Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
4 settembre 2003
Cara ADUC, come sempre, quando ho un dubbio su come comportarmi con telecom Italia, vi scrivo speranzoso in un vostro consiglio. Avendo avuto parecchi problemi con l'attivazione dell'ADSL Alice di Telecom, ho, sotto vostro consiglio, inviato una raccomandata di messa in mora e richiesta di eventuali danni, se non avessero provveduto in tempi normali all'attivazione o alla rinuncia della stessa. Da premettere che la richiesta e' stata inoltrata a fine Dicembre 2002. La raccomandata e' stata ricevuta il 5 maggio 2003.
Il testo della stessa recita: Il sottoscritto chiede l'attivazione del contratto ADSL e la risoluzione dei problemi relativi alla stessa sull'utenza telefonica n° xxx/xxx di cui e' titolare, entro e non oltre i 15 gg. dalla data di ricevimento del presente comunicato. Il tipo di abbonamento da me richiesto gia' dal nel mese di Dicembre 2002 e tuttora non attivato, fa capo al profilo denominato "Alice ADSL Flat", senza modem ed accessori in comodato, con pila protocollare di tipo Ethernet (PPPoE), per un costo mensile complessivo di ¤ 36, 95 IVA inclusa. Nel caso in cui non si risolvesse la procedura di attivazione, continuando a tenere la mia linea bloccata per quanto riguarda l'attivazione di una connessione a banda larga da parte di altro operatore (mettendovi in tal caso in condizione di monopolio), la presente, sin da ora, vi costituisce in formale mora, a tutti gli effetti di legge, per ogni ulteriore ed eventuale spesa che dovro' sostenere per l'attivazione della stessa ADSL o di altra forma di connessione a banda larga diversa dall'ADSL da voi attualmente bloccata (fibra ottica, connessione satellitare, ecc.) incluse le spese di connessione tramite modem su linea analogica che andro' ad affrontare per l'accesso ad Internet. Per cui, in caso di mancato rispetto dei suddetti termini, adiro', senz'altro indugio ed avviso, le competenti autorita' giudiziarie per la tutela dei miei diritti di utente e consumatore.
Distinti saluti.
Come riportato in tale comunicazione, nel bimestre in oggetto (maggio, giugno) come nei precedenti ho dovuto connettermi ad internet con modem analogico, spendendo un capitale. L'attivazione e' stata eseguita quasi un mese dopo, ovvero il 4 luglio 2003. A questo punto, sono stato contattato da un dirigente Telecom, che mi ha chiesto se andava tutto bene e se poteva ritenere nulle le precedenti raccomandate e fax, con minacce di risarcimento danni. Alla mia richiesta di detrarmi dalle successive bollette le connessioni effettuate nel periodo maggio, giugno e luglio, avendo comunicato le mie intenzioni nella raccomandata, questa persona mi ha intimato di pagare comunque tutte le bollette e di rivolgermi al 187 (cosa inutile) per eventuali risarcimenti. Chiamando al 187, mi hanno risposto che loro no si occupavano di risarcimenti e che dovevo contattarli tramite raccomandata AR. Ora, mi e' arrivata la bolletta con le connessioni analogiche effettuate in quel periodo, che io non intendo pagare. Posso rivalermi su Telecom, avendoli messi in mora e richiedere un risarcimento danni, perlomeno relativo alle chiamate internet analogiche?
Distinti Saluti
Il testo della stessa recita: Il sottoscritto chiede l'attivazione del contratto ADSL e la risoluzione dei problemi relativi alla stessa sull'utenza telefonica n° xxx/xxx di cui e' titolare, entro e non oltre i 15 gg. dalla data di ricevimento del presente comunicato. Il tipo di abbonamento da me richiesto gia' dal nel mese di Dicembre 2002 e tuttora non attivato, fa capo al profilo denominato "Alice ADSL Flat", senza modem ed accessori in comodato, con pila protocollare di tipo Ethernet (PPPoE), per un costo mensile complessivo di ¤ 36, 95 IVA inclusa. Nel caso in cui non si risolvesse la procedura di attivazione, continuando a tenere la mia linea bloccata per quanto riguarda l'attivazione di una connessione a banda larga da parte di altro operatore (mettendovi in tal caso in condizione di monopolio), la presente, sin da ora, vi costituisce in formale mora, a tutti gli effetti di legge, per ogni ulteriore ed eventuale spesa che dovro' sostenere per l'attivazione della stessa ADSL o di altra forma di connessione a banda larga diversa dall'ADSL da voi attualmente bloccata (fibra ottica, connessione satellitare, ecc.) incluse le spese di connessione tramite modem su linea analogica che andro' ad affrontare per l'accesso ad Internet. Per cui, in caso di mancato rispetto dei suddetti termini, adiro', senz'altro indugio ed avviso, le competenti autorita' giudiziarie per la tutela dei miei diritti di utente e consumatore.
Distinti saluti.
Come riportato in tale comunicazione, nel bimestre in oggetto (maggio, giugno) come nei precedenti ho dovuto connettermi ad internet con modem analogico, spendendo un capitale. L'attivazione e' stata eseguita quasi un mese dopo, ovvero il 4 luglio 2003. A questo punto, sono stato contattato da un dirigente Telecom, che mi ha chiesto se andava tutto bene e se poteva ritenere nulle le precedenti raccomandate e fax, con minacce di risarcimento danni. Alla mia richiesta di detrarmi dalle successive bollette le connessioni effettuate nel periodo maggio, giugno e luglio, avendo comunicato le mie intenzioni nella raccomandata, questa persona mi ha intimato di pagare comunque tutte le bollette e di rivolgermi al 187 (cosa inutile) per eventuali risarcimenti. Chiamando al 187, mi hanno risposto che loro no si occupavano di risarcimenti e che dovevo contattarli tramite raccomandata AR. Ora, mi e' arrivata la bolletta con le connessioni analogiche effettuate in quel periodo, che io non intendo pagare. Posso rivalermi su Telecom, avendoli messi in mora e richiedere un risarcimento danni, perlomeno relativo alle chiamate internet analogiche?
Distinti Saluti
Risposta ADUC
deve pagare se vuole mantenere la linea, che in caso contrario le verra' staccata (a meno che non sia disposto a stare con la linea staccata sino alla fine del contenzioso). Potrebbe pero' agire in giudizio per il rimborso del danno, non essendo stato rispettato il termine che lei ha dato. Tenga comunque presente che un ritardo di meno di 15 gg rispetto al termine intimato non e' gran cosa (puo' ritenersi piuttosto soddisfatto, in quanto la raccomandata A/R e' stata comunque risolutiva) pertanto non puo' aspettarsi un gran rimborso. Ma quella che e' la spesa maggiore che ha dovuto sostenere rispetto a quanto avrebbe speso in caso il servizio fosse stato attivo, se vuole sicuramente puo' richiederla, rivolgendosi pertanto al giudice di pace.
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