Martedì 9 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

MyWay: non e' rischioso per i contratti sottoscritti nei negozi finanziari? Ma quanto cosa adire le vie legali?

12 agosto 2003
Domanda 12 agosto 2003
Negozi Finanziari Banca 121; riferimenti legali a conferma della loro condizione di "fuori sede".
Non crediate sia rischioso cominciare un azione legale per chi come me ha sottoscritto il My Way in un negozio finanziario della Banca 121?
In risposta a domande rivolte da altri lettori avete confermato che e' vostra opinione che i negozi rientrino nella classe "fuori sede" e che sia quindi possibile avvalersi della mancata clausola di recessione. Pero', a differenza di altri aspetti inerenti agli infami prodotti MpS non fate riferimento a specifiche leggi, interpretazioni o quant'altro, come mai?
Leggo inoltre che avete organizzato un servizio di assistenza legale ad un costo forfettario, potreste per favore inviarmi i dettagli dell'operazione?
Cordiali saluti

Risposta ADUC
a nostro giudizio, il contratto MyWay viola di per se' tutta una serie di norme del testo unico della finanza. Abbiamo pubblicato molti articoli in proposito e puo' trovare un riassunto (con i link) nelle nuove FAQ (risposte a domande frequenti) che abbiamo pubblicato a questo indirizzo: clicca qui.
Per quanto riguarda l'aspetto del negozio finanziario, ci sono una serie di interpretazioni CONSOB le quali, a nostro giudizio, dicono chiaramente che il negozio finanziario non puo' essere considerato sede.
Non esiste una legge o un regolamento che specifichi se il negozio finanziario sia una sede o meno. Esistono regolamenti che specificano il concetto giuridico di "sede secondaria o dipendenza" dell'intermediario finanziario. Nel regolamento CONSOB 11522 art. 25 lettera e) si fornisce la seguente definizione: una sede, diversa dalla sede legale dell'intermediario autorizzato, costituita da una stabile organizzazione di mezzi e di persone, aperta al pubblico, dotata di autonomia tecnica e decisionale, che presta in via continuativa servizi di investimento e, nel caso delle societa' di gestione del risparmio e delle SICAV, il servizio di gestione collettiva del risparmio.
Si ricorda che il collocamento dei servizi d'investimento non e' a sua volta un servizio d'investimento.
La CONSOB fornisce quelle che in diritto vengono chiamate "interpretazioni autentiche" del quale i giudici normalmente tengono conto. La comunicazione CONSOB n. DIN/1085839 del 14-11-2001, in proposito dice: "si rileva che, una volta ritenuto che l'attivita' svolta presso i negozi finanziari costituisca attivita' di offerta fuori sede, ne consegue l'applicazione della disciplina di cui agli articoli 30 e seguenti del sopra citato decreto legislativo (e di quella contenuta nei regolamenti attuativi dello stesso), ivi compreso il diritto di recesso che, peraltro, con riguardo all'offerta di servizi di investimento, e' previsto solo per l'offerta di servizi di gestione di portafogli (cfr. art. 30, comma 6, del decreto legislativo n. 58/1998). Con riguardo, inoltre, alla sorte dei contratti conclusi in violazione della disciplina prevista per l'offerta fuori sede ed, in specifico, in violazione dell'obbligo di indicare che all'investitore spetta il diritto di recesso - fermo restando che per eventuali profili di invaliditaa', potra' essere invocata tutela presso le sedi giudiziarie competenti - occorre osservare che l'art. 30, comma 7, del piu' volte citato decreto legislativo n. 58/1998, prevede che "l'omessa indicazione della facolta' di recesso nei moduli o formulari comporta la nullita' dei relativi contratti, che puo' essere fatta valere solo dal cliente"." Ci sembra che l'interpretazione CONSOB sia piuttosto chiara. Se nel negozio finanziario si svolge solo l'attivita' fuori sede non puo' essere considerata "sede secondaria o dipendenza". Si noti, fra l'altro, che queste sedi sono dei franchising. La titolarita' dei negozi, cioe', non e' della banca. L'oggetto del contratto di frachinsing e' proprio la commercializzazione di prodotti finanziari. Ci sembra quindi molto dura per la banca dimostrare che questi locali sono da considerarsi sede secondaria o dipendenza della banca.
Speriamo che questa spiegazione sia piuttosto esauriente.
Le ricordiamo, comunque, che per quanto concerne il rischio legale, anche qualora il giudice dichiarasse che il negozio finanziario si puo' considerare sede (e ci sembra alquanto improbabile) restano in piedi tutti gli altri elementi di nullita' del contratto che valgono per il MyWay e per i 4You.
Per quanto concerne i costi, le riportiamo la stessa risposta che leggera' anche nelle FAQ pubblicate di cui sopra: La prima cosa da sapere, a questo riguardo, e' il principio di soccombenza. Chi perde la causa, in genere, paga tutte le spese, sia le proprie che quella della controparte. In alcuni casi, il giudice puo' decidere di ripartire le spese legali (c.d. compensazione) quando vi e' una evidente disparita' fra le parti (come nel caso di un singolo che fa causa ad un colosso come ad esempio una banca) e quando, sebbene la causa non sia stata vinta, vi erano fondati motivi per intentarla. Noi riteniamo che nel caso in questione vi siano ragionevoli probabilita' di vincere e piu' che fondati motivi per intentarla. E' importante pero' avere ben presente che spetta al giudice decidere in merito.
In linea generale, e' impossibile determinare il costo di un'azione legale, questo perche' vi sono moltissime voci in una parcella di un avvocato (come diremo meglio in seguito) le quali dipendono dallo svilupparsi del processo. Proprio per risolvere questo problema, l'Aduc ha stipulato un accordo con una serie di legali che prevede un contenuto costo forfetario che comprende tutta l'assistenza legale (studio della causa, redazione degli atti, presenza alle udienze, ecc.). A questo costo deve essere sommato il costo del contributo unificato che deve essere versato al momento della presentazione dell'atto di citazione alla cancelleria del tribunale. Il contributo unificato varia in base al valore della causa (che e' pari al totale delle rate previste dal piano) seguendo queste fasce:
- superiore a Euro 1.033,00 e fino a Euro 5.165,00: 62,00 euro
- superiore a Euro 5.165,00 e fino a Euro 25.823,00: 155,00 euro
- superiore a Euro 25.823,00 e fino a Euro 51.646,00: 310,00 euro
- superiore a Euro 51.646,00 e fino a Euro 258.228,00: 414,00 euro
- superiore a Euro 258.228,00 e fino a Euro 516.457,00: 672,00 euro
- superiore a Euro 516.457,00: 930,00 euro
Qualora la causa vada svolta in un tribunale diverso da quelli di competenza dei legali che collaborano con l'Aduc sara' necessario aggiungere il compenso per l'avvocato corrispondente. Tale compenso puo' arrivare fino ad un massimo di circa 250¤.
Tutto compreso, il costo per adire le vie legali attraverso i legali dell'Aduc puo' oscillare intorno ai 1.000/1.500 euro. In seguito all'invio della richiesta di adire le vie legali attraverso l'Aduc, verra' inviata una comunicazione contenente tutti i dettagli e si potra' quindi decidere se procedere con l'affidamento dell'incarico o meno.
Se si decide di affidarsi ad un proprio avvocato, prima di conferire l'incarico, e' bene informarsi e chiarire come intenda calcolare il costo della sua prestazione professionale. In generale, le parcelle di un avvocato sono calcolate in base ad una legge che fissa i limiti minimi e massimi, in base al valore della causa, di una serie di voci che devono essere computate. La parcella e' suddivisa in tre gruppi di voci: spese, onorari e diritti. Le spese sono quelle vive che l'avvocato sostiene (dal contributo unificato, alle spese di notifica, spedizione di lettere raccomandate, ecc). Gli onorari sono quelli relativi allo studio della causa, redazione degli atti di citazione, delle memorie, la partecipazione alle udienze, ecc. (si veda questo link: clicca qui). Vi sono poi i diritti. In questa categoria rientrano una miriade ' voci. Per ogni cosa che fa l'avvocato vi e' un costo previsto dalla legge sempre in base al valore della causa (si veda: clicca qui). E' impossibile determinare a priori il costo di una causa. In termini meramente indicativi si puo' dire che, nel caso peggiore, qualora la causa sia persa ed il giudice decida di accollare tutte le spese legali, il costo puo' oscillare tra il 10 ed il 25% del valore della causa. In caso di vittoria, tutte le spese legali sono a carico della banca. In caso di vincita parziale (ad esempio in caso di risarcimento parziale o in caso di nullita' solo di alcune clausole, come quella di estinzione anticipata) le spese verrebbero ripartite ed il costo potrebbe aggirarsi fra il 5 ed il 10% del valore della causa.
In caso di vincita totale, come abbiamo gia' detto, si otterrebbe il risarcimento del danno subito piu' tutte le spese legali sostenute, ed il resto delle spese legali resterebbero a carico della banca.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →