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Cara ADUC

Lettera del consumatore

13 dicembre 2004
Domanda 13 dicembre 2004
Vi chiedo di interessarvi del problema dell'abolizione dei vincoli della Legge 230/98 sull'obiezione di coscienza. Vincoli, che dopo la fine della leva obbligatori sono solo anacronistici e vessatori. Sono moltissimi i giovani italiani che si trovano sottoposti a questi vincoli che precludono molti sbocchi professionali. Se siete interessati da questo tema vi prego di mettervi in contatto. Allego una nota informativa sulle discriminazioni a cui sono sottoposti gli obiettori di coscienza. DISCRIMINAZIONE DEGLI OBIETTORI. Dopo l'abolizione della leva obbligatoria dal 01/01/2005 ottenuta con ampia convergenza di forze politiche sorge un nuovo irrisolto problema di liberta' e democrazia. In questi ultimi mesi o ormai giorni, il servizio militare o civile sara' prestato dai nati entro il 1985. Ma a questo punto si crea una sostanziale disuguaglianza tra chi ha prestato e chi deve prestare il servizio civile e chi invece ne sara' esentato, dato che la leva non sara' piu' obbligatoria, non sara' piu' necessario effettuare la scelta fra servizio militare e civile, assolvendo ai propri doveri nei confronti dello stato. La questione assume particolare importanza soprattutto per quanto riguarda gli obiettori di coscienza, perche' la legge 230/98 dopo l'abolizione della leva obbligatoria diventa anacronistica e vessatoria. I vincoli imposti da tale legge andrebbero a colpire solo una parte di obiettori, quelli nati prima del 1985. Questi vincoli impongono vita natural durante conseguenze importanti, senza la possibilita' di cambiare idea neanche dopo molti anni, ad esempio quella di non poter partecipare a alcuni concorsi pubblici. E' vietato l'accesso ai concorsi per l'arruolamento nelle Forze Armate, nell'Arma dei Carabinieri, nel Corpo della Guardia di Finanza, nella Polizia di Stato, nel Corpo della Polizia Penitenziaria, nel Corpo Forestale dello Stato e per qualsiasi altro impiego che comporti l'uso delle armi anche se non diretto e addirittura anche per uso sportivo. Inoltre gli obiettori, per tutta la vita, e senza alcuna possibilita' di rimediare in alcun modo non possono lavorare come impiegati ne' come operai in fabbriche che producono materiale bellico o tecnologico solo in piccola parte ad uso militare (ad esempio produzione di elicotteri o cantieri navali, ecc). Caso ancora piu' eclatante e' quello dei Vigili Urbani ex obiettori, in quanto e' capitato a vincitori di concorso nel quale non era previsto l'uso delle armi, che venisse in seguito negata l'assegnazione dell'arma di servizio per protezione personale ma soprattutto per la difesa del cittadino malgrado ne facessero formale richiesta chiedendo la revoca dello status di obiettore di coscienza in base al Parere del Consiglio di Stato 964/2003 all'UNSC (Ufficio Nazionale per il Servizio Civile). Tutto questo in un paese dove e' possibile fare il Pentito di Mafia e dove si da la possibilita' di redimersi ai terroristi. Si sta creando un vero e proprio VUOTO LEGISLATIVO che e' necessario colmare. Giacciono in Parlamento dal 2002 due Proposte di Legge per la modifica dei vincoli della L.230/98, la 1835 d'iniziativa del deputato Cossa e la 2491 d'iniziativa del deputato Di Teodoro, ma vengono continuamente accantonate perche' sembra che il problema di circa UN MILIONE di giovani non sia importante. Ora sono venuto a conoscenza che e' stato proposto in Senato un Disegno di Legge nr. 2871 che prevederebbe la modifica dell'art. 11 del T.U. delle Leggi di Pubblica Sicurezza di cui al Regio Decreto18/06/1931 nr.773,1 comma, con il quale gli obiettori tornerebbero in possesso di tutti i loro diritti 10 anni dopo la fine del servizio sostitutivo civile. Speriamo caldamente che vada a buon fine. Navigando su internet ho trovato un sito che intende far valere i diritti degli obiettori in riguardo all'articolo della costituzione italiana che vieta ogni forma di discriminazione ideologica. http//digilander.libero.it/dirittiobiettori/ Diego, da Mezzolombardo

Risposta ADUC
la ringraziamo della sua nota, che pubblichiamo in Cara Aduc, ma le facciamo notare che siano un'associazione di consumatori e forse i suoi interlocutori dovrebbero essere altri.
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