Cara ADUC
Matrimonio in Moldavia con cittadino espulso dall'Italia
Domanda
5 ottobre 2010
Salve, è la prima volta che scrivo... La mia domanda è molto semplice, diciamo (a dispetto della storia che c'è dietro che invece è molto lunga). Io e il mio fidanzato (fidanzati da tre anni e mezzo) stiamo organizzando le nostre nozze in Moldavia. Volevamo farle in Italia tra un anno, ma il mio fidanzato (moldavo) il 25 Settembre è dovuto rientrare in Moldavia a causa di un decreto di espulsione (gli è arrivato il 13 settembre) nei suoi confronti. Il decreto è stato emesso a causa di un reato inerente agli stupefacenti commesso da lui un anno e mezzo fa. Sulla sua fedina penale c'è anche una condanna per oltraggio a pubblico ufficiale (commessa ancora anni prima) e una segnalazione per furto. Che hanno aggravato notevolmente la sua posizione. Non voglio consigli morali (ne ho già sentiti troppi, io lo conosco e so QUANTO E' CAMBIATO, so QUANTI SACRIFICI ha fatto e quanto ha messo la testa a posto grazie a me e alla mia famiglia), ma solo legali... Una volta contratto il matrimonio in Moldavia, potrò farlo tornare qui con me in Italia? E' possibile, o mi possono impedire il ricongiungimento o il visto con familiare al seguito? Qui in Italia oltre me ha anche parecchi suoi parenti, madre e padre compresi. Può aiutare? Io lo sposerò comunque, ma vorrei sapere se almeno c'è qualche speranza di poterlo di nuovo portare qui con me o se possono VIETARMI nonostante il matrimonio e magari pure un figlio. Il reato inerente agli stupefacenti è che lo hanno trovato con una dose massiccia di fumo. Grazie per la risposta in anticipo, ho bisogno davvero di un po' di speranza o almeno di un consiglio.
Ilaria, da Perugia (PG)
Ilaria, da Perugia (PG)
Risposta ADUC
consideri che una volta sposati, se suo marito fosse gia' in Italia avrebbe comunque diritto ad un titolo di soggiorno, per il solo fatto di essere coniuge di cittadina italiana convivente. In base a cio', dovrebbero consentire anche il suo ingresso dall'estero (vi sarebbe, altrimenti, una discriminazione di trattamento fra chi e' in Italia e chi e' fuori, con lesione del diritto all'unita' familiare). In ogni caso, e cautelativamente, le consigliamo, dopo il matrimonio, di presentare una richiesta di autorizzazione al reingresso depositata presso la rappresentanza diplomatica italiana e indirizzata al Ministero dell'Interno.
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