Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
25 aprile 2004
Buongiorno.
Sono proprietario di un appartamento (al 6° e ultimo piano) in un condominio di 12 unita'. In passato, prima del mio acquisto, due proprietari si sono staccati dall'impianto centralizzato di riscaldamento.
Subentrato al vecchio proprietario, alla prima assemblea condominiale ho richiesto l'autorizzazione per potermi a mia volta staccare dall'impianto centralizzato.
L'assemblea mi ha negato tale possibilita', adducendo una ulteriore presunta perdita di efficienza dell'impianto esistente tarato per 12 unita' (la caldaia e' molto data, e' quella originariamente installata nel 1963, anno di costruzione del condominio).
Non sono ricorso in giudizio e da 4 anni usufruisco del riscaldamento autonomo, che peraltro mi pone nella condizione di avere una temperatura che raggiunge molto spesso picchi di 24/25 gradi.
Prossimamente, l'amministratore del condominio ha convocato una assemblea straordinaria per decidere in merito all'adozione (a condizioni particolarmente vantaggiose offerte dall'AGSM-Azienda generale servizi municipalizzati del Comune di Verona) del teleriscaldamento.
Se l'assemblea dovesse decidere di adottare, come sembrerebbe orientata, il teleriscaldamento, sarebbero necessari alcuni lavori condominiali, fra i quali lo smantellamento della vecchia caldaia centralizzata e l'allacciamento alla centrale del teleriscaldamento, e alcuni lavori in ogni singola proprieta', fra i quali l'eliminazione della caldaia per la produzione dell'acqua calda e forse l'installazione di un apposito dispositivo per la contabilizzazione dei consumi.
Mi domandavo se in questa particolare situazione e in virtu' del fatto che al posto della vecchia caldaia centralizzata l'AGSM dovra' installare un apposito "scambiatore centralizzato" dimensionato per i metri cubi/n° unita' da riscaldare nel condominio, posso decidere di non aderire all'iniziativa e perseguire la strada dell'impianto di riscaldamento autonomo per il quale, gia' in fase di ristrutturazione dell'appartamento, avevo fatto predisporre apposito impianto a norma.
In caso positivo, sono conscio del fatto che devo partecipare alle spese di smantellamento della vecchia caldaia centralizzata, ma dovro' farmi carico delle spese di installazione del nuovo "scambiatore centralizzato" nei locali comuni del condominio?
In attesa di ricevere un Vostro riscontro, ringrazio anticipatamente per le risposte che mi saranno date.
Luca, da Verona
Sono proprietario di un appartamento (al 6° e ultimo piano) in un condominio di 12 unita'. In passato, prima del mio acquisto, due proprietari si sono staccati dall'impianto centralizzato di riscaldamento.
Subentrato al vecchio proprietario, alla prima assemblea condominiale ho richiesto l'autorizzazione per potermi a mia volta staccare dall'impianto centralizzato.
L'assemblea mi ha negato tale possibilita', adducendo una ulteriore presunta perdita di efficienza dell'impianto esistente tarato per 12 unita' (la caldaia e' molto data, e' quella originariamente installata nel 1963, anno di costruzione del condominio).
Non sono ricorso in giudizio e da 4 anni usufruisco del riscaldamento autonomo, che peraltro mi pone nella condizione di avere una temperatura che raggiunge molto spesso picchi di 24/25 gradi.
Prossimamente, l'amministratore del condominio ha convocato una assemblea straordinaria per decidere in merito all'adozione (a condizioni particolarmente vantaggiose offerte dall'AGSM-Azienda generale servizi municipalizzati del Comune di Verona) del teleriscaldamento.
Se l'assemblea dovesse decidere di adottare, come sembrerebbe orientata, il teleriscaldamento, sarebbero necessari alcuni lavori condominiali, fra i quali lo smantellamento della vecchia caldaia centralizzata e l'allacciamento alla centrale del teleriscaldamento, e alcuni lavori in ogni singola proprieta', fra i quali l'eliminazione della caldaia per la produzione dell'acqua calda e forse l'installazione di un apposito dispositivo per la contabilizzazione dei consumi.
Mi domandavo se in questa particolare situazione e in virtu' del fatto che al posto della vecchia caldaia centralizzata l'AGSM dovra' installare un apposito "scambiatore centralizzato" dimensionato per i metri cubi/n° unita' da riscaldare nel condominio, posso decidere di non aderire all'iniziativa e perseguire la strada dell'impianto di riscaldamento autonomo per il quale, gia' in fase di ristrutturazione dell'appartamento, avevo fatto predisporre apposito impianto a norma.
In caso positivo, sono conscio del fatto che devo partecipare alle spese di smantellamento della vecchia caldaia centralizzata, ma dovro' farmi carico delle spese di installazione del nuovo "scambiatore centralizzato" nei locali comuni del condominio?
In attesa di ricevere un Vostro riscontro, ringrazio anticipatamente per le risposte che mi saranno date.
Luca, da Verona
Risposta ADUC
si, puo' farlo, purche' tenga comunque presente che l'impianto e' e rimane condominiale e che quindi le spese (non solo d'installazione ma anche di manutenzione!!) rimarranno anche a suo carico; mentre per i consumi indicativamente viene ritenuto dovuto un 20% circa di quanto sarebbe invece dovuto ove fosse rimasto allacciato.
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