Domenica 7 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

1 dicembre 2003
Domanda 1 dicembre 2003
Cara ADUC, Ieri sono stato fermato dalla polizia municipale che mi ha contestato l'infrazione all'articolo 141 del codice della strada (velocita' pericolosa) senza l'ausilio di alcun strumento solo in base alle loro sensazioni. Premetto che mi era gia' capitata la stessa contestazione circa dieci anni fa e sempre da parte della polizia municipale dello stesso comune. Allora, forse perche' ero fresco di patente e quindi molto giovane, dopo aver contestato verbalmente nei confronti del vigile, mi sono rassegnato ed ho pagato. La spiegazione del vigile era che non mi contestava il limite dei 50 km/h ma il fatto che la velocita' era pericolosa, e che anche 30 km/h possono essere pericolosi, dipende dalle condizioni atmosferiche e dalla presenza o meno di incroci strade laterali etc. E poi e' la mia parola contro la tua, a chi pensi possa credere di piu' il giudice? Questo mi disse il vigile!!!
Ieri la stessa cosa, fosse solo la multa 68 euro va be pazienza, la considero una donazione al comune, ma mi verranno tolti anche 5 punti come chi supera i limiti per piu' di 40 all'ora.
Mi sono letto sto articolo 141 e secondo me e' molto vago ed interpretabile, praticamente in base a questo articolo puo' essere contestata la velocita' pericolosa anche procedendo a venti all'ora.
Io penso di ricorrere al giudice di pace, voi cosa mi consigliate? Avete gia' avuto casi simili?
Certo di una vostra risposta porgo i piu' cordiali saluti

Risposta ADUC
e' vero che la parola del vigile e' ritenuta valida sino a prova di errore o di falso: pero' occorre che si tratti di qualcosa di determinato. Se non si conosce la velocita' effettiva, manca la prova certa della concreta pericolosita' e senza arrivare a dire con certezza che i vigili possano avere sbagliato o mentito, rimane l'ipotesi di un errore. Errore ipotizzato, certo, e non comprovato: ma con una particolarita': ossia che neanche la controparte stavolta adduce una prova certa, in quanto la pericolosita' e' comunque un'impressione, non un fatto tangibile come il parcheggio in divieto di sosta o la telefonata al cellulare. Inoltre, anche ammettendo la pericolosita', COME -essendo SENZA strumenti- possono aver stabilito che lei andasse a piu' di 10 km/h rispetto al limite? Forse, superava il limite solo di 9... Questo, certo, e' impossibile da determinare. E quindi, almeno il termine giusto della violazione e quindi il chilometraggio (e quindi i punti) e' sicuramente contestabile.
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