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Cara ADUC

Notula del domiciliatario mero inviata dopo quietanza del difensore

15 aprile 2009
Domanda 15 aprile 2009
Dopo aver risoluto il mandato difensivo con il difensore di due mie cause di lavoro per risarcimento danni da mobbing, tuttora in corso, ho ottenuto quietanza di nulla dovere da tale avvocato per spese diritti e onorari..
C'era anche un domiciliatario mero che quindi era sfornito di procura disgiunta.
Il mio ex domiciliatario aveva fin dall'inizio dell'elezione di domicilio richiesto al mio ex difensore un fondo spese per ciascuna delle due cause...con lettere in cui scriveva qualcosa del tipo "ritengo sufficiente come fondo spese la cifra di 250 euro più oneri in una causa e 350 euro più oneri nell'altra" il domiciliatario è stato saldato nelle sue richieste di fondo spesa.
Quando l'ex domiciliatario ha eseguito consegne lo ha sempre fatto su specifica richiesta scritta del dominus della lite e non ha mai svolto attività d'udienza o di studio del caso ma solo depositi o estrazioni di copie per conto dell'ex difensore.
Appena prima della risoluzione del mandato difensivo con il difensore il domiciliatario ha comunicato in cancelleria di dismettere unilateralmente la domiciliazione per motivazioni che mi sono insondabili.
Successivamente all'ottenimento della quietanza liberatoria dall'ex avvocato difensore mi è arrivato un pro forma di parcella da parte dell'ex domiciliatario nelle dette due cause..
Il proforma recava voci di diritti che al domiciliatario "mero" non mi sembra che competano: consultazione con il cliente, disamina atti, iscrizione a ruolo (voce non prevista per le cause di lavoro)
e soprattutto dettagliava voci per diritti parametrati allo scaglione di tariffa in cui rientrava il valore di causa "domandato" e non quello effettivamente liquidato (il processo non è concluso e non so se lo vincerò).
La parcella mi appare piuttosto esosa proprio perchè contiene voci che non mi sembra spettino a un domiciliatario sfornito di procura e perchè le stesse non tengono conto che non essendo stato liquidato ancora un risarcimento avrebbero dovuto essere parametrate allo scaglione minimo del valore di causa. Inoltre ho letto in alcuni orientamenti deontologici sulle tariffe che quando un avvocato dismette il mandato i compensi da lui richiedibili vanno parametrati solo alla effettiva utilità ottenuta dal cliente. Se si ridimensionasse la parcella proforma del domiciliatario alla luce di questi criteri allora il domiciliatario nel mio caso risulterebbe già abbondantemente soddisfatto dai fondi spesa già percepiti...fondi spesa che appunto sono stati richiesti per iscritto a titolo di "fondo spesa" e quindi come tetto di spesa e non a titolo di acconto.
In una situazione come quella di cui sopra in cui l'ex domiciliatario non aveva procura e ha agito con mere operazioni materiali come mero ausiliare dell'ex difensore e in cui l'ex difensore mi ha rilasciato quietanza di nulla dovere prima che io ricevessi una ennesima parcella pro forma dell'ex domicilitario, sono obbligato io a pagare la parcella al domiciliatario?
Paolo, da Valenza (AL)

Risposta ADUC
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