Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
22 maggio 2003
Mi rivolgo a Voi per avere un aiuto a risolvere il mio problema, sono anni che ritengo di subire un ingiustizia, ora sono arrivato al massimo della disperazione ed e' per questo motivo che mi sono deciso ad esporre il mio caso a quanti possano darmi una risposta.
Nel 2001 sono entrato in pieno possesso di un appartamento di cui ero il nudo proprietario e nel 1987 previo permesso dell'allora usufruttuario e dovendomi sposare contattavo l'inquilino invitandolo ad un accordo (allora potevo permettermi in quanto lavoravo) affinche' lasciasse il suddetto ma quest'ultimo si rifiuto'. Cosi', consigliato da un legale intraprendemmo un azione giudiziaria iniziata il 1988 e terminata il 1989 con condanna dell'inquilino riconoscendo la cessata locazione per il 31/12/1987 e fissando l'esecuzione per l'08/06/1990; da allora furono messi in atto tutti gli adempimenti di legge. Purtroppo in quegli anni, ed in una citta' come Napoli, reperire alloggi era veramente difficoltoso, dovetti andare ad abitare fuori citta' con grosso dispendio di denaro e salute e questo fu uno dei motivi del "non matrimonio". Inutili le graduatorie presso la Prefettura, svariati accessi furono fatti dall'Uff. Giud. ma mai sortivano risultati in quanto gli organi preposti non avevano forza e volonta' (politica?) a far rispettare cio' che un Tribunale aveva ordinato.
Intanto sono passati tredici anni sempre nella speranza che prima o poi tutto si sarebbe risolto, ma il tutto e' peggiorato in quanto l'inquilino e' divenuto detentore di diritti in virtu' della Legge Vigente ed io non posso altro che attendere che lo Stato Italiano si decida a prendere serie misure per questo problema. Nel momento attuale sono disoccupato ed invalido, ho subito da poco un trapianto al cuore e si sono aggiunti anche problemi psicologici, vivo in una stanzetta presso mia madre e cosa veramente assurda, il "signor inquilino" che con la moglie prendono una giusta pensione, una figlia che lavora, paga solo 140 euro per un appartamento che certamente ne vale di piu', ed io devo sobbarcarmi di tasse, ici, avvocato, spese di tribunale etc. soldi che in questo momento con i miei problemi fisici non ho la possibilita' di reperire.
Mi sento come un impiccato che attende la stretta definitiva della corda, corda che credo venga tirata proprio da chi dovrebbe far rispettare la Legge. Disilluso e tradito da una Costituzione Italiana dove la liberta' non e' per tutti.
Nel 2001 sono entrato in pieno possesso di un appartamento di cui ero il nudo proprietario e nel 1987 previo permesso dell'allora usufruttuario e dovendomi sposare contattavo l'inquilino invitandolo ad un accordo (allora potevo permettermi in quanto lavoravo) affinche' lasciasse il suddetto ma quest'ultimo si rifiuto'. Cosi', consigliato da un legale intraprendemmo un azione giudiziaria iniziata il 1988 e terminata il 1989 con condanna dell'inquilino riconoscendo la cessata locazione per il 31/12/1987 e fissando l'esecuzione per l'08/06/1990; da allora furono messi in atto tutti gli adempimenti di legge. Purtroppo in quegli anni, ed in una citta' come Napoli, reperire alloggi era veramente difficoltoso, dovetti andare ad abitare fuori citta' con grosso dispendio di denaro e salute e questo fu uno dei motivi del "non matrimonio". Inutili le graduatorie presso la Prefettura, svariati accessi furono fatti dall'Uff. Giud. ma mai sortivano risultati in quanto gli organi preposti non avevano forza e volonta' (politica?) a far rispettare cio' che un Tribunale aveva ordinato.
Intanto sono passati tredici anni sempre nella speranza che prima o poi tutto si sarebbe risolto, ma il tutto e' peggiorato in quanto l'inquilino e' divenuto detentore di diritti in virtu' della Legge Vigente ed io non posso altro che attendere che lo Stato Italiano si decida a prendere serie misure per questo problema. Nel momento attuale sono disoccupato ed invalido, ho subito da poco un trapianto al cuore e si sono aggiunti anche problemi psicologici, vivo in una stanzetta presso mia madre e cosa veramente assurda, il "signor inquilino" che con la moglie prendono una giusta pensione, una figlia che lavora, paga solo 140 euro per un appartamento che certamente ne vale di piu', ed io devo sobbarcarmi di tasse, ici, avvocato, spese di tribunale etc. soldi che in questo momento con i miei problemi fisici non ho la possibilita' di reperire.
Mi sento come un impiccato che attende la stretta definitiva della corda, corda che credo venga tirata proprio da chi dovrebbe far rispettare la Legge. Disilluso e tradito da una Costituzione Italiana dove la liberta' non e' per tutti.
Risposta ADUC
possiamo solo consigliarle di rivolgersi al Difensore Civico per quanto concerne la possibilita' di rientrare in graduatorie: per quanto invece attiene il problema specifico, possiamo anche suggerire di rivolgersi ad associazioni della proprieta' edilizia, ma non ci risultano particolari adempimenti per "forzare" la mano al Prefetto.
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