Lunedì 8 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

5 dicembre 2003
Domanda 5 dicembre 2003
Cara ADUC, ho bisogno di un consiglio per affrontare una spiacevolissima situazione nella quale mi sono venuta a creare. Il problema e' un assegno risultato scoperto di 250 euro emesso da me e in sintesi la domanda e': posso rivalermi in qualche modo sulla banca per la mancata comunicazione a via telegramma dell'imminente iscrizione al CAI?
L'assegno era destinato a pagare la retta del nido di mia figlia, ovvio che non ci sia stata malafede. La direttrice mi informa che l'assegno e' scoperto, le porto un assegno coperto di mio marito, lei trattiene il mio con l'accordo che sarei andata in banca a sentire cosa era successo. La cosa che mi risultava strana e' che io sapevo di aver richiesto e ottenuto un fido di circa 5 mln lit nel 2000. Casco dalle nuvole quando oggi la direttrice mi dice che il mio assegno e' andato in protesto. Vado dalla banca dove risulta che:
- il fido non l'ho mai avuto (ricordo di aver portato 2 buste paga e di averlo utilizzato per il mio matrimonio),
- mi hanno inviato 2 telegrammi da me MAI ricevuti (neppure l'avviso con il cartellino giallo), e che ormai cio' che si puo' fare e' ridurre la pena da 5 anni a 1 anno con varie trafile fra notaio &C.
La mia domanda e' la seguente: Posso rivalermi in qualche modo, se non per il fido almeno per la mancata comunicazione a via telegramma?
Grazie mille

Risposta ADUC
non e' questione di buona o mala fede, e' questione di un comportamento non consentito e sanzionato; non piu' penalmente, ma ancora amministrativamente.
L'iscrizione al Cai quindi e' dovuta; per quanto invece concerne il protesto si puo' provare ad ottenere l'annullamento delle iscrizioni dimostrando di aver coperto il titolo, con liberatoria del creditore. Nessun avviso le doveva essere inviato dalla banca: come poteva quest'ultima -che si e' vista richiedere una somma, peraltro senza neanche vedersi giungere il titolo visto l'importo e quindi l'applicazione della check truncation- sapere che lei avrebbe emesso un assegno scoperto? E che poteva fare? Doveva confondere le carte per cercare di coprirla? E' un favore non proprio corretto e un po' troppo grosso da farsi ad un qualsiasi cliente e comunque non puo' essere un impiegato qualsiasi ad assumersene l'onere.
Per quanto concerne il fido, se non le e' mai stato accettato (averlo richiesto non vuol dire sia stato accettato) non puo' fare molto.
Riguardo ai telegrammi, a che cosa erano riferiti? Non l'ha specificato.
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