Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
30 agosto 2002
Vi racconto cosa mi e' successo ieri: A causa di una improvvisa necessita' di denaro decido di impegnare per un breve periodo alcuni gioielli, mi reco c/o l'Azienda dei Presti di Firenze gestita dalla Cassa di Risparmio portando 3 anelli con brillanti del valore commerciale di oltre 12 milioni.
Il perito dell'azienda dopo avere esaminato gli oggetti mi dice che mi possono prestare 410 euro, mi metto a ridere e chiedo spiegazioni pensando anche di essere stato imbrogliato, a suo tempo, dal gioielliere che mi aveva venduto gli anelli.
Il perito invece conferma il valore commerciale (12 milioni) aggiungendo anche "i brillanti sono molto bellini" e dopo essersi rifiutato di spiegare in base a quali parametri erogano i prestiti(dice "sono parametri nostri") aggiunge "dobbiamo tenere conto che poi ci sono gli interessi e noi in caso di mancato riscatto dobbiamo venderli zan zan".
Riprendo le mie cose e me ne vado.
Non sono riuscito a trovare il testo della legge che regola i Monti dei Pegni, ma da quello che sono riuscito a capire mi sembra che operano con particolari agevolazioni (sicuramente senza concorrenza 1 in ogni citta') in quanto dovrebbero offrire un servizio di pubblica utilita' erogando velocemente prestiti a chi non puo' o non vuole rivolgersi al normale sistema del credito.
Mi sembra che questo pubblico servizio sia di fatto negato in quanto un prestito di 800 mila lire a fronte di 12 milioni di garanzie reali mi sembra veramente risibile e, ma non ne sono sicuro, contrario alla legge, avrebbero piuttosto potuto negarlo adducendo magari dubbi sulla lecita provenienza degli oggetti.
Vorrei sapere se esistono gli estremi per potere presentare un esposto.
Grazie
Il perito dell'azienda dopo avere esaminato gli oggetti mi dice che mi possono prestare 410 euro, mi metto a ridere e chiedo spiegazioni pensando anche di essere stato imbrogliato, a suo tempo, dal gioielliere che mi aveva venduto gli anelli.
Il perito invece conferma il valore commerciale (12 milioni) aggiungendo anche "i brillanti sono molto bellini" e dopo essersi rifiutato di spiegare in base a quali parametri erogano i prestiti(dice "sono parametri nostri") aggiunge "dobbiamo tenere conto che poi ci sono gli interessi e noi in caso di mancato riscatto dobbiamo venderli zan zan".
Riprendo le mie cose e me ne vado.
Non sono riuscito a trovare il testo della legge che regola i Monti dei Pegni, ma da quello che sono riuscito a capire mi sembra che operano con particolari agevolazioni (sicuramente senza concorrenza 1 in ogni citta') in quanto dovrebbero offrire un servizio di pubblica utilita' erogando velocemente prestiti a chi non puo' o non vuole rivolgersi al normale sistema del credito.
Mi sembra che questo pubblico servizio sia di fatto negato in quanto un prestito di 800 mila lire a fronte di 12 milioni di garanzie reali mi sembra veramente risibile e, ma non ne sono sicuro, contrario alla legge, avrebbero piuttosto potuto negarlo adducendo magari dubbi sulla lecita provenienza degli oggetti.
Vorrei sapere se esistono gli estremi per potere presentare un esposto.
Grazie
Risposta ADUC
riteniamo di no in quanto i parametri per la determinazione del prestito sono in effetti aleatori: la contestazione non dovrebbe vertere su quanto viene offerto, bensi' su interessi e spese previste, ove irregolari. Ad ogni modo, un esposto non e' pericoloso: se crede puo' presentarlo, chiedendo di valutare se possano o meno esservi gli estremi di un illecito.
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