Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
27 giugno 2004
Nei primi giorni di dicembre 2003 telefonicamente un operatore TISCALI mi ha proposto una contratto ADSL senza canone, grazie al contributo governativo, e con modem in comodato d'uso gratuito, al costo di navigazione di circa euro 2 l'ora. In piu' mi hanno proposto 50 ore di navigazione gratuita da utilizzarsi nei due mesi successivi al primo collegamento. Ho accettato l'offerta.
In data 19/12 mi comunicano via e-mail l'attivazione del servizio. Il modem mi viene inviato a casa soltanto in data 29/12 giorno che corrisponde al mio primo collegamento. Da quel momento ritengo di avere 2 mesi di tempo per utilizzare le 50 ore gratuite. Utilizzo le 50 ore con parsimonia arrivando al 28/02/04 (esattamente due mesi dopo) a consumare esattamente 50 ore. Dopo qualche giorno ricevo la fattura da parte di TISCALI (importo? 50 circa) con cui mi addebitano tutte le connessioni dal 19/02 al 28/02.
Reclamo telefonicamente chiedendo il rimborso della cifra e mi sento rispondere che i due mesi decorrevano dalla data di attivazione (19/12) e non dalla prima connessione (29/12). Spiego che comunque il modem e' stato ricevuto il 29/12 e mi comunicano che si riservano di verificare. Dopo numerose telefonate e due reclami scritti inoltrati via fax, ed un'ultima telefonata per esigere una risposta scritta, in data odierna ricevo un fax di risposta con il seguente testo: "Gentile cliente, in riferimento al colloquio telefonico intercorso il 21 giugno 04, La informiamo di aver effettuato le opportune verifiche, e risulta che il servizio ADSL e' attivo dal 19/12/03. Il modem e' stato consegnato il 29/12/03. Il suo abbonamento rientrava nella promozione che comprendeva 50 ore di connessione gratuite, da utilizzare entro due mesi dall'attivazione del servizio. Non essendoci stato un ritardo tale che impediva l'utilizzo dell'intera promozione, non puo' essere accordato alcun rimborso".
In pratica secondo TISCALI potevo utilizzare comunque le 50 ore in un mese e 20 giorni, cosa per me assurda visto che io sapevo di avere due mesi a disposizione ed e' in tale tempo che le ho utilizzate.
Che ne pensate? Posso fare qualcosa per avere il rimborso? A chi mi dovrei rivolgere? Grazie.
Salvatore, da Acireale
In data 19/12 mi comunicano via e-mail l'attivazione del servizio. Il modem mi viene inviato a casa soltanto in data 29/12 giorno che corrisponde al mio primo collegamento. Da quel momento ritengo di avere 2 mesi di tempo per utilizzare le 50 ore gratuite. Utilizzo le 50 ore con parsimonia arrivando al 28/02/04 (esattamente due mesi dopo) a consumare esattamente 50 ore. Dopo qualche giorno ricevo la fattura da parte di TISCALI (importo? 50 circa) con cui mi addebitano tutte le connessioni dal 19/02 al 28/02.
Reclamo telefonicamente chiedendo il rimborso della cifra e mi sento rispondere che i due mesi decorrevano dalla data di attivazione (19/12) e non dalla prima connessione (29/12). Spiego che comunque il modem e' stato ricevuto il 29/12 e mi comunicano che si riservano di verificare. Dopo numerose telefonate e due reclami scritti inoltrati via fax, ed un'ultima telefonata per esigere una risposta scritta, in data odierna ricevo un fax di risposta con il seguente testo: "Gentile cliente, in riferimento al colloquio telefonico intercorso il 21 giugno 04, La informiamo di aver effettuato le opportune verifiche, e risulta che il servizio ADSL e' attivo dal 19/12/03. Il modem e' stato consegnato il 29/12/03. Il suo abbonamento rientrava nella promozione che comprendeva 50 ore di connessione gratuite, da utilizzare entro due mesi dall'attivazione del servizio. Non essendoci stato un ritardo tale che impediva l'utilizzo dell'intera promozione, non puo' essere accordato alcun rimborso".
In pratica secondo TISCALI potevo utilizzare comunque le 50 ore in un mese e 20 giorni, cosa per me assurda visto che io sapevo di avere due mesi a disposizione ed e' in tale tempo che le ho utilizzate.
Che ne pensate? Posso fare qualcosa per avere il rimborso? A chi mi dovrei rivolgere? Grazie.
Salvatore, da Acireale
Risposta ADUC
giocano sull'equivoco: dipende dall'interpretazione che deve darsi alle parole. Potrebbe provare a tentare un'azione davanti al giudice di pace, in quanto riteniamo che la sua versione sia sicuramente sostenibile. Tuttavia, per non rischiare potrebbe iniziare con un tentativo di conciliazione.
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