Martedì 9 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

15 novembre 2002
Domanda 15 novembre 2002
Spett. le ADUC, quale gestore di una autorimessa adibita a parcheggio pubblico, mi trovo spesso ad avere a che fare con un problema di difficile soluzione e di fronte al quale, dai miei superiori non ho mai ricevuto risposte convincenti. In seguito alla installazione di un sistema automatico di accesso al parcheggio e controllo delle soste, ci e' stata fornita una cassa automatica con la quale vengono esatte le frazioni di sosta facendo leggere il ticket di ingresso a banda magnetica ad uno scanner, senza lettura manuale del tempo trascorso, con successiva emissione di uno scontrino (non fiscale) contenente in prezzo pagato e da utilizzarsi, oltre che per ricevuta generica, anche per sollevare la sbarra all'uscita. Questo sistema, adottato oggi da molti parcheggi a pagamento permette di evitare la tenuta del registratore di cassa fiscale avvalendosi del D. P. R. 21/12/96 n. 696 - art. 2 - comma 28 (operazioni non soggette all'obbligo di certificazione). Purtroppo pero', in tal modo si permette solo la lettura automatica del biglietto, senza l'intervento di calcolo manuale dell'operatore, nel qual caso l'operazione esulerebbe da quanto descritto nel testo di legge, obbligando l'uso del registratore di cassa fiscale. Per tale motivo in caso di smarrimento del ticket di ingresso da parte di un utente, non vi e' altro modo di calcolare il corrispettivo tramite l'opzione "biglietto smarrito" esistente sul software di gestione. Il problema e' che tale opzione comporta una spesa abbastanza salata, pari ad una giornata intera di sosta e la scelta "biglietto smarrito" non permette alcuna operazione manuale di sconto. Preciso che abbiamo provveduto di rendere nota la cosa mediante cartelli affissi in tutto il parcheggio e scritti a caratteri cubitali.
Naturalmente tutte le volte che un utente si trova costretto al pagamento dell'intera giornata di sosta, avendo magari parcheggiato per poche ore, sono discussioni a non finire. In un caso pero' un utente, informandoci di avere gettato per strada il ticket di ingresso ritenendolo, a suo dire, inutile, si e' rifiutato di pagare la tariffa maggiorata. Non volendo sentire ragioni e, anzi, avendo iniziato a dare in escandescenze di fronte al altri clienti apostrofando in nostro comportamento come "un furto", ci ha chiesto di farlo uscire senza che dovesse pagarci alcunche'. Non sapendo che pesci prendere, vista la piega che avevano preso le cose, ho deciso di far uscire il cliente, prendendogli il numero di targa per una successiva identificazione (lui si e' rifiutato di fornire le generalita') pur sapendo che avviare una pratica di ricerca al PRA e una successiva azione legale per soli 13,00 Euro sarebbe ridicolo.
Chiedo quindi cosa e' possibile fare in un caso come questo o, genericamente, nel caso in cui un cliente si rifiuta di pagare il corrispettivo dovuto per il servizio offerto, considerando che nella nostra attivita' non e' possibile esercitare il diritto di ritenzione. Grazie.




Risposta ADUC
suggeriamo di chiamare polizia o carabinieri per prendere le generalita', in quanto il comportamento e' scorretto. Si puo' contestare il fatto che non e' possibile prendere visione dell'effettiva ora di entrata delle singole autovetture, ma in caso cio' non fosse materialmente eseguibile e nel caso le regole contrattuali risultassero espressamente visibili nei locali, la contestazione dell'utente e' -in questi termini- infondata.

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