Lunedì 8 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

7 ottobre 2000
Domanda 7 ottobre 2000
Gentili sigg.
vivo in una villa bifamiliare, io al piano terra, un mio parente al 1°piano.
La casa e’ stata costruita dai miei genitori nel 1962; da quella data i due appartamenti hanno un regolare contratto con l'azienda locale A.S.M. di Pavia per la fornitura dell'acqua ad uso domestico; un contratto per il mio appartamento ed un secondo contratto per il mio parente con due contatori distinti.
Solamente il 1°settembre 2000 vengo a conoscenza che il contatore del mio parente e’ posto "a valle" del mio contatore; non esiste pertanto un secondo allacciamento alla rete idrica comunale; in poche parole il consumo d'acqua del mio parente veniva prelevato dalla mia conduttura. Quindi il consumo di mio zio veniva fatturato 2 volte: 1 al contatore dello zio ed 1 erroneamente anche sul mio contatore. Per 38 anni (dal 62 ad oggi) ho dunque pagato indebitamente il consumo di mio zio che a sua volta pagava regolarmente l'ASM con la fattura gli veniva imputata. L'azienda ASM ha ammesso questa situazione, ha provveduto alla sistemazione impiantistica e contabile dei contatori e ha passato la pratica al suo ufficio legale per la richiesta di rimborso da me avanzata.
E' legittimo, secondo Voi, pretendere un rimborso e se si in quale misura visto gli anni che sono intercorsi?

Risposta ADUC
I diritti si prescrivono, per cui -visto che per le utenze la richiedibilita' e' di 5 anni- altrettanto sia il termine per chiedere i danni.
Altrimenti, volendo riallacciarsi al contratto in quanto tale -sarebbe pero' da vedere come, e non e' facile- si arriverebbe a 10 anni. Oltre, c'e' comunque la prescrizione.
Invii dunque un sollecito -tramite raccomandata A/R- all'ufficio legale, evidenziando gli estremi della sua richiesta e chiedendo di rimborsarla entro un termine specifico di giorni, facendo presente che in caso contrario gli fara' causa per danni (potra' cosi' rivolgersi al giudice di pace).
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