Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
13 gennaio 2004
Spettabile ADUC, scorrendo i quesiti che legioni di consumatori vi hanno inviato, ho predisposto questo testo di reclamo su cui, se possibile, vi chiederei un parere.
Ovviamente, non mi pare il caso di inviare anche gli allegati citati: la cosa, comunque, non penso tocchi la sostanza della questione.
Grazie.
Fabrizio, da Udine
..................
Egregi Signori, dopo diversi reclami che ho inviato al vostro numero verde 803 308 370 (16.09.03, 17.09.03, 17.10.03, 28.11.03: la copia dell'ultimo - comprensivo delle precedenti copie - e delle ricevute di tutte le spedizioni sono riportate nell'Allegato 7) e visto che, purtroppo, non ho ricevuto finora alcuna risposta, mi trovo costretto ad affrontare di nuovo la questione.
Spiego i fatti.
Fino agli ultimi giorni dell'Aprile 2003 sono stato residente in xxxxxx, a Udine, intestatario dell'utenza 0432 xxxxxx. A questa utenza accedeva una connessione ADSL Alice Flat (e mail: xxxxxxxx), cui mi ero abbonato a partire dall'08.06.01 (vedi Allegato 1). Alla fine del mese di Aprile 2003 trasloco (restando sempre in Udine) da via xxxxx a via yyyyyy. Poco prima del trasloco (come suggerito dal vostro 187) chiedo il trasferimento della linea ADSL alla mia nuova abitazione, sita in Udine, via yyyyyyyy, dove nel frattempo avevo aperto l'utenza telefonica 0432 xxxxxx (in realta' la linea telefonica era gia' esistente: mi sono limitato a chiedere la variazione dell'intestazione, da xxxxxx - il precedente intestatario - a yyyyyyyy). Copia del fax con cui si chiede la cessazione dell'utenza telefonica e il trasferimento della linea ADSL (nonche' copia del fax con cui si precisa che non ho alcun bisogno di un nuovo modem, visto che avevo ed ho un router di proprieta') sono all'Allegato 2. Pochi giorni dopo, la fugace apparizione di un vostro tecnico che provvede a consegnare tutto quanto necessario (tra l'altro, compreso un modem che avevo espressamente dichiarato non essere necessario, visto che ho un router di mia proprieta'. Ho pertanto dovuto rendere il vostro modem in uno dei vostri negozi): non c'era nessuno e il tutto e' stato lasciato alla famiglia dell'appartamento di sotto... Pochi giorni dopo provo a connettermi, ma non c'e' "portante" (non so cosa significhi, ma cosi' mi spiega il 187): da quel momento telefono al 187 decine (centinaia?) di volte, sperando di trovare qualcuno che possa aiutarmi. Dai primi giorni di Maggio fino alla fine di Luglio telefono quasi ogni giorno, ma non ottengo nessun risultato: non sono mai riuscito a connettermi. Al punto che devo arrendermi all'evidenza e con una lettera raccomandata, spedita da Genova in data 22.07.03, invio al Servizio Clienti Residenziali di via Carducci a Mestre la disdetta dell'abbonamento (Allegato 3). Ovviamente, contemporaneamente mi rivolgo ad altro provider.
Nel frattempo, dal mese di Giugno 2002, nella mia abitazione di Padova ero intestatario dell'utenza 049 xxxxx, cui accedeva una seconda connessione ADSL Alice Flat (e mail: xxxxxxx). Ebbene, senza alcun motivo, in data 29.08.03 questa connessione ADSL viene da voi arbitrariamente cessata. Ripeto: senza alcun motivo. Tra l'altro, della cosa mi accorgo per puro caso: inviando un file da Udine a Padova e, visto che continuava a tornarmi indietro, telefonando al vostro 187.
In data 04.09.03, dopo inutile peregrinare tra assistenti del 187 che in realta' non assistono poi molto, entro finalmente in contatto con Chiara del vostro Call Centre di Padova che, molto gentilmente, sembra effettivamente in grado di aiutarmi. Ed e' appunto lei a spiegarmi che con tutta probabilita' qualche vostro solerte collaboratore, con in mano la mia disdetta dell'utenza di Udine, ha chiuso in realta' la mia utenza di Padova. La gentile Chiara, allora, sempre in data 04.09.03 (alle ore 11.09), richiede al vostro CED (che non ho idea di dove sia) la "riattivazione" della mia linea in modo da poter poi ripristinare la mia connessione ADSL: mi spiega anche che il CED ha 48 ore di tempo per poter provvedere alla riattivazione.
Ovviamente il termine di 48 ore non e' stato rispettato e la connessione ADSL nella mia abitazione di Padova e' stata ripristinata soltanto il 23.09.03 e comunque, sottolineo, solo dopo infiniti solleciti (quasi quotidiani) effettuati alla vostra gentilissima collaboratrice Chiara.
Naturalmente la cosa non finisce qui. Nel frattempo, infatti, le bollette che mi arrivano ad Udine (utenza 0432 xxxxxx) continuano a riportare l'addebito della connessione ADSL (circa ¤ 43/mese); non solo: nonostante abbia reso immediatamente il modem che era stato consegnato (l'Allegato 4 riporta la ricevuta), nelle fatture mi viene addebitato pure il canone per il noleggio del modem. Ecco il dettaglio (in Allegato 5):.
Conto Telecom Italia 5/03 (fattura n. xxxxxx del 06.08.03): ¤ 6.95 per Alice Flat e ¤ 2.50 per noleggio modem.
Conto Telecom Italia 6/03 (fattura n. xxxxxx del 06.10.03): ¤ 61.58 per Alice Flat e ¤ 5.00 per noleggio modem.
Ricontatto quindi la gentile Chiara (ripeto: l'unica che in Telecom mi sembra possa aiutarmi) in data 28.11.03: in diretta (cioe' mentre era al telefono con me) mi chiude l'utenza ADSL di Udine e mi assicura che la bolletta successiva riportera' l'accredito delle somme (sopra riportate) che mi sono state addebitate senza motivo.
Pochi giorni or sono, l'ultimo atto di questa storia: mi arriva infatti il conto Telecom Italia 1/04 (in Allegato 6) ed effettivamente riporta l'accredito delle somme sopra considerate e cioe': ¤ 68.53 (6.95 + 61.58) per Alice Flat e 7.50 (2.50 + 5.00) per il noleggio del modem. Il punto, pero', e' che contemporaneamente riporta i seguenti addebiti:.
Alice Flat periodo 01 ottobre 03 - 16 ottobre 2003 ¤ 15.89.
Noleggio Modem ADSL periodo 01 ottobre 03 - 16 ottobre 2003 ¤ 1.29.
Alice canoni residui 1^ anno prodotti periodo 17 ottobre 03 - 04 maggio 2004 ¤ 16.61.
Alice canoni residui 1^ anno servizio periodo 17 ottobre 03 - 04 maggio 2004 ¤ 203.61.
Fin qui il quadro completo della situazione, aggiornato alla data odierna.
Ora, ecco le mie riflessioni.
Utenza di Udine (0432 xxxxx) Problema: mi sono stati addebitati importi che non sono dovuti, visto che nella mia nuova abitazione non ho mai avuto alcuna connessione ADSL fornitami da Telecom Italia.
So benissimo che le Condizioni Generali di Contratto (combinato disposto degli artt. 19 e 20) prevedono che "qualora il cliente receda dal servizio nel corso del primo anno di vigenza contrattuale, sara' comunque tenuto a pagare i canoni mensili residui relativi all'anno di durata contrattuale".
E' peraltro evidente che:.
1. il contratto in questione non risale (come sembrerebbe supporre il conto Telecom Italia 1/04) al 05.05.03 bensi' al 08.06.01 (si veda sopra): e' infatti chiaro che si sta trattando di un trasferimento di una utenza gia' esistente e non gia' di una nuova utenza; in altre parole, manca il presupposto per l'applicazione dell'art.20 e cioe' il recesso "nel corso del primo anno di vigenza contrattuale";.
2. quand'anche, per assurdo, la connessione ADSL relativa all'utenza 0432 534018 voglia essere considerata come una nuova utenza, il punto e' che non e' mai stata attivata, nonostante i miei numerosi solleciti (anche relativi all'intervento, nella mia abitazione, da parte di un tecnico specializzato in grado di risolvere la questione) tra gli inizi del mese di Maggio 2003 ed il momento della disdetta (22.07.03): manca pertanto il presupposto per l'applicazione degli artt.19 e 20 e cioe', appunto, l'attivazione (come chiaramente indicato all'art.3 delle Condizioni Generali di Contratto): infatti, nella mia nuova abitazione, non sono mai riuscito a connettermi; [a questo proposito faccio notare un particolare ameno: il tecnico di cui, per quasi tre mesi (Maggio, Giugno e Luglio), ho chiesto l'intervento mi ha contattato nel corso del mese di Ottobre! ];.
3. se c'e' una parte inadempiente ai propri obblighi contrattuali questa e', semmai, Telecom Italia: l'art. 23 delle Condizioni Generali di Contratto infatti stabilisce che "in caso di trasloco della propria utenza o di richiesta di cambio numero da parte del Cliente, Telecom Italia garantira' la continuita' del Servizio compatibilmente con la disponibilita' tecnica e provvedera' ad avvertire il Cliente nel caso risulti impossibile garantire la continuita' dell'Offerta stessa".
Utenza di Padova (049 xxxxx) Problema: tra il 29.08.03 ed il 23.09.03 la mia connessione ADSL e' risultata interrotta senza alcun motivo.
Le Condizioni Generali di Contratto prevedono, all'art.10, che "Telecom Italia non rispondera' di ritardi, cattivo funzionamento, sospensione e/o interruzione - ne' verso il Cliente ne' verso soggetti direttamente o indirettamente connessi al Cliente stesso - nella fornitura dei servizi causati da: forza maggiore o caso fortuito; manomissione o interventi sui servizi o sulle apparecchiature, effettuati dal Cliente o da parte di terzi non autorizzati; errata utilizzazione dei servizi da parte del Cliente; malfunzionamento degli apparecchi di connessione, strumenti non compatibili e/o programmi (software) utilizzati dal Cliente".
E' evidente che il caso sopra ricordato non possa essere fatto rientrare in nessuna delle fattispecie contemplate dall'art.10. Come infatti mi hanno spiegato diversi operatori del 187 (tra le decine che ho dovuto sentire per i problemi che ho incontrato) che hanno modo di confrontarsi quotidianamente con i sistemi informativi di Telecom Italia, l'applicativo che gestisce l'attivazione/disattivazione delle utenze ADSL (non so le altre...) fa riferimento al codice fiscale. Nel mio caso specifico, nell'applicativo in questione, una volta immesso il codice fiscale, la prima utenza che viene proposta e' proprio quella di Padova (sarebbe meglio dire era, visto che ora e' rimasta l'unica utenza ADSL che intrattengo con Telecom Italia): dal che appare palese che l'operatore che si e' trovato a dover gestire la mia richiesta di chiusura dell'ADSL di Udine ha agito superficialmente e senza fare quel minimo di attenzione richiesto dal suo incarico; in altre parole, lo sconosciuto operatore in questione (e, per esso, la Telecom) non ha usato la diligenza di cui all'art.11742.
Le Condizioni Generali di Contratto di Alice Flat non contemplano l'eventualita' in questione (guasto e/o disservizio cagionato dal fatto stesso di Telecom Italia): ritengo quindi che, in forza del richiamo effettuato dall'art.33 delle stesse Condizioni Generali di Contratto ("per quanto non espressamente previsto nel Contratto si applicano le Condizioni Generali di abbonamento al Servizio di Telefonia di Telecom Italia"), in questa sede si debba far riferimento alle Condizioni Generali di abbonamento al Servizio di Telefonia di Telecom Italia e, piu' esattamente, all'art.7.2 ("Telecom Italia si impegna a ripristinare gli eventuali disservizi della rete e/o del Servizio entro il secondo giorno non festivo successivo a quello in cui e' pervenuta la segnalazione, fatta eccezione per i guasti di particolare complessita' che verranno tempestivamente riparati"), 7.3 ("Qualora, per cause imputabili a Telecom Italia, la riparazione venga effettuata con ritardo rispetto ai tempi previsti, il Cliente avra' diritto agli indennizzi di cui al successivo articolo 26 delle presenti Condizioni Generali. Fermo restando che Telecom Italia non sara' in alcun caso responsabile per ritardi attribuibili a forza maggiore o eventi non direttamente attribuibili alla stessa Telecom Italia") e, per essi, quindi, all'art.26 ("Ritardi nell'adempimento degli obblighi assunti da Telecom Italia nella fornitura del Servizio. 1. Qualora Telecom Italia non rispetti i termini previsti per l'attivazione del Servizio, la riparazione di un guasto, la variazione del numero telefonico, l'effettuazione di un trasloco, di cui rispettivamente agli articoli 4.1, 7.2, 22.1, 22.2 e 25.1, il Cliente ha diritto ad un indennizzo pari al 50% del canone mensile corrisposto dal Cliente per ogni giorno lavorativo di ritardo o di inadempimento delle condizioni, di volta in volta, stabilite").
In conclusione, tenuto presente tutto quanto esposto sin qui, sia i fatti che le argomentazioni giuridiche, in questa sede sono ad invitare Telecom Italia a provvedere a:.
· relativamente all'utenza di Udine (0432 xxxx): lo storno degli importi che sono stati addebitati ingiustamente nel conto Telecom Italia 1/04, per un totale di ¤ 237.40 entro il termine di 15 giorni dalla ricezione della presente;.
· relativamente all'utenza di Padova (049 xxxx): la corresponsione di un indennizzo calcolato come previsto dal citato art. 26 delle Condizioni Generali di abbonamento al Servizio di Telefonia di Telecom Italia. Piu' esattamente: la sospensione del servizio risale al venerdi' 29.08.03 e non appena mi sono accorto del problema ho subito contattato il 187. Tralasciando il sabato 30 e la domenica 31 (festivi) gia' dal lunedi' 01.09.03 ho cominciato a chiamare il 187 cercando una soluzione del problema (tra l'altro ero in ferie nella settimana dal 01.09.03 al 05.09.03 e quindi non avevo vincoli di orario). Non penso che sia imputabile a me il fatto che soltanto in data 04.09.03 sono riuscito a parlare con una persona che e' finalmente riuscita ad intuire quale era stato il problema ed e' stata, quindi, in grado di attivarsi per una soluzione. Calcolando, quindi, che:.
§ il problema insorge il 29.08.03.
§ lo denuncio immediatamente.
§ la riattivazione del servizio e' effettuata il 23.09.03.
il numero dei giorni lavorativi tra la denuncia e la riattivazione e' pari a 16; considerando, pero', che da Condizioni Generali ci sono 48 ore lavorative da non computare, otteniamo il numero di 14. Il canone mensile che corrispondo per la connessione di Padova e' pari a ¤ 42.95 (IVA compresa) ed il suo 50% (ai sensi dell'art.26) e' pari a ¤ 21.47.
Ricapitolando e concludendo, richiedo pertanto la corresponsione di un indennizzo pari a ¤ 300.58 (=21.47x14) entro il termine di 15 giorni dalla ricezione della presente.
Faccio, infine, presente che, in caso di inadempimento nel termine indicato, mi vedro' costretto a citare Telecom Italia in giudizio presso il Giudice di Pace di Udine.
Distinti saluti.
Ovviamente, non mi pare il caso di inviare anche gli allegati citati: la cosa, comunque, non penso tocchi la sostanza della questione.
Grazie.
Fabrizio, da Udine
..................
Egregi Signori, dopo diversi reclami che ho inviato al vostro numero verde 803 308 370 (16.09.03, 17.09.03, 17.10.03, 28.11.03: la copia dell'ultimo - comprensivo delle precedenti copie - e delle ricevute di tutte le spedizioni sono riportate nell'Allegato 7) e visto che, purtroppo, non ho ricevuto finora alcuna risposta, mi trovo costretto ad affrontare di nuovo la questione.
Spiego i fatti.
Fino agli ultimi giorni dell'Aprile 2003 sono stato residente in xxxxxx, a Udine, intestatario dell'utenza 0432 xxxxxx. A questa utenza accedeva una connessione ADSL Alice Flat (e mail: xxxxxxxx), cui mi ero abbonato a partire dall'08.06.01 (vedi Allegato 1). Alla fine del mese di Aprile 2003 trasloco (restando sempre in Udine) da via xxxxx a via yyyyyy. Poco prima del trasloco (come suggerito dal vostro 187) chiedo il trasferimento della linea ADSL alla mia nuova abitazione, sita in Udine, via yyyyyyyy, dove nel frattempo avevo aperto l'utenza telefonica 0432 xxxxxx (in realta' la linea telefonica era gia' esistente: mi sono limitato a chiedere la variazione dell'intestazione, da xxxxxx - il precedente intestatario - a yyyyyyyy). Copia del fax con cui si chiede la cessazione dell'utenza telefonica e il trasferimento della linea ADSL (nonche' copia del fax con cui si precisa che non ho alcun bisogno di un nuovo modem, visto che avevo ed ho un router di proprieta') sono all'Allegato 2. Pochi giorni dopo, la fugace apparizione di un vostro tecnico che provvede a consegnare tutto quanto necessario (tra l'altro, compreso un modem che avevo espressamente dichiarato non essere necessario, visto che ho un router di mia proprieta'. Ho pertanto dovuto rendere il vostro modem in uno dei vostri negozi): non c'era nessuno e il tutto e' stato lasciato alla famiglia dell'appartamento di sotto... Pochi giorni dopo provo a connettermi, ma non c'e' "portante" (non so cosa significhi, ma cosi' mi spiega il 187): da quel momento telefono al 187 decine (centinaia?) di volte, sperando di trovare qualcuno che possa aiutarmi. Dai primi giorni di Maggio fino alla fine di Luglio telefono quasi ogni giorno, ma non ottengo nessun risultato: non sono mai riuscito a connettermi. Al punto che devo arrendermi all'evidenza e con una lettera raccomandata, spedita da Genova in data 22.07.03, invio al Servizio Clienti Residenziali di via Carducci a Mestre la disdetta dell'abbonamento (Allegato 3). Ovviamente, contemporaneamente mi rivolgo ad altro provider.
Nel frattempo, dal mese di Giugno 2002, nella mia abitazione di Padova ero intestatario dell'utenza 049 xxxxx, cui accedeva una seconda connessione ADSL Alice Flat (e mail: xxxxxxx). Ebbene, senza alcun motivo, in data 29.08.03 questa connessione ADSL viene da voi arbitrariamente cessata. Ripeto: senza alcun motivo. Tra l'altro, della cosa mi accorgo per puro caso: inviando un file da Udine a Padova e, visto che continuava a tornarmi indietro, telefonando al vostro 187.
In data 04.09.03, dopo inutile peregrinare tra assistenti del 187 che in realta' non assistono poi molto, entro finalmente in contatto con Chiara del vostro Call Centre di Padova che, molto gentilmente, sembra effettivamente in grado di aiutarmi. Ed e' appunto lei a spiegarmi che con tutta probabilita' qualche vostro solerte collaboratore, con in mano la mia disdetta dell'utenza di Udine, ha chiuso in realta' la mia utenza di Padova. La gentile Chiara, allora, sempre in data 04.09.03 (alle ore 11.09), richiede al vostro CED (che non ho idea di dove sia) la "riattivazione" della mia linea in modo da poter poi ripristinare la mia connessione ADSL: mi spiega anche che il CED ha 48 ore di tempo per poter provvedere alla riattivazione.
Ovviamente il termine di 48 ore non e' stato rispettato e la connessione ADSL nella mia abitazione di Padova e' stata ripristinata soltanto il 23.09.03 e comunque, sottolineo, solo dopo infiniti solleciti (quasi quotidiani) effettuati alla vostra gentilissima collaboratrice Chiara.
Naturalmente la cosa non finisce qui. Nel frattempo, infatti, le bollette che mi arrivano ad Udine (utenza 0432 xxxxxx) continuano a riportare l'addebito della connessione ADSL (circa ¤ 43/mese); non solo: nonostante abbia reso immediatamente il modem che era stato consegnato (l'Allegato 4 riporta la ricevuta), nelle fatture mi viene addebitato pure il canone per il noleggio del modem. Ecco il dettaglio (in Allegato 5):.
Conto Telecom Italia 5/03 (fattura n. xxxxxx del 06.08.03): ¤ 6.95 per Alice Flat e ¤ 2.50 per noleggio modem.
Conto Telecom Italia 6/03 (fattura n. xxxxxx del 06.10.03): ¤ 61.58 per Alice Flat e ¤ 5.00 per noleggio modem.
Ricontatto quindi la gentile Chiara (ripeto: l'unica che in Telecom mi sembra possa aiutarmi) in data 28.11.03: in diretta (cioe' mentre era al telefono con me) mi chiude l'utenza ADSL di Udine e mi assicura che la bolletta successiva riportera' l'accredito delle somme (sopra riportate) che mi sono state addebitate senza motivo.
Pochi giorni or sono, l'ultimo atto di questa storia: mi arriva infatti il conto Telecom Italia 1/04 (in Allegato 6) ed effettivamente riporta l'accredito delle somme sopra considerate e cioe': ¤ 68.53 (6.95 + 61.58) per Alice Flat e 7.50 (2.50 + 5.00) per il noleggio del modem. Il punto, pero', e' che contemporaneamente riporta i seguenti addebiti:.
Alice Flat periodo 01 ottobre 03 - 16 ottobre 2003 ¤ 15.89.
Noleggio Modem ADSL periodo 01 ottobre 03 - 16 ottobre 2003 ¤ 1.29.
Alice canoni residui 1^ anno prodotti periodo 17 ottobre 03 - 04 maggio 2004 ¤ 16.61.
Alice canoni residui 1^ anno servizio periodo 17 ottobre 03 - 04 maggio 2004 ¤ 203.61.
Fin qui il quadro completo della situazione, aggiornato alla data odierna.
Ora, ecco le mie riflessioni.
Utenza di Udine (0432 xxxxx) Problema: mi sono stati addebitati importi che non sono dovuti, visto che nella mia nuova abitazione non ho mai avuto alcuna connessione ADSL fornitami da Telecom Italia.
So benissimo che le Condizioni Generali di Contratto (combinato disposto degli artt. 19 e 20) prevedono che "qualora il cliente receda dal servizio nel corso del primo anno di vigenza contrattuale, sara' comunque tenuto a pagare i canoni mensili residui relativi all'anno di durata contrattuale".
E' peraltro evidente che:.
1. il contratto in questione non risale (come sembrerebbe supporre il conto Telecom Italia 1/04) al 05.05.03 bensi' al 08.06.01 (si veda sopra): e' infatti chiaro che si sta trattando di un trasferimento di una utenza gia' esistente e non gia' di una nuova utenza; in altre parole, manca il presupposto per l'applicazione dell'art.20 e cioe' il recesso "nel corso del primo anno di vigenza contrattuale";.
2. quand'anche, per assurdo, la connessione ADSL relativa all'utenza 0432 534018 voglia essere considerata come una nuova utenza, il punto e' che non e' mai stata attivata, nonostante i miei numerosi solleciti (anche relativi all'intervento, nella mia abitazione, da parte di un tecnico specializzato in grado di risolvere la questione) tra gli inizi del mese di Maggio 2003 ed il momento della disdetta (22.07.03): manca pertanto il presupposto per l'applicazione degli artt.19 e 20 e cioe', appunto, l'attivazione (come chiaramente indicato all'art.3 delle Condizioni Generali di Contratto): infatti, nella mia nuova abitazione, non sono mai riuscito a connettermi; [a questo proposito faccio notare un particolare ameno: il tecnico di cui, per quasi tre mesi (Maggio, Giugno e Luglio), ho chiesto l'intervento mi ha contattato nel corso del mese di Ottobre! ];.
3. se c'e' una parte inadempiente ai propri obblighi contrattuali questa e', semmai, Telecom Italia: l'art. 23 delle Condizioni Generali di Contratto infatti stabilisce che "in caso di trasloco della propria utenza o di richiesta di cambio numero da parte del Cliente, Telecom Italia garantira' la continuita' del Servizio compatibilmente con la disponibilita' tecnica e provvedera' ad avvertire il Cliente nel caso risulti impossibile garantire la continuita' dell'Offerta stessa".
Utenza di Padova (049 xxxxx) Problema: tra il 29.08.03 ed il 23.09.03 la mia connessione ADSL e' risultata interrotta senza alcun motivo.
Le Condizioni Generali di Contratto prevedono, all'art.10, che "Telecom Italia non rispondera' di ritardi, cattivo funzionamento, sospensione e/o interruzione - ne' verso il Cliente ne' verso soggetti direttamente o indirettamente connessi al Cliente stesso - nella fornitura dei servizi causati da: forza maggiore o caso fortuito; manomissione o interventi sui servizi o sulle apparecchiature, effettuati dal Cliente o da parte di terzi non autorizzati; errata utilizzazione dei servizi da parte del Cliente; malfunzionamento degli apparecchi di connessione, strumenti non compatibili e/o programmi (software) utilizzati dal Cliente".
E' evidente che il caso sopra ricordato non possa essere fatto rientrare in nessuna delle fattispecie contemplate dall'art.10. Come infatti mi hanno spiegato diversi operatori del 187 (tra le decine che ho dovuto sentire per i problemi che ho incontrato) che hanno modo di confrontarsi quotidianamente con i sistemi informativi di Telecom Italia, l'applicativo che gestisce l'attivazione/disattivazione delle utenze ADSL (non so le altre...) fa riferimento al codice fiscale. Nel mio caso specifico, nell'applicativo in questione, una volta immesso il codice fiscale, la prima utenza che viene proposta e' proprio quella di Padova (sarebbe meglio dire era, visto che ora e' rimasta l'unica utenza ADSL che intrattengo con Telecom Italia): dal che appare palese che l'operatore che si e' trovato a dover gestire la mia richiesta di chiusura dell'ADSL di Udine ha agito superficialmente e senza fare quel minimo di attenzione richiesto dal suo incarico; in altre parole, lo sconosciuto operatore in questione (e, per esso, la Telecom) non ha usato la diligenza di cui all'art.11742.
Le Condizioni Generali di Contratto di Alice Flat non contemplano l'eventualita' in questione (guasto e/o disservizio cagionato dal fatto stesso di Telecom Italia): ritengo quindi che, in forza del richiamo effettuato dall'art.33 delle stesse Condizioni Generali di Contratto ("per quanto non espressamente previsto nel Contratto si applicano le Condizioni Generali di abbonamento al Servizio di Telefonia di Telecom Italia"), in questa sede si debba far riferimento alle Condizioni Generali di abbonamento al Servizio di Telefonia di Telecom Italia e, piu' esattamente, all'art.7.2 ("Telecom Italia si impegna a ripristinare gli eventuali disservizi della rete e/o del Servizio entro il secondo giorno non festivo successivo a quello in cui e' pervenuta la segnalazione, fatta eccezione per i guasti di particolare complessita' che verranno tempestivamente riparati"), 7.3 ("Qualora, per cause imputabili a Telecom Italia, la riparazione venga effettuata con ritardo rispetto ai tempi previsti, il Cliente avra' diritto agli indennizzi di cui al successivo articolo 26 delle presenti Condizioni Generali. Fermo restando che Telecom Italia non sara' in alcun caso responsabile per ritardi attribuibili a forza maggiore o eventi non direttamente attribuibili alla stessa Telecom Italia") e, per essi, quindi, all'art.26 ("Ritardi nell'adempimento degli obblighi assunti da Telecom Italia nella fornitura del Servizio. 1. Qualora Telecom Italia non rispetti i termini previsti per l'attivazione del Servizio, la riparazione di un guasto, la variazione del numero telefonico, l'effettuazione di un trasloco, di cui rispettivamente agli articoli 4.1, 7.2, 22.1, 22.2 e 25.1, il Cliente ha diritto ad un indennizzo pari al 50% del canone mensile corrisposto dal Cliente per ogni giorno lavorativo di ritardo o di inadempimento delle condizioni, di volta in volta, stabilite").
In conclusione, tenuto presente tutto quanto esposto sin qui, sia i fatti che le argomentazioni giuridiche, in questa sede sono ad invitare Telecom Italia a provvedere a:.
· relativamente all'utenza di Udine (0432 xxxx): lo storno degli importi che sono stati addebitati ingiustamente nel conto Telecom Italia 1/04, per un totale di ¤ 237.40 entro il termine di 15 giorni dalla ricezione della presente;.
· relativamente all'utenza di Padova (049 xxxx): la corresponsione di un indennizzo calcolato come previsto dal citato art. 26 delle Condizioni Generali di abbonamento al Servizio di Telefonia di Telecom Italia. Piu' esattamente: la sospensione del servizio risale al venerdi' 29.08.03 e non appena mi sono accorto del problema ho subito contattato il 187. Tralasciando il sabato 30 e la domenica 31 (festivi) gia' dal lunedi' 01.09.03 ho cominciato a chiamare il 187 cercando una soluzione del problema (tra l'altro ero in ferie nella settimana dal 01.09.03 al 05.09.03 e quindi non avevo vincoli di orario). Non penso che sia imputabile a me il fatto che soltanto in data 04.09.03 sono riuscito a parlare con una persona che e' finalmente riuscita ad intuire quale era stato il problema ed e' stata, quindi, in grado di attivarsi per una soluzione. Calcolando, quindi, che:.
§ il problema insorge il 29.08.03.
§ lo denuncio immediatamente.
§ la riattivazione del servizio e' effettuata il 23.09.03.
il numero dei giorni lavorativi tra la denuncia e la riattivazione e' pari a 16; considerando, pero', che da Condizioni Generali ci sono 48 ore lavorative da non computare, otteniamo il numero di 14. Il canone mensile che corrispondo per la connessione di Padova e' pari a ¤ 42.95 (IVA compresa) ed il suo 50% (ai sensi dell'art.26) e' pari a ¤ 21.47.
Ricapitolando e concludendo, richiedo pertanto la corresponsione di un indennizzo pari a ¤ 300.58 (=21.47x14) entro il termine di 15 giorni dalla ricezione della presente.
Faccio, infine, presente che, in caso di inadempimento nel termine indicato, mi vedro' costretto a citare Telecom Italia in giudizio presso il Giudice di Pace di Udine.
Distinti saluti.
Risposta ADUC
il primo punto pensiamo lo conosca gia': non basta inviare un fax, occorre una raccomandata A/R. Stesso dicasi per le contestazioni: fino a che non inviera' una contestazione per raccomandata A/R non ci sono molte possibilita' che le sue contestazioni vengano prese in considerazione. Provveda pertanto ad inviare quest'ultima contestazione specifica per raccomandata.
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