Domenica 7 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

19 maggio 2004
Domanda 19 maggio 2004
Aiuto!!!
Ho 54 anni. Dall'eta' di 35 anni, in funzione di un unico elettroencefalogramma sono stato dichiarato affetto da "piccolo male" (epilessia).
Da allora sono passato attraverso diversi Esperti neurologhi che mi propinavano delle pasticche che mi facevano star male (tegretol, gardenale, sabril ecc..).
Nel 1989 sembro' avessi trovato la giusta soluzione a questo mio problema presso la clinica neurologica del policlinico umberto i di roma.
Da allora e dopo diversi esperimenti, mi trovarono la cura giusta (lamictal).
Pareva andasse tutto bene e quei lievi fastidi Che sentivo mano mano sembrarono scomparire.
Facevo controlli periodici con relativo eeg che Risulto' sempre negativo.
Mi accorgevo pero' che il mio cervello deperiva, Al lavoro, da brillante informatico che ero, (dirigente) divenni meno di mezza calzetta e nel 1997 fui licenziato. I nuovi sintomi furono la diplopia agli occhi la difficolta' a connettere a parlare ed a mettere insieme un discorso razionale. In circa due anni ho avuto tre incidenti dei quali due dovuti ad una perdita di controllo del cervello. I sintomi non sono quelli che ebbi venti anni prima, ma a stati confusionali del tutto diversi. Memore dei primi tempi, ho ridotto di poco il numero delle pasticche ingerite, il mio cervello ha acquistato piu' vigore e la diplopia si e' attenuata.
Ora mi trovo nella condizione in cui so per certo che le mie attuali disfunzioni sono dovute ad una repulsa dell'attuale cura. Gli altri vedono in me una persona malata che non puo' guidare, io ora mi sento bene, ma sicuramente non sono medico ed ho bisogno di confrontarmi con un esperto. Dei neurologhi avuti sinora non mi fido. Per lavorare ho bisogno di guidare e sto correndo il serio rischio di essere considerato malato di mente e quindi incapace di intendere e volere.
Lauro, da Aprilia/Latina

Risposta ADUC
ci dispiace veramente, ma le serve un medico che sia in grado di certificare il suo stato di salute. Ed e' una situazione molto delicata. Riteniamo che qualche associazione per i diritti del malato potrebbe forse esserle di maggiore aiuto.
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