Cara ADUC
Mancata consegna quotidiani e periodici
Domanda
8 agosto 2008
Salve, mi faccio portavoce in prima persona, chiedendo il vs aiuto in merito alla storia di emarginazione dal diritto all'informazione che colpisce il mio piccolo paese della provincia di Modena, come meglio spiegato nell'articolo che segue, spero tramite voi di trovare suggerimenti o risposte perche' questa situazione abbia a terminare al piu' presto.
vi ringrazio fin d'ora per la gentile attenzione prestatami
Un gruppetto di cittadini di S. Antonio in Mercadello (MO), sono corsi in soccorso al tabaccaio del paese, ormai arreso all'evidenza dei fatti ed esausto della situazione. Da quando gli è stata rilasciata la licenza per poter vendere quotidiani e periodici alla fine del 2006, non glene è stato consegnato, ad oggi, nemmeno uno. L'unico problema è rappresentato dal distributore di Modena, che di portare i giornali a S. Antonio in Mercadello non ne vuole proprio sapere. Le motivazioni di questo categorico rifiuto sono legate ai costi di trasporto troppo alti per raggiungere S. Antonio e la mancanza di spazio sui camion dei corrieri che consegnano i giornali nel nostro comune. Inutili e vane sono state le numerose telefonate del diretto interessato, seguite da quelle dell'amministrazione comunale, sindaco compreso, e non per ultime quelle di parecchi cittadini, alla ricerca di una soluzione. Diverse anche le proposte alternative, fatte al distributore, tra cui andare lui stesso a ritirare i giornali tutte le mattine: niente da fare. Si è persino informato per andare quotidianamente fino a Moglia, cosi da cambiare provincia e quindi distributore, ma questo non è consentito. Ovviamente è stato ben precisato al distributore che S. Antonio non è così "disperso" o per loro così irraggiungibile; anzi gli si è fatto notare che il corriere che consegna già altrove passa o comunque puo' passare da S. Antonio senza costituire un allungamento del percorso, cosi come ha sempre fatto in passato, per andare da un paese all'altro.niente di niente: le scuse, perchè è questo il termine giusto, da Modena si susseguono, si sovrappongono e se pur queste insensate, il problema rimane irrisolto.
Volendo fare i pignoli, e soffermarci su ciò che prevede la legge in materia, tutto è a favore dei cittadini. il decreto legislativo n.170/2001 in materia di "riordino del sistema di diffusione della stampa quotidiana e periodica" infatti, specifica che l'autorizzazione alla vendita in una frazione di comune ove non esistano altri punti di vendita, venga rilasciata di diritto, al fine di favorire la diffusione dell'informazione a mezzo stampa, secondo i principi della costituzione italiana. Possibile allora che un distributore possa monopolizzare, per i propri rendiconti finanziari, questo diritto? che per i propri fini possa bypassare autorizzazioni comunali, leggi e costituzione?
proprio in questi giorni su alcuni quotidiani locali è finalmente stato reso pubblico quello che sta succedendo nella frazione; interessante precisare che parlando con i vari giornalisti, è emerso che l'agenzia è ben conosciuta in tutta la provincia, soprattutto per il suo "ottimo" comportamento verso edicolanti e rivenditori; non solo sembra che il problema di S. Antonio non sia l'unico in zona. Tante le licenze emesse ma tante anche le rivendite che non riescono ad ottenere la consegna dei giornali. La sola differenza è che mentre altri paesi o città possono usufruire di punti vendita già esistenti, a S. Antonio per poter acquistare un quotidiano occorre un mezzo di trasporto per fare i quattro chilometri che separano dalla prima edicola, ma non tutti hanno questa possibilità. E' vero sono tante le persone che tutte le mattine prendono l'automobile per recarsi all'edicola piu' vicina, ma le persone anziane? le persone senza macchina o che non possono piu' andare in bicicletta?
sicuramente anche lo scarso numero di residenti nella frazione incide sulla scelta di non voler consegnare; sicuramente a priori si puo' supporre che le vendite non saranno così elevate, ma al di là della possibilità o meno di svolgere un'attività commerciale, quello per cui ora i cittadini vogliono continuare a battersi è il diritto all'informazione, di cui vengono private in particolar modo le persone anziane o chi non ha la possibilità di muoversi verso altri paesi. I promotori di questa "storia infinita" sono decisi a continuare la divulgazione del problema ad altre testate giornalistiche, ma soprattutto andranno alla ricerca di chi come chiari ha la licenza ma non i giornali, nella speranza che unendosi insieme possano finalmente ottenere il risultato tanto ambito.
Annalisa, da S.antonio In Mercadello (MO)
vi ringrazio fin d'ora per la gentile attenzione prestatami
Un gruppetto di cittadini di S. Antonio in Mercadello (MO), sono corsi in soccorso al tabaccaio del paese, ormai arreso all'evidenza dei fatti ed esausto della situazione. Da quando gli è stata rilasciata la licenza per poter vendere quotidiani e periodici alla fine del 2006, non glene è stato consegnato, ad oggi, nemmeno uno. L'unico problema è rappresentato dal distributore di Modena, che di portare i giornali a S. Antonio in Mercadello non ne vuole proprio sapere. Le motivazioni di questo categorico rifiuto sono legate ai costi di trasporto troppo alti per raggiungere S. Antonio e la mancanza di spazio sui camion dei corrieri che consegnano i giornali nel nostro comune. Inutili e vane sono state le numerose telefonate del diretto interessato, seguite da quelle dell'amministrazione comunale, sindaco compreso, e non per ultime quelle di parecchi cittadini, alla ricerca di una soluzione. Diverse anche le proposte alternative, fatte al distributore, tra cui andare lui stesso a ritirare i giornali tutte le mattine: niente da fare. Si è persino informato per andare quotidianamente fino a Moglia, cosi da cambiare provincia e quindi distributore, ma questo non è consentito. Ovviamente è stato ben precisato al distributore che S. Antonio non è così "disperso" o per loro così irraggiungibile; anzi gli si è fatto notare che il corriere che consegna già altrove passa o comunque puo' passare da S. Antonio senza costituire un allungamento del percorso, cosi come ha sempre fatto in passato, per andare da un paese all'altro.niente di niente: le scuse, perchè è questo il termine giusto, da Modena si susseguono, si sovrappongono e se pur queste insensate, il problema rimane irrisolto.
Volendo fare i pignoli, e soffermarci su ciò che prevede la legge in materia, tutto è a favore dei cittadini. il decreto legislativo n.170/2001 in materia di "riordino del sistema di diffusione della stampa quotidiana e periodica" infatti, specifica che l'autorizzazione alla vendita in una frazione di comune ove non esistano altri punti di vendita, venga rilasciata di diritto, al fine di favorire la diffusione dell'informazione a mezzo stampa, secondo i principi della costituzione italiana. Possibile allora che un distributore possa monopolizzare, per i propri rendiconti finanziari, questo diritto? che per i propri fini possa bypassare autorizzazioni comunali, leggi e costituzione?
proprio in questi giorni su alcuni quotidiani locali è finalmente stato reso pubblico quello che sta succedendo nella frazione; interessante precisare che parlando con i vari giornalisti, è emerso che l'agenzia è ben conosciuta in tutta la provincia, soprattutto per il suo "ottimo" comportamento verso edicolanti e rivenditori; non solo sembra che il problema di S. Antonio non sia l'unico in zona. Tante le licenze emesse ma tante anche le rivendite che non riescono ad ottenere la consegna dei giornali. La sola differenza è che mentre altri paesi o città possono usufruire di punti vendita già esistenti, a S. Antonio per poter acquistare un quotidiano occorre un mezzo di trasporto per fare i quattro chilometri che separano dalla prima edicola, ma non tutti hanno questa possibilità. E' vero sono tante le persone che tutte le mattine prendono l'automobile per recarsi all'edicola piu' vicina, ma le persone anziane? le persone senza macchina o che non possono piu' andare in bicicletta?
sicuramente anche lo scarso numero di residenti nella frazione incide sulla scelta di non voler consegnare; sicuramente a priori si puo' supporre che le vendite non saranno così elevate, ma al di là della possibilità o meno di svolgere un'attività commerciale, quello per cui ora i cittadini vogliono continuare a battersi è il diritto all'informazione, di cui vengono private in particolar modo le persone anziane o chi non ha la possibilità di muoversi verso altri paesi. I promotori di questa "storia infinita" sono decisi a continuare la divulgazione del problema ad altre testate giornalistiche, ma soprattutto andranno alla ricerca di chi come chiari ha la licenza ma non i giornali, nella speranza che unendosi insieme possano finalmente ottenere il risultato tanto ambito.
Annalisa, da S.antonio In Mercadello (MO)
Risposta ADUC
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