Domenica 7 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

17 luglio 2002
Domanda 17 luglio 2002
Mi chiamo Mario, ai primi di giugno del corrente anno, con telefonata al 187 chiedevo di disdire il mio abbonamento isdn per cambiarlo con linea analogica. L'addetto mi prospettava la possibilita' di avere una linea adsl con attivazione gratuita ed al prezzo fisso di 30 euro senza limitazioni di tempo, facendomi capire che il costo era quello della linea analogica e basta. sopo pochi giorni presso la mia abitazione e' venuto un tecnico che, con difficolta' mi ha installato il modem fornito dalla telecom. Dopo un solo giorno d'uso mi e' saltato il sistema operativo con perdita di tutti i dati. Da allora, e cioe' da oltre un mese, non ho mai usato il servizio. ho telefonato piu' volte al 187 per disdire l'abbonamento, dopo aver saputo che l'adsl era un costo aggiuntivo alla linea analogica. Non ho potuto fare disdetta scritta poiche' non sono riuscito ad avere l'indirizzo a cui spedirla. Oggi, 15/07/02. ho ricevuto la lettera con le condizioni del contratto, diventato definitivo perche' non disdetto entro 30 giorni dall'attivazione. La lettera e' datata 02/07/02. Nel contratto c'e' scritto che anche se invio oggi la disdetta, nell'intestazione vi e' l'indirizzo dell'unita' territoriale, saro' comunque costretto a pagare per 12 mesi.
Vi chiedo se: 1) e' lecito o legale quanto avvenuto, considerato che le informazioni ricevute dal 187 sono diverse da quelle scritte in contratto.
2) cosa devo fare per disdire il contratto da me mai firmato, senza essere costretto a pagare 12 mesi: 3) cosa devo fare per chiedere i danni per la perdita sei dati del mio computer.

Risposta ADUC
non avendo utilizzato il servizio e non essendo stato ancora sottoscritto il contratto, potrebbe cavarsela: infatti, dovrebbe inviare adesso una raccomandata A/R, specificando che in assenza di conferma scritta in merito al prosieguo automatico al termine del periodo di prova, si deve far valere (a dimostrazione dell'intenzione di non proseguire il rapporto) il mancato utilizzo del servizio oltre il mese concordato, facendo presente quanto dettole dall'operatore (a livello indicativo) e conseguentemente diffidando dal reiterare indebite richieste -rivolgendosi poi al giudice di pace (per una conciliazione, come primo passo).
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