Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
7 ottobre 2000
Gentili sigg.
vivo in una villa bifamiliare, io al piano terra, un mio parente al 1°piano.
La casa e’ stata costruita dai miei genitori nel 1962; da quella data i due appartamenti hanno un regolare contratto con l'azienda locale A.S.M. di Pavia per la fornitura dell'acqua ad uso domestico; un contratto per il mio appartamento ed un secondo contratto per il mio parente con due contatori distinti.
Solamente il 1°settembre 2000 vengo a conoscenza che il contatore del mio parente e’ posto "a valle" del mio contatore; non esiste pertanto un secondo allacciamento alla rete idrica comunale; in poche parole il consumo d'acqua del mio parente veniva prelevato dalla mia conduttura. Quindi il consumo di mio zio veniva fatturato 2 volte: 1 al contatore dello zio ed 1 erroneamente anche sul mio contatore. Per 38 anni (dal 62 ad oggi) ho dunque pagato indebitamente il consumo di mio zio che a sua volta pagava regolarmente l'ASM con la fattura gli veniva imputata. L'azienda ASM ha ammesso questa situazione, ha provveduto alla sistemazione impiantistica e contabile dei contatori e ha passato la pratica al suo ufficio legale per la richiesta di rimborso da me avanzata.
E' legittimo, secondo Voi, pretendere un rimborso e se si in quale misura visto gli anni che sono intercorsi?
vivo in una villa bifamiliare, io al piano terra, un mio parente al 1°piano.
La casa e’ stata costruita dai miei genitori nel 1962; da quella data i due appartamenti hanno un regolare contratto con l'azienda locale A.S.M. di Pavia per la fornitura dell'acqua ad uso domestico; un contratto per il mio appartamento ed un secondo contratto per il mio parente con due contatori distinti.
Solamente il 1°settembre 2000 vengo a conoscenza che il contatore del mio parente e’ posto "a valle" del mio contatore; non esiste pertanto un secondo allacciamento alla rete idrica comunale; in poche parole il consumo d'acqua del mio parente veniva prelevato dalla mia conduttura. Quindi il consumo di mio zio veniva fatturato 2 volte: 1 al contatore dello zio ed 1 erroneamente anche sul mio contatore. Per 38 anni (dal 62 ad oggi) ho dunque pagato indebitamente il consumo di mio zio che a sua volta pagava regolarmente l'ASM con la fattura gli veniva imputata. L'azienda ASM ha ammesso questa situazione, ha provveduto alla sistemazione impiantistica e contabile dei contatori e ha passato la pratica al suo ufficio legale per la richiesta di rimborso da me avanzata.
E' legittimo, secondo Voi, pretendere un rimborso e se si in quale misura visto gli anni che sono intercorsi?
Risposta ADUC
I diritti si prescrivono, per cui -visto che per le utenze la richiedibilita' e' di 5 anni- altrettanto sia il termine per chiedere i danni.
Altrimenti, volendo riallacciarsi al contratto in quanto tale -sarebbe pero' da vedere come, e non e' facile- si arriverebbe a 10 anni. Oltre, c'e' comunque la prescrizione.
Invii dunque un sollecito -tramite raccomandata A/R- all'ufficio legale, evidenziando gli estremi della sua richiesta e chiedendo di rimborsarla entro un termine specifico di giorni, facendo presente che in caso contrario gli fara' causa per danni (potra' cosi' rivolgersi al giudice di pace).
Altrimenti, volendo riallacciarsi al contratto in quanto tale -sarebbe pero' da vedere come, e non e' facile- si arriverebbe a 10 anni. Oltre, c'e' comunque la prescrizione.
Invii dunque un sollecito -tramite raccomandata A/R- all'ufficio legale, evidenziando gli estremi della sua richiesta e chiedendo di rimborsarla entro un termine specifico di giorni, facendo presente che in caso contrario gli fara' causa per danni (potra' cosi' rivolgersi al giudice di pace).
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