Cara ADUC
L'organizzazione dei Family Banker
Domanda
16 gennaio 2008
Salve Staff di ADUC,
leggo da molto tempo le vostre pubblicazioni e mi sono deciso di dare il mio contributo. La mia storia è semplice. Mi chiamo Luca e abito a Bologna, ho lavorato per Mediolanum per un buon lasso di tempo (decisamente superiore alla media), sono iscritto all'albo dei promotori finanziari (senza mandato) e attualmente lavoro in campo assicurativo (ramo danni). Vi scrivo per spendere due parole su Banca Mediolanum, argomento molto discusso nel vostro sito. Ho letto molte, moltissime critiche nei confronti dei "Family Banker" e dei prodotti della banca in generale, tutte giustissime e condivisibili senza riserva. Vorrei però spendere due parole su come viene gestita la struttura dall'interno, da un altro punto di vista. La rete Mediolanum è composta da uno zoccolo duro di promotori molto piccolo, attorno ai quali girano centinaia, centinaia e centinaia di "family banker" che stazionano pochi mesi poi se ne vanno.
Tutto inizia nei famosi iter di selezione, dove dicono di tutto ma non dei costi da sostenere per l'attività. Qui inizia il tutto, qui i clienti iniziano a perdere dei soldi, prima ancora di sottoscrivere le polizze. Mediolanum non ha un iter di selezione, l'unico requisito necessario per entrare è avere l'età minima necessaria (ufficialmente 24 anni ma ho visto entrare ragazzi più giovani) e non avere problemi legali. Chi rispetta questi banali requisiti entra, sempre. Ma questo non te lo dicono. Il codice che ti danno per l'attività non è altro che un numero progressivo assegnato a tutti quelli che vanno a Milano al corso. Bene, al giorno d'oggi non so a che numero siamo ma nel 2006 si era oltre quota 220.000(!!!!!!!!). In ogni caso iniziano a farti credere che sei entrato perché vedono in te il futuro, ma è solo la prima di una serie di diapositive che ti proietteranno davanti. Ti fanno aprire la partita I.V.A. come se nulla fosse, poi ti sparano a Milano a farti fare un bel lavaggio del cervello dai capi, ma neanche loro ti dicono che costi dovrai sostenere. Solitamente qui molti, una volta tornati, abbandonano l'avventura. Gli sventurati che decidono di rimanere, invece, sono solamente agli inizi. C'è la serata clienti, dove tra una cosa e l'altra se ne vanno un paio di centinaia di euro, ma questo è la meno. Sei costretto, in questa serata che ti dicono essere più una festa che altro, ad assistere ad una vera e propria televendita, e proprio davanti ai tuoi cari. E qui solitamente iniziano ad affacciarsi i primi segnali di vergogna. Finita questa serata ti chiedono di martellare i tuoi cari per aprire prima conti poi fare investimenti, e intanto inizia a passare il tempo. Apri i primi c/c alle persone vicine, solitamente una decina circa. Poi gli amici finiscono, i parenti pure, e che fai? Te ne rimani lì cercando di raccattare quello che arriva (praticamente nulla), pensando che prima o poi la situazione si sbloccherà (ma come???). In questo momento la stragrande maggioranza dei neo FB molla, lasciandosi dietro una decina di c/c (da chiudere, perché chi lo ha aperto lo ha fatto solamente perché ti è amico/parente e non perché gli serve), un paio di DiPiù e magari una TaxBenefitNew (di cui son già state spese parole a sufficienza).
Ma quanto avrà portato nelle casse del FB questa avventura? Partiamo dai costi FISSI da sostenere per mettere in piedi l'attività: 2450 euro all'anno per la partita I.V.A., telefono (un centinaio di euro di media al mese), benzina (un altro centinaio di euro al mese), 100 euro di media al mese di ufficio (si, di ufficio, perché la scrivania non te la mette a disposizione la banca ma te la devi pagare tu), 70-80 euro di PC al mese (quando te lo danno), un commercialista e poi ci mettiamo un 500? di varie all'anno (serate clienti, agende, penne ecc ecc). Il totale di quanto elencato sopra è di circa 7500 euro all'anno, più un commercialista. In questa cifra non conteggio eventuale abbigliamento (giacca e cravatta SEMPRE), ipotizzando che magari uno lo abbia già a disposizione. Passiamo agli incassi, 100% VARIABILI: 100 euro lordi a c/c aperto e attivato nei primi mesi (e qui la media di apertura va dai 10 ai 20 c/c. Passati i primi mesi questa cifra si dimezza) e le provvigioni sulle polizze di nuova apertura. STOP. In sostanza un FB il primo gennaio di ogni anno parte da meno 7500? (più il commercialista). Non perdo tempo a dire quante decine di FB che conosco hanno interrotto l'attività in grave perdita.
Con tutto quello che ho detto dove voglio arrivare. Non voglio giustificare i FB. Chi entra in questo mondo prima di vendere agli altri dovrebbe conoscere bene lui stesso di cosa si sta parlando, e questo non accade quasi mai. Il 99% dei FB crede davvero che i DiPiù abbiano come unico costo i 20? delle pratiche, e questa è una loro colpa. Quello che voglio dire, però, è che il vero cancro da trovare è nella compagnia, non in quei studenti, operai, insegnanti o laureati in lettere che all'improvviso diventano esperti di finanza. La struttura stessa della banca ti porta a fare quello che quotidianamente si legge nei vari forum online. Francamente ancora non capisco come mai un organo istituzionale non sia ancora intervenuto nei confronti della banca per tutelare in primo luogo i clienti, poi quegli sventurati che decidono di collaborare con la banca.
Chiedo scusa se mi sono dilungato, ma spero che qualcuno, leggendo quanto detto, cambierà idea sulla possibilità di entrare in Mediolanum o di diventarne cliente.
Luca, da Bologna (BO)
leggo da molto tempo le vostre pubblicazioni e mi sono deciso di dare il mio contributo. La mia storia è semplice. Mi chiamo Luca e abito a Bologna, ho lavorato per Mediolanum per un buon lasso di tempo (decisamente superiore alla media), sono iscritto all'albo dei promotori finanziari (senza mandato) e attualmente lavoro in campo assicurativo (ramo danni). Vi scrivo per spendere due parole su Banca Mediolanum, argomento molto discusso nel vostro sito. Ho letto molte, moltissime critiche nei confronti dei "Family Banker" e dei prodotti della banca in generale, tutte giustissime e condivisibili senza riserva. Vorrei però spendere due parole su come viene gestita la struttura dall'interno, da un altro punto di vista. La rete Mediolanum è composta da uno zoccolo duro di promotori molto piccolo, attorno ai quali girano centinaia, centinaia e centinaia di "family banker" che stazionano pochi mesi poi se ne vanno.
Tutto inizia nei famosi iter di selezione, dove dicono di tutto ma non dei costi da sostenere per l'attività. Qui inizia il tutto, qui i clienti iniziano a perdere dei soldi, prima ancora di sottoscrivere le polizze. Mediolanum non ha un iter di selezione, l'unico requisito necessario per entrare è avere l'età minima necessaria (ufficialmente 24 anni ma ho visto entrare ragazzi più giovani) e non avere problemi legali. Chi rispetta questi banali requisiti entra, sempre. Ma questo non te lo dicono. Il codice che ti danno per l'attività non è altro che un numero progressivo assegnato a tutti quelli che vanno a Milano al corso. Bene, al giorno d'oggi non so a che numero siamo ma nel 2006 si era oltre quota 220.000(!!!!!!!!). In ogni caso iniziano a farti credere che sei entrato perché vedono in te il futuro, ma è solo la prima di una serie di diapositive che ti proietteranno davanti. Ti fanno aprire la partita I.V.A. come se nulla fosse, poi ti sparano a Milano a farti fare un bel lavaggio del cervello dai capi, ma neanche loro ti dicono che costi dovrai sostenere. Solitamente qui molti, una volta tornati, abbandonano l'avventura. Gli sventurati che decidono di rimanere, invece, sono solamente agli inizi. C'è la serata clienti, dove tra una cosa e l'altra se ne vanno un paio di centinaia di euro, ma questo è la meno. Sei costretto, in questa serata che ti dicono essere più una festa che altro, ad assistere ad una vera e propria televendita, e proprio davanti ai tuoi cari. E qui solitamente iniziano ad affacciarsi i primi segnali di vergogna. Finita questa serata ti chiedono di martellare i tuoi cari per aprire prima conti poi fare investimenti, e intanto inizia a passare il tempo. Apri i primi c/c alle persone vicine, solitamente una decina circa. Poi gli amici finiscono, i parenti pure, e che fai? Te ne rimani lì cercando di raccattare quello che arriva (praticamente nulla), pensando che prima o poi la situazione si sbloccherà (ma come???). In questo momento la stragrande maggioranza dei neo FB molla, lasciandosi dietro una decina di c/c (da chiudere, perché chi lo ha aperto lo ha fatto solamente perché ti è amico/parente e non perché gli serve), un paio di DiPiù e magari una TaxBenefitNew (di cui son già state spese parole a sufficienza).
Ma quanto avrà portato nelle casse del FB questa avventura? Partiamo dai costi FISSI da sostenere per mettere in piedi l'attività: 2450 euro all'anno per la partita I.V.A., telefono (un centinaio di euro di media al mese), benzina (un altro centinaio di euro al mese), 100 euro di media al mese di ufficio (si, di ufficio, perché la scrivania non te la mette a disposizione la banca ma te la devi pagare tu), 70-80 euro di PC al mese (quando te lo danno), un commercialista e poi ci mettiamo un 500? di varie all'anno (serate clienti, agende, penne ecc ecc). Il totale di quanto elencato sopra è di circa 7500 euro all'anno, più un commercialista. In questa cifra non conteggio eventuale abbigliamento (giacca e cravatta SEMPRE), ipotizzando che magari uno lo abbia già a disposizione. Passiamo agli incassi, 100% VARIABILI: 100 euro lordi a c/c aperto e attivato nei primi mesi (e qui la media di apertura va dai 10 ai 20 c/c. Passati i primi mesi questa cifra si dimezza) e le provvigioni sulle polizze di nuova apertura. STOP. In sostanza un FB il primo gennaio di ogni anno parte da meno 7500? (più il commercialista). Non perdo tempo a dire quante decine di FB che conosco hanno interrotto l'attività in grave perdita.
Con tutto quello che ho detto dove voglio arrivare. Non voglio giustificare i FB. Chi entra in questo mondo prima di vendere agli altri dovrebbe conoscere bene lui stesso di cosa si sta parlando, e questo non accade quasi mai. Il 99% dei FB crede davvero che i DiPiù abbiano come unico costo i 20? delle pratiche, e questa è una loro colpa. Quello che voglio dire, però, è che il vero cancro da trovare è nella compagnia, non in quei studenti, operai, insegnanti o laureati in lettere che all'improvviso diventano esperti di finanza. La struttura stessa della banca ti porta a fare quello che quotidianamente si legge nei vari forum online. Francamente ancora non capisco come mai un organo istituzionale non sia ancora intervenuto nei confronti della banca per tutelare in primo luogo i clienti, poi quegli sventurati che decidono di collaborare con la banca.
Chiedo scusa se mi sono dilungato, ma spero che qualcuno, leggendo quanto detto, cambierà idea sulla possibilità di entrare in Mediolanum o di diventarne cliente.
Luca, da Bologna (BO)
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