Domenica 7 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

25 ottobre 2002
Domanda 25 ottobre 2002

Spett. le Redazione, sono stato, purtroppo, vittima di uno spiacevole episodio accaduto preso l'ipermercato Panorama del Centro Commerciale "I Gigli" di Campi Bisenzio dove mi ero recato, in compagnia di un amico, per acquistare uno stereo per la mia camera.
Dopo aver valutato i vari pezzi esposti a prezzo pieno, ho visionato anche esposti a prezzi super scontati perche' erano quelli "da esposizione". La mia scelta era caduta su un modello della Pioneer, privo di scatola, garanzia (nessuno sapeva dirmi se funzionava), telecomando, cavo di alimentazione ed ammaccato in vari punti messo in vendita ad un prezzo irrisorio.
Dopo aver chiesto al personale del reparto ragguagli sul prezzo, mi e' stato confermato che, come avviene per legge in Italia, il prezzo di vendita e' quello apposto sull'apparecchio.
Sono riuscito a comprare il bene al prezzo indicato chiaramente sull'etichetta? No.
Inizialmente, il capo area mi hanno chiesto di rinunciare all'acquisto perche' il prezzo attaccato all'oggetto era inferiore a quello che avrebbero voluto praticare e che, nel caso in cui l'avessi comprato, avrebbero licenziato il lavoratore per aver commesso l'errore. Ho spiegato al capo area che non credo che un lavoratore (chi tra i mille di Panorama?) possa essere licenziato per un errore simile. Dopo questa mia osservazione si e' corretto dicendomi che, per questa volta, avrebbero provveduto a detrarre la differenza dalla sua busta paga.
Nel frattempo gli addetti del reparto hanno controllato la veridicita' dell'abbinamento bene-prezzo ed hanno nuovamente confermato quello che vi era scritto.
Il capo area mi ha proposto di ripassare il giorno successivo per chiarire, nel frattempo le responsabilita' interne. Io ho risposto che volevo solo pagare il prezzo esposto senza dover ripassare nuovamente. Il capo area ha detto che avrei potuto farlo e che se c'era stato un errore era addebitabile solo a loro autorizzando la cassiera ad emettere lo scontrino Solo allora e' intervenuto quello che presumo essere un dirigente del punto vendita che mi ha detto in maniera sgarbata che quell'oggetto non lo avrebbe venduto al prezzo esposto perche' troppo basso impedendomi fisicamente di pagare il prezzo del bene adducendo una serie di motivazioni a dir poco pittoresche. Tra queste: pagando avrei causato il licenziamento del lavoratore che aveva commesso l'errore (gia' due persone diverse dicono la stessa cosa: preoccupante!), il prezzo non corrisponde all'oggetto in vendita, il prezzo e' troppo basso e cose simili, senza sapermi fornire quale sarebbe stato il prezzo che avrebbe voluto praticare.
Ho chiesto gentilmente di mettere per iscritto quello che aveva detto e che, soprattutto, quello stereo era etichettato con quel prezzo e che lui aveva scelto di non metterlo in vendita, ma ha, ovviamente, rifiutato di farlo.
A quel punto ho dovuto forzatamente rinunciare all'acquisto e sono uscito amareggiato ed umiliato per aver ricevuto un trattamento a dir poco scortese da questa persona che si e' guardata bene da presentarsi con nome e cognome.
Esiste ancora la regola che il prezzo esposto e' quello di vendita? Deve essere il consumatore a subire gli errori commessi da un ipermercato?
Stupito della vicenda, spero di essere l'unico ad aver avuto questa esperienza.




Risposta ADUC
e' vero che il prezzo da pagare e' quello esposto, ma se il prezzo e' errato e prima dell'acquisto viene comunicato al cliente, non c'e', di fatto, alcuna irregolarita' sostanziale, conseguentemente alcuna contestazione da avanzare.
Pur concordando con la poca chiarezza di comportamento riscontrato.

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