Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
18 gennaio 2005
Cara Aduc, ti espongo subito il mio quesito: sette anni fa in seguito alla successione legata alla scomparsa di mio padre, ho ereditato un'abitazione insieme a mia madre e due sorelle. Al momento della scomparsa di mio padre ero l'unica che abitava l'immobile. Ho concesso a mia madre(separata da nove anni) e alle mie sorelle di abitarla a condizione che firmassero una transazione in cui venivano definite le area assegnate; ovvero suddividere l'immobile in due unita' immobiliari. Questo contratto non e' mai stato depositato e nessuno ha mai chiesto una diffida ad adempiere e tutt'oggi l'abitazione e' accatastata come singola unita' immobiliare. Ora, per sette anni ho abitato da sola meta' dell'immobile come dice la transazione, usufruendone al cento per cento e pagando le sole bollette che sono intestate a nome mio. Una delle mie sorelle oggi mi dice che pretende usufruire dei miei spazi: bagno, cucina e salotto. Vorrei sapere se ne ha il diritto, se puo' legalmente farlo. Inoltre minaccia di iniziare una causa chiedendomi i danni per non aver usufruito dei suoi spazi, una specie di affitto arretrato. Gli altri due comproprietari si astengono, non vogliono prendere le parti di nessuna. Ma la transazione ha validita' o mi tutela un domani? E se si, per cosa mi tutela? In attesa di una tua risposta, ti porgo distinti saluti.
Erica, da Venezia
Erica, da Venezia
Risposta ADUC
riteniamo che questa sua sorella gia' ci abbia scritto, a meno che non siate la stessa persona... Il consiglio e' di far valere questo atto che e' stato stipulato, se necessario anche agendo in giudizio. Allo stato attuale, sicuramente sua sorella ha titolo per usufruire dell'immobile indiviso cosi' come lei puo' fare lo stesso: cio', in quanto -assurdamente- non avete regolamentato la suddivisione dell'immobile ne' giuridicamente ne' catastalmente. Quale sia poi il vantaggio di voler utilizzare locali che di fatto vengono da anni utilizzati solo da lei, non lo sappiamo; ma questo e' irrilevante. Quello che si puo' dire e' che il contratto stipulato puo' essere fatto valere in quanto le parti si sono impegnate in tal senso; ma e' anche conseguente che in assenza di accordo pacifico occorrera' un contenzioso. La richiesta di rimborso danni pare invece poco sensata nel contesto: e comunque, non vi sono mai state contestazioni formali precedenti.
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