Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
30 agosto 2003
Gentilissimi signori, sono a chiedervi aiuto.
L'amministrazione comunale del ns. comune ha deciso di avviare un condono per quanto riguarda la tassa sui rifiuti solidi urbani che andrebbe a "sanare" gli anni 1999, 2000, 2001, 2002 in funzione di regole nuove che codesto comune ha ritenuto opportuno applicare con effetto retroattivo (?!).
Secondo il comunicato emanato, si legge che verranno assoggettati a tassazione (con effetto retroattivo) anche i box, le cantine, le taverne, i disimpegni, le scale interne, le coperture esterne (tipo tettoie) con la stessa quota a mq finora applicata ai mq di abitazione calpestabile.
Dal momento che, se cosi' fosse obbligatorio fare, vedrei piu' che raddoppiare la tassa annuale per questo "servizio", vorrei porvi tre domande: 1 - E' legale far pagare questa tassa (stessa tariffa al mq) anche su superfici non abitate? E, se lo e', dove posso trovare i termini di legge che pretendono questo?
2 - Visto che all'atto del rilascio dell'abitabilita' della casa (1993) le regole non erano queste (a suo tempo ho dovuto compilare un modulo di dichiarazione che attestava la superficie tassata - l'ha richiesta espressamente il comune!) e non mi e' mai stato notificato nulla in tal senso, vorrei sapere se l'amministrazione puo' pretendere l'adesione a questo condono con regole nuove anche per gli anni passati?
3 - Si richiede la presentazione della domanda completa di alcuni allegati, a mio giudizio non dovuti quali ad esempio le piantine in scala di tutti i locali occupati (compresi box e cantine); sono tenuto a fornire questa documentazione anche se mi e' stata rilasciata da loro stessi al momento della concessione edilizia? Sono le stesse che hanno loro!!!
Per completare l'informazione vi fornisco i riferimenti alle leggi che sono state citate nel comunicato:
- art. 13 della legge n. 289/2002 (finanziaria 2003).
- D. LGS 507/1993 e succ. mod.
Ringraziando anticipatamente per un vs. supporto all'argomento, porgo cordiali saluti.
L'amministrazione comunale del ns. comune ha deciso di avviare un condono per quanto riguarda la tassa sui rifiuti solidi urbani che andrebbe a "sanare" gli anni 1999, 2000, 2001, 2002 in funzione di regole nuove che codesto comune ha ritenuto opportuno applicare con effetto retroattivo (?!).
Secondo il comunicato emanato, si legge che verranno assoggettati a tassazione (con effetto retroattivo) anche i box, le cantine, le taverne, i disimpegni, le scale interne, le coperture esterne (tipo tettoie) con la stessa quota a mq finora applicata ai mq di abitazione calpestabile.
Dal momento che, se cosi' fosse obbligatorio fare, vedrei piu' che raddoppiare la tassa annuale per questo "servizio", vorrei porvi tre domande: 1 - E' legale far pagare questa tassa (stessa tariffa al mq) anche su superfici non abitate? E, se lo e', dove posso trovare i termini di legge che pretendono questo?
2 - Visto che all'atto del rilascio dell'abitabilita' della casa (1993) le regole non erano queste (a suo tempo ho dovuto compilare un modulo di dichiarazione che attestava la superficie tassata - l'ha richiesta espressamente il comune!) e non mi e' mai stato notificato nulla in tal senso, vorrei sapere se l'amministrazione puo' pretendere l'adesione a questo condono con regole nuove anche per gli anni passati?
3 - Si richiede la presentazione della domanda completa di alcuni allegati, a mio giudizio non dovuti quali ad esempio le piantine in scala di tutti i locali occupati (compresi box e cantine); sono tenuto a fornire questa documentazione anche se mi e' stata rilasciata da loro stessi al momento della concessione edilizia? Sono le stesse che hanno loro!!!
Per completare l'informazione vi fornisco i riferimenti alle leggi che sono state citate nel comunicato:
- art. 13 della legge n. 289/2002 (finanziaria 2003).
- D. LGS 507/1993 e succ. mod.
Ringraziando anticipatamente per un vs. supporto all'argomento, porgo cordiali saluti.
Risposta ADUC
la retroattivita' potrebbe contestarla, in caso (e ci pare strano) si tratti di una vera retroattivita' (ossia che ad oggi venga introdotta una norma in merito all'applicabilita' per gli anni passati). Una tale delibera, potrebbe -entro 60 gg dalla pubblicazione- essere opposta davanti al Tar.
Invece, se il concetto e' diverso (in occasione del passaggio da tassa a tariffa il suo Comune ha deciso di chiudere le posizioni Tarsu, proponendo un condono per fare prima) ma non sulla base di una NUOVA legge, bensi' su quella vecchia, allora non ci sono vere contestazioni. Cio', in quanto -salve rare sentenze di alcuni anni fa, immediatamente sorpassate- anche tali superfici sono ritenute soggette a Tarsu.
Il punto che non ci convince, pertanto, e' che il Comune precedentemente avesse una normativa tendente ad escludere la tassazione di tali superfici: che abbia accettato i dati senza veirifcarli e' credibile, ma che avesse escluso con delibera la tassabilita', sarebbe strano. Eppure, questo sarebbe l'unico punto di contestazione.
Per cio' che concerne la documentazione, non e' che gliela abbiano fornita loro (e' stato il tecnico che l'ha depositata: il progettista. Loro l'avevano semplicemente acquisita) si consiglia di recarsi all'Ufficio Tecnico e di verificare il suo fascicolo, in quanto potrebbe anche risolvere la questione di persona, verificando quali documenti effettivamente servano.
Invece, se il concetto e' diverso (in occasione del passaggio da tassa a tariffa il suo Comune ha deciso di chiudere le posizioni Tarsu, proponendo un condono per fare prima) ma non sulla base di una NUOVA legge, bensi' su quella vecchia, allora non ci sono vere contestazioni. Cio', in quanto -salve rare sentenze di alcuni anni fa, immediatamente sorpassate- anche tali superfici sono ritenute soggette a Tarsu.
Il punto che non ci convince, pertanto, e' che il Comune precedentemente avesse una normativa tendente ad escludere la tassazione di tali superfici: che abbia accettato i dati senza veirifcarli e' credibile, ma che avesse escluso con delibera la tassabilita', sarebbe strano. Eppure, questo sarebbe l'unico punto di contestazione.
Per cio' che concerne la documentazione, non e' che gliela abbiano fornita loro (e' stato il tecnico che l'ha depositata: il progettista. Loro l'avevano semplicemente acquisita) si consiglia di recarsi all'Ufficio Tecnico e di verificare il suo fascicolo, in quanto potrebbe anche risolvere la questione di persona, verificando quali documenti effettivamente servano.
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