.
Mica l'ho creato io il buco enorme.
Scusate la crudezza delle mie parole non sono certo rivolte all'ADUC ma a questo sistema INGIUSTO di tutela dei piccoli risparmiatori.
Vi ringrazio.
Giampiero
Risposta ADUC
la tutela dell'investitore deve riguardare l'informazione data PRIMA di investire e la consapevolezza circa l'adeguatezza o meno
dell'investimento rispetto al proprio profilo di rischio. Non c'e', ne' potrebbe esserci una tutela che ELIMINI i rischi di mercato: una sorta di assicurazione che garantisca il risparmiatore di riavere sempre e comunque i propri soldi qualunque sia l'investimento che si compie. La societa' a cui ha prestato soldi non ha piu' soldi per ripagarla. Questa e' la cruda realta'. Il punto e': chi dovrebbe mettere i soldi, secondo lei? La Comunita' Europea non puo' certo fare niente. Dal punto di vista giudiziario si puo' provare (come stiamo facendo con la Class Action) ad individuare dei responsabili solvibili (cioe' con i soldi) a cui chiedere un parziale risarcimento. La cosa pero' che deve capire e' che nei mercati finanziari e' possibilissimo perdere soldi. Questo e' certamente ingiusto (perche' i debitori devono pagare), ma e' un rischio che ci si assume quando si prestano soldi. Il fatto di allungare i termini di pagamento non sposta affatto il problema. Se i soldi non ci sono, non ci sono. Si puo' promettere di pagare in 20 anni, ma su cosa si basa questa promessa? In secondo luogo, se si dilaziona moltissimo il momento in cui si salda il debito, ma non si considerano gli interessi durante il periodo (o si pagano interessi non proporzionati al rischio dell'azienda) e' solo un modo per dare l'illusione ottica di una minore perdita perche' spalmata in moltissima anni. Ma si tratta di un inganno, non di una soluzione migliore. In poche parole, quando i soldi per pagare non ci sono non c'e' molto da fare. Non c'e' e non ci puo' essere una tutela dell'investitore A POSTERIORI. La tutela deve essere elevatissima, ma PRIMA di fare l'investimento con informazione corretta e con verifica di adeguatezza dell'investimento al profilo del cliente. Quando questa tutela e' pienamente realizzata, e' difficile che qualunque rischio di mercato provochi situazioni cosi' tese come quella che dimostra il suo comprensibilissimo sfogo. In un portafoglio corretto tecnicamente (cioe' ben diversificato) il titolo Parmalat non avrebbe mai pesato piu' dell'1%. Comprendiamo il suo sfogo, ma la realta' e' quella che ha gia' letto sul sito e sulla newsletter e la confermiamo in toto anche se lei la giudica
una "assurdita'".
dell'investimento rispetto al proprio profilo di rischio. Non c'e', ne' potrebbe esserci una tutela che ELIMINI i rischi di mercato: una sorta di assicurazione che garantisca il risparmiatore di riavere sempre e comunque i propri soldi qualunque sia l'investimento che si compie. La societa' a cui ha prestato soldi non ha piu' soldi per ripagarla. Questa e' la cruda realta'. Il punto e': chi dovrebbe mettere i soldi, secondo lei? La Comunita' Europea non puo' certo fare niente. Dal punto di vista giudiziario si puo' provare (come stiamo facendo con la Class Action) ad individuare dei responsabili solvibili (cioe' con i soldi) a cui chiedere un parziale risarcimento. La cosa pero' che deve capire e' che nei mercati finanziari e' possibilissimo perdere soldi. Questo e' certamente ingiusto (perche' i debitori devono pagare), ma e' un rischio che ci si assume quando si prestano soldi. Il fatto di allungare i termini di pagamento non sposta affatto il problema. Se i soldi non ci sono, non ci sono. Si puo' promettere di pagare in 20 anni, ma su cosa si basa questa promessa? In secondo luogo, se si dilaziona moltissimo il momento in cui si salda il debito, ma non si considerano gli interessi durante il periodo (o si pagano interessi non proporzionati al rischio dell'azienda) e' solo un modo per dare l'illusione ottica di una minore perdita perche' spalmata in moltissima anni. Ma si tratta di un inganno, non di una soluzione migliore. In poche parole, quando i soldi per pagare non ci sono non c'e' molto da fare. Non c'e' e non ci puo' essere una tutela dell'investitore A POSTERIORI. La tutela deve essere elevatissima, ma PRIMA di fare l'investimento con informazione corretta e con verifica di adeguatezza dell'investimento al profilo del cliente. Quando questa tutela e' pienamente realizzata, e' difficile che qualunque rischio di mercato provochi situazioni cosi' tese come quella che dimostra il suo comprensibilissimo sfogo. In un portafoglio corretto tecnicamente (cioe' ben diversificato) il titolo Parmalat non avrebbe mai pesato piu' dell'1%. Comprendiamo il suo sfogo, ma la realta' e' quella che ha gia' letto sul sito e sulla newsletter e la confermiamo in toto anche se lei la giudica
una "assurdita'".
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