Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
5 dicembre 2001
Contratto prestazioni di servizi.
Spett.le Aduc, vi scrivo per un problema riscontrato in data 4.12.2001, sul servizio in base ad un contratto da me sottoscritto, nel mio ufficio, e relativo a delle prestazioni di visure (camerali, catastali e di protesti) on.line, oltre alla possibilita' di ottenere delle informazioni legislative e giurisprudenziali su temi riguardanti la mia attivita'. Il servizio mi è stato spiegato suddividendo il costo totale dell'adesione (Lit. 2.640.000) come segue:
- Lit. 640.000 per l'abbonamento al servizio di ricerca legislativo, giurisprudenziale;
- Lit. 2.000.000 come credito a disposizione per le varie operazioni di visure e servizi personaizzati.
Il contratto l'ho stottoscritto in data 29.11.2001, la persona che me l'ha proposto mi aveva assicurata che i costi delle visure erano di gran lunga convenienti rispetto a quelli che avrei sostenuto nel recarmi personalmente presso i vari uffici per ottenere le visure.
Spiegandomi che il costo materiale delle visure è cosi' (basso) conveniente proprio perchè la societa' di servizi, raggruppando un pacchetto clienti di dimensioni notevoli, poteva strappare ai vari enti dei prezzi concorrenziali. Mi è stata lasciata copia del contratto, e copia della richiesta di addebito sul mio conto corrente (sottoscritta con il contratto), a partire dal 1.3.2002 delle 12 rate di Lit.220.000, ma non il tariffario applicato per le varie richieste di visure, che mi è stato solo comunicato verbalmente, in lire e non in unita' di conto, come poi ho è rivelato funzionasse tale servizio.
Premesso
- che mi è stato assicurato che avrei potuto utilizzare il servizio da subito, spedendo per la mia prima richiesta un fax, contenente sia la mia richiesta e sia copia del contratto da me sottoscritto; (cosa che ho regolarmente fatto, sbagliando pero' l'indicazione della data del contratto:28.11 anzichè 29.11);
- che mi era stato assicurato che il risultato delle mie richieste sarebbe stato tempestivo (in tempo reale) ed economico;
- che mi è stato propinato un esempio della tempestivita', su una visura camerale di una ditta; - che la tempestivita' si era palesata effettiva per quanto ha riguardato la visura camerale dell'esempio fattomi in presenza dell'operatore, e tramite sua richiesta telefonica alla societa' di servizio, senza utilizzare il sito internet.
In data 4.12.2001 ho avuto necessita' di utilizzare tale servizio per una visura catastale (non camerale).
Ho regolarmente inviato il fax con la richiesta e copia del contratto, sbagliando l'indicazione della data del contratto sottoscritto; 28.11.2001 anzichè 29.11.2001 (data effettiva), avendo trovato il numero di telefono del servizio sempre occupato. Alla telefonata, fatta da me qualche minuto dopo, per la verifica della ricezione del fax da parte della societa', l'operatore mi ha risposto che il fax era pervenuto e che il servizio sarebbe stato espletato nelle prossime 24/48 ore.
Alla mia richiesta di chiarimenti mi è stato risposto che per le visure catastali ci voleva tutto questo tempo perchè devono incaricare un collaboratore (sul posto) che materialmente dovra' andare al catasto a fare la visura, e che me la manderanno in seguito (nei tempi comunicatomi), scannerizzata ed inviata all'indirizzo e-mail da me indicato.
Alla mia richiesta del costo addebitatomi, mi hanno risposto che le unita' di conto per la visura catastale sono 2, pregandomi di telefonare ad un altro numero (che mi hanno indicato), per ulteriori chiarimenti. Immediatamente ho telefonato al numero ricevuto dove, una cortese signorina, mi spiega (ed è qui che sono venuta a conoscenza dell'esistenza delle unita' di conto) che per avere tutta la documentazione ci vorra' del tempo, il tempo della registrazione dei miei dati (non specificato), e che comunque dovevo stare tranquilla perchè (tanto) il costo sarebbe stato scalato dalle mie unita' di conto a disposizione. Durante questa telefonata ho scoperto che, in base a quello che mi era stato comunicato dal dottore che mi ha proposto il contratto, le mie unita' di conto hanno valore di Lit.20.000 cad.; risultato ottenuto e facendo un rapido calcolo matematico, come segue: Lit.2.000.000 di credito disponibile, diviso le 100 unita' indicate sul contratto.
Per concludere, una visura catastale mi costerebbe Lit. 40.000 (2 unita' x Lit. 20.000), che molto si discosta sia dal costo della visura effettiva (Lit. 2.500), sia dall'eventuale costo da me sostenuto, in perdita di tempo e benzina, per recarmi al catasto personalmente. Inoltre al cliente dovrei chiedere una cifra a rimborso, per la visura effettuatagli, troppo elevata rispetto a quello che normalmente chiedo, senza calcolare il tempo che trascorrera' tra la mia richiesta e la comunicazione del risultato.
In definitiva la mia richiesta si concreta in:
1) posso recedere dal contratto sottoscritto, pur avendo iniziato ad utilizzare il servizio? 2) se si, il costo che la societa' mi puo' richiedere per il servizio effettuatomi sara' sicuramente pari alle due sole unita' utilizzate?
3) possono applicare un valore diverso (dal mio calcolo sopra riportato) alle unita'?
4) quali ulteriori spese possono richiedermi?
5) se comunico alla mia banca l'annullamento dell'autorizzazione dell'addebito in conto corrente delle 12 rate sottoscritto, cosa puo' succedere?
ingraziando anticipatamente, e scusandomi per la stupidita' dimostrata, cordialmente saluto.
Spett.le Aduc, vi scrivo per un problema riscontrato in data 4.12.2001, sul servizio in base ad un contratto da me sottoscritto, nel mio ufficio, e relativo a delle prestazioni di visure (camerali, catastali e di protesti) on.line, oltre alla possibilita' di ottenere delle informazioni legislative e giurisprudenziali su temi riguardanti la mia attivita'. Il servizio mi è stato spiegato suddividendo il costo totale dell'adesione (Lit. 2.640.000) come segue:
- Lit. 640.000 per l'abbonamento al servizio di ricerca legislativo, giurisprudenziale;
- Lit. 2.000.000 come credito a disposizione per le varie operazioni di visure e servizi personaizzati.
Il contratto l'ho stottoscritto in data 29.11.2001, la persona che me l'ha proposto mi aveva assicurata che i costi delle visure erano di gran lunga convenienti rispetto a quelli che avrei sostenuto nel recarmi personalmente presso i vari uffici per ottenere le visure.
Spiegandomi che il costo materiale delle visure è cosi' (basso) conveniente proprio perchè la societa' di servizi, raggruppando un pacchetto clienti di dimensioni notevoli, poteva strappare ai vari enti dei prezzi concorrenziali. Mi è stata lasciata copia del contratto, e copia della richiesta di addebito sul mio conto corrente (sottoscritta con il contratto), a partire dal 1.3.2002 delle 12 rate di Lit.220.000, ma non il tariffario applicato per le varie richieste di visure, che mi è stato solo comunicato verbalmente, in lire e non in unita' di conto, come poi ho è rivelato funzionasse tale servizio.
Premesso
- che mi è stato assicurato che avrei potuto utilizzare il servizio da subito, spedendo per la mia prima richiesta un fax, contenente sia la mia richiesta e sia copia del contratto da me sottoscritto; (cosa che ho regolarmente fatto, sbagliando pero' l'indicazione della data del contratto:28.11 anzichè 29.11);
- che mi era stato assicurato che il risultato delle mie richieste sarebbe stato tempestivo (in tempo reale) ed economico;
- che mi è stato propinato un esempio della tempestivita', su una visura camerale di una ditta; - che la tempestivita' si era palesata effettiva per quanto ha riguardato la visura camerale dell'esempio fattomi in presenza dell'operatore, e tramite sua richiesta telefonica alla societa' di servizio, senza utilizzare il sito internet.
In data 4.12.2001 ho avuto necessita' di utilizzare tale servizio per una visura catastale (non camerale).
Ho regolarmente inviato il fax con la richiesta e copia del contratto, sbagliando l'indicazione della data del contratto sottoscritto; 28.11.2001 anzichè 29.11.2001 (data effettiva), avendo trovato il numero di telefono del servizio sempre occupato. Alla telefonata, fatta da me qualche minuto dopo, per la verifica della ricezione del fax da parte della societa', l'operatore mi ha risposto che il fax era pervenuto e che il servizio sarebbe stato espletato nelle prossime 24/48 ore.
Alla mia richiesta di chiarimenti mi è stato risposto che per le visure catastali ci voleva tutto questo tempo perchè devono incaricare un collaboratore (sul posto) che materialmente dovra' andare al catasto a fare la visura, e che me la manderanno in seguito (nei tempi comunicatomi), scannerizzata ed inviata all'indirizzo e-mail da me indicato.
Alla mia richiesta del costo addebitatomi, mi hanno risposto che le unita' di conto per la visura catastale sono 2, pregandomi di telefonare ad un altro numero (che mi hanno indicato), per ulteriori chiarimenti. Immediatamente ho telefonato al numero ricevuto dove, una cortese signorina, mi spiega (ed è qui che sono venuta a conoscenza dell'esistenza delle unita' di conto) che per avere tutta la documentazione ci vorra' del tempo, il tempo della registrazione dei miei dati (non specificato), e che comunque dovevo stare tranquilla perchè (tanto) il costo sarebbe stato scalato dalle mie unita' di conto a disposizione. Durante questa telefonata ho scoperto che, in base a quello che mi era stato comunicato dal dottore che mi ha proposto il contratto, le mie unita' di conto hanno valore di Lit.20.000 cad.; risultato ottenuto e facendo un rapido calcolo matematico, come segue: Lit.2.000.000 di credito disponibile, diviso le 100 unita' indicate sul contratto.
Per concludere, una visura catastale mi costerebbe Lit. 40.000 (2 unita' x Lit. 20.000), che molto si discosta sia dal costo della visura effettiva (Lit. 2.500), sia dall'eventuale costo da me sostenuto, in perdita di tempo e benzina, per recarmi al catasto personalmente. Inoltre al cliente dovrei chiedere una cifra a rimborso, per la visura effettuatagli, troppo elevata rispetto a quello che normalmente chiedo, senza calcolare il tempo che trascorrera' tra la mia richiesta e la comunicazione del risultato.
In definitiva la mia richiesta si concreta in:
1) posso recedere dal contratto sottoscritto, pur avendo iniziato ad utilizzare il servizio? 2) se si, il costo che la societa' mi puo' richiedere per il servizio effettuatomi sara' sicuramente pari alle due sole unita' utilizzate?
3) possono applicare un valore diverso (dal mio calcolo sopra riportato) alle unita'?
4) quali ulteriori spese possono richiedermi?
5) se comunico alla mia banca l'annullamento dell'autorizzazione dell'addebito in conto corrente delle 12 rate sottoscritto, cosa puo' succedere?
ingraziando anticipatamente, e scusandomi per la stupidita' dimostrata, cordialmente saluto.
Risposta ADUC
Il fatto che il servizio sia o meno stato attivato non rileva: quello che conta e' se sia o meno possibile dimostrare che non le sono state fornite le giuste spiegazioni in merito alle condizioni effettive applicate.
Le diciamo cosa non deve fare: non puo' bloccare il finanziamento, altrimenti rischia -nella migliore delle ipotesi- di essere iscritta tra i cattivi pagatori.
Occorrera' pertanto che faccia mente locale, si chiarisca in merito a quanto risulta sottoscritto e verifichi che irregolarita' possano essere rilevabili sull'atto medesimo.
Fatto questo, occorrera' valutare come si possa sostenere di non aver ricevuto le informazioni contrattuali corrette come invece dovuto -si presume il contratto faccia riferimento ad allegati che loro sosterranno di averle regolarmente fornito.
Se almeno avesse dei testimoni -non parenti suoi- che possano confermare la sua versione, avrebbe un punto di partenza. Altrimenti, puo' provare -comunque- ad inviare una raccomandata A/R, contestando il comportamento tenuto, rilevando la violazione contrattuale, sostenendo di considerare il contratto viziato nel requisito essenziale della volonta' e conseguentemente diffidandoli dal provvedere al prelievo delle rate. Con l'avviso che -in difetto- adira' le vie legali.
In realta', se non ha prove si trova in una situazione un po' difficile: ma sicuramente puo' comunque provare a rivolgersi ad un giudice di pace, per una conciliazione almeno.
In caso accogliessero il suo recesso (non riconoscendo dunque l'invalidita' del contratto ma ugualmente consentendole, in qualche modo, di uscirne) le faranno pagare una penale: e' sul contratto che risulta indicata la cifra.
Le diciamo cosa non deve fare: non puo' bloccare il finanziamento, altrimenti rischia -nella migliore delle ipotesi- di essere iscritta tra i cattivi pagatori.
Occorrera' pertanto che faccia mente locale, si chiarisca in merito a quanto risulta sottoscritto e verifichi che irregolarita' possano essere rilevabili sull'atto medesimo.
Fatto questo, occorrera' valutare come si possa sostenere di non aver ricevuto le informazioni contrattuali corrette come invece dovuto -si presume il contratto faccia riferimento ad allegati che loro sosterranno di averle regolarmente fornito.
Se almeno avesse dei testimoni -non parenti suoi- che possano confermare la sua versione, avrebbe un punto di partenza. Altrimenti, puo' provare -comunque- ad inviare una raccomandata A/R, contestando il comportamento tenuto, rilevando la violazione contrattuale, sostenendo di considerare il contratto viziato nel requisito essenziale della volonta' e conseguentemente diffidandoli dal provvedere al prelievo delle rate. Con l'avviso che -in difetto- adira' le vie legali.
In realta', se non ha prove si trova in una situazione un po' difficile: ma sicuramente puo' comunque provare a rivolgersi ad un giudice di pace, per una conciliazione almeno.
In caso accogliessero il suo recesso (non riconoscendo dunque l'invalidita' del contratto ma ugualmente consentendole, in qualche modo, di uscirne) le faranno pagare una penale: e' sul contratto che risulta indicata la cifra.
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