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Cara ADUC

Lettera del consumatore

18 luglio 2003
Domanda 18 luglio 2003
Illustre Associazione, mi chiamo xxxxx ho 31 anni e Le scrivo per esprimere il mio disappunto nei riguardi di cio' che mi sta capitando. Sto acquistando una casa di cui ho gia' firmato il contratto preliminare e versato, quindi, l'acconto del 20%; per l'importo rimanente ho dovuto ri-chiedere, purtroppo, un mutuo ipotecario. Sapendo che con il mio contratto di lavoro, un co.co.co di circa 2 anni presso una grande azienda di telecomunicazioni con un netto mensile di 1240, 00 euro, non avrei preso un euro mi sono premunito trovando un garante, la mia futura suocera, che ha 54 anni ed e' insegnante di ruolo da piu' di trenta percependo 1450, 00 euro netti mensili e facendo cointestare il mutuo alla figlia e mia fidanzata che e' un medico specializzando presso il Policlinico Umberto I di Roma percependo circa 970, 00 euro netti mensili.
Conoscendo la mia situazione particolare, ho scritto a 12 istituti di credito illustrando nel dettaglio la posizione in cui mi trovavo per evitare perdite di tempo reciproche e ribadendo che soltanto qualora ci fosse stata la possibilita' di ricevere il mutuo richiesto avrei voluto essere contattato. Ma, malgrado le mie precisazioni, non e' stato cosi'. Non considerando che la maggior parte delle banche mi ha consigliato di recarmi in filiale e tralasciando il particolare che l'unica banca che non mi ha risposto e' quella dove sono correntista da alcuni anni, quattro banche mi hanno richiesto tutti i documenti possibili e immaginabili illudendomi a parole sulla fattibilita' della mia richiesta. Tuttavia, nonostante fossi stato chiaro nel voler essere contattato soltanto quando si fosse concretizzata una reale possibilita' di accedere al finanziamento, la risposta degli istituti di credito e' stata negativa in tutti e quattro i casi. Le motivazioni del diniego erano legate soprattutto alla temporaneita' del mio contratto di lavoro e, in un caso, alla non appartenenza del garante al mio stesso nucleo familiare (al sentire questa motivazione non ho potuto fare a meno di ridere).
Con questa lettera non voglio protestare ma soltanto sollevare un problema: l'impossibilita' del ricorso al credito da parte di persone che si trovano nella mia stessa situazione. Sebbene io lavori ininterrottamente dal 1998 con diversi contratti "atipici", il cointestatario del mutuo e' un medico ed il garante e' un impiegato statale, tutte le banche mi hanno "sbattuto" la porta in faccia. Purtroppo, quest'ordine di cose e' generato dal sistema in cui viviamo, un sistema sempre piu' imperniato sulla flessibilita' del lavoro, del profitto a tutti i costi e del pullulare di ogni sorta di contratto di lavoro atipico. Rimango inorridito quando nella lettura della legge Biagi escono fuori parole come lavoro a chiamata, lavoro temporaneo, lavoro accessorio e a prestazioni ripartite che, unitamente ai contratti di co. co. co e di lavoro interinale, raggiungono si' l'obiettivo della flessibilita' del lavoro ma, nel contempo, generano il non trascurabile problema dell'insicurezza sociale. Quindi, non dobbiamo meravigliarci se nel nostro "bel paese" il tasso di natalita' e' al di sotto dello zero, le coppie che arrivano al matrimonio superano nella maggior parte dei casi i trenta anni, i dipendenti lavorano per pagare la pensione ad una popolazione sempre piu' anziana, le banche continuano a non dare soldi a chi ne ha realmente bisogno e, ahime', l'usura e' un problema sempre piu' attuale.
Nel ringraziarLa per l'attenzione prestata e nell'attesa di una gradita risposta colgo l'occasione per porgere i miei piu' cordiali saluti.

Risposta ADUC
non avrebbero avuto motivo di farle perdere tempo e perderlo a propria volta, se non avessero realmente voluto valutare la possibilita' di erogarle il mutuo. Questo, in quanto non c'e' stato un guadagno da parte loro. Pertanto, non crediamo che il comportamento sia stato intenzionale per farle perdere tempo.
Tenga pero' presente anche un'altra cosa: ottenere un finanziamento non e' un diritto, ma una possibilita' contrattuale. In questo, poco c'entra l'una legge o l'altra. Quello che conta e' che per prestare soldi le banche (che sono imprese e non societa' di mutuo soccorso) esigono garanzie adeguate. Se concedono troppi pochi mutui e finanziamenti, stipulando cosi' pochi contratti, e' una loro scelta. Tra l'altro, neanche troppo intelligente, in quanto l'eccessiva paura blocca il sistema. Sicuramente lavori piu' sicuri darebbero maggiore sicurezza; tuttavia e' anche vero che e' meglio avere la possibilita' di incarichi lavorativi atipici che null'altro. Vorra' dire che i lavoratori atipici non otterranno mutui, ma almeno avranno lo stipendio per vivere, che e' molto di piu' quanto non possa aspettarsi un disoccupato. In ogni modo, tutto e' relativo: infatti, ogni caso e' a se' e dipende poi dalle persone specifiche.
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