Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
21 giugno 2003
Ho ristrutturato parzialmente, affidando i lavori ad un amico architetto, un appartamento. Il problema che debbo risolvere concerna l'installazione dell'aria condizionata. La cosa va avanti da 1 anno. Un anno fa infatti (luglio 2002) viene installato nell'appartamento, dove vivo, un primo impianto di condizionamento. Subito mi accorgo e contesto il funzionamento difettoso: assolutamente incapace di raffreddare l'ambiente. Tale difetto e' stato poi riconosciuto, dandomi ragione, dalla stessa Casa costruttrice (giapponese), attraverso una lettera all'installatore, di cui il mio amico architetto ha copia.
Della prima "macchina" (nuova) difettosa non ho notizie (se sia stata ritirata dalla casa o altro). In ogni caso non e' piu' in mio possesso.
Inizio maggio 2003: l'installatore, d'intesa con me e l'architetto, procede ad installare un'altra macchina, anche questa "nuovissima" sempre della stessa casa. Neppure questa funziona...!
A meta' maggio, con l'architetto, adoperando termometri, facciamo tutte le prove possibili: neppure quest'impianto refrigera.
L'installatore, dopo un paio di giorni dalla prova, ed accompagnato dall'architetto a casa mia, procede allo smontaggio della macchina, di cui pertanto ritorna in possesso...
Conclusioni: ho pagato circa 4500 euro 1 anno fa per l'impianto. Un impianto che ora "non c'e'".
I soldi sono stati dati dal mio amico architetto (di cui ho fiducia assoluta) all'installatore, subito e in base alla fiducia che intercorreva tra di loro (ora molto meno!).
Ho atteso circa 1 anno che l'installatore verificasse con la Casa produttrice i difetti della prima macchina.
La seconda che e' stata installata non va e l'installatore se l'e' ripresa. Pertanto io non alcun "bene" a fronte dei 4500 euro (ovviamente non ci sono fatture...).
L'installatore si rifiuta di restituire i soldi, o all'architetto o a me direttamente. Ho anche proposto, come giusto, che trattenesse l'equivalente della mano d'opera, ma restituisse il valore del macchinario!
Quali azioni (anche legali) posso intraprendere per rientrare in possesso dei soldi, sapendo che non ho carte in mano se non la testimonianza del mio amico architetto?
Della prima "macchina" (nuova) difettosa non ho notizie (se sia stata ritirata dalla casa o altro). In ogni caso non e' piu' in mio possesso.
Inizio maggio 2003: l'installatore, d'intesa con me e l'architetto, procede ad installare un'altra macchina, anche questa "nuovissima" sempre della stessa casa. Neppure questa funziona...!
A meta' maggio, con l'architetto, adoperando termometri, facciamo tutte le prove possibili: neppure quest'impianto refrigera.
L'installatore, dopo un paio di giorni dalla prova, ed accompagnato dall'architetto a casa mia, procede allo smontaggio della macchina, di cui pertanto ritorna in possesso...
Conclusioni: ho pagato circa 4500 euro 1 anno fa per l'impianto. Un impianto che ora "non c'e'".
I soldi sono stati dati dal mio amico architetto (di cui ho fiducia assoluta) all'installatore, subito e in base alla fiducia che intercorreva tra di loro (ora molto meno!).
Ho atteso circa 1 anno che l'installatore verificasse con la Casa produttrice i difetti della prima macchina.
La seconda che e' stata installata non va e l'installatore se l'e' ripresa. Pertanto io non alcun "bene" a fronte dei 4500 euro (ovviamente non ci sono fatture...).
L'installatore si rifiuta di restituire i soldi, o all'architetto o a me direttamente. Ho anche proposto, come giusto, che trattenesse l'equivalente della mano d'opera, ma restituisse il valore del macchinario!
Quali azioni (anche legali) posso intraprendere per rientrare in possesso dei soldi, sapendo che non ho carte in mano se non la testimonianza del mio amico architetto?
Risposta ADUC
le consiglieremmo -prima che decorra l'anno- d'inviare una raccomandata A/R di messa in mora all'installatore, facendo presente il vizio di produzione originario del primo impianto, intimando di provvedere alla consegna dell'impianto definitivo in sostituzione entro e non oltre 15 gg, dando avviso che in caso contrario adira' le vie legali. Potra' in seguito rivolgersi al giudice di pace per una conciliazione (il contenzioso, se necessario, sara' invece in Tribunale).
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