Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
23 aprile 2001
Preg.mi Signori,
mi chiamo I*** R*** e vivo a Genova, e sono qui cortesemente a chiederVi un Vs. Prezioso consiglio, in quanto a mio vedere mi trovo nella situazione di vedermi praticamente negare il diritto di recesso.
Il 25 febbraio scorso sottoscrivevo tramite internet un abbonamento annuale per un collegamento ad internet "a zero scatti per fasce orarie" presso una Societa’, e seguendo tutti i passaggi arrivavo alla fase del pagamento anticipato tramite carta di credito. L'abbonamento in questione avrebbe dovuto permettermi di collegarmi al provider per la navigazione internet senza dovermi piu’ preoccupare degli scatti telefonici, ma ben presto mi sono accorto che era praticamente impossibile collegarsi a quell'unico numero verde a livello nazionale perche’ inevitabilmente occupato. Ho contattato il servizio clienti e mi risposero che l'attivazione del mio nominativo non era andata a buon fine ma che bastava confermare i miei dati mediante una telefonata per risolvere il problema, cosi’ come di non preoccuparmi del fatto di trovare sempre occupato poiche’ era soltanto una coincidenza. Ebbene anche dopo aver fatto la telefonata di conferma io non sono mai riuscito ad accedere al servizio poiche’ anche nei giorni successivi, nella fascia oraria concordata trovavo sempre occupato. A questo punto, non essendomi mai connesso col provider (non sono mai riuscito neanche una volta a collegarmi ed inserire la mia user id e la mia password), e non avendo quindi mai usufruito del servizio promesso, decidevo di avvalermi del diritto di recesso ai sensi del D.Lgs. 185/99 spedendo l’1 di marzo una Raccomandata A.R. alla Societa’ in questione entro i termini di legge di 10gg. in cui dicevo che non avevo mai usufruito del servizio e chiedevo di non procedere all'addebito nei miei confronti. Dopo circa due settimane ricevevo una comunicazione mezzo e-mail, in cui mi si diceva che avevano ricevuto la mia "disdetta" dell'abbonamento (n.b. hanno usato il termine disdetta e non esercizio del diritto di recesso), dicendomi che mi avrebbero voluto parlare telefonicamente, a questo punto rispondevo via mail fornendo un secondo recapito telefonico, ma non sentendomi chiamare, ho contattato nei giorni successivi il servizio clienti e li’ mi dissero che effettivamente il mio abbonamento era stato "disdetto" e che forse ci sarebbero state alcune piccole spese a titolo di penalita’.
Ebbene, ricevendo l'estratto conto dei movimenti fatti con la mia carta di credito, vedo che mi e’ stato fatto in ogni caso l'addebito nei miei confronti per l'intero ammontare della cifra originaria, Lire 324.000 IVA compresa, ed a questo punto io Vi chiedo, posso tentare di bloccare questo addebito, inviando alla banca la documentazione e copia della raccomandata di recesso? Devo per forza rivolgermi ad un legale? E' possibile che sfruttino l'unica condizione concessa dal suddetto decreto, secondo la quale
"...qualora la fornitura del servizio del servizio sia iniziata prima della scadenza del termine di 10gg.. dalla conclusione del contratto, il diritto di recesso e’ escluso.", ma questo si puo’ applicare anche al mio caso specifico?
Vi ringrazio anticipatamente se potrete esprimere un parere che mi aiuti a scegliere la strada giusta per difendere i miei diritti, intanto Vi porgo i miei piu’ cordiali saluti.
mi chiamo I*** R*** e vivo a Genova, e sono qui cortesemente a chiederVi un Vs. Prezioso consiglio, in quanto a mio vedere mi trovo nella situazione di vedermi praticamente negare il diritto di recesso.
Il 25 febbraio scorso sottoscrivevo tramite internet un abbonamento annuale per un collegamento ad internet "a zero scatti per fasce orarie" presso una Societa’, e seguendo tutti i passaggi arrivavo alla fase del pagamento anticipato tramite carta di credito. L'abbonamento in questione avrebbe dovuto permettermi di collegarmi al provider per la navigazione internet senza dovermi piu’ preoccupare degli scatti telefonici, ma ben presto mi sono accorto che era praticamente impossibile collegarsi a quell'unico numero verde a livello nazionale perche’ inevitabilmente occupato. Ho contattato il servizio clienti e mi risposero che l'attivazione del mio nominativo non era andata a buon fine ma che bastava confermare i miei dati mediante una telefonata per risolvere il problema, cosi’ come di non preoccuparmi del fatto di trovare sempre occupato poiche’ era soltanto una coincidenza. Ebbene anche dopo aver fatto la telefonata di conferma io non sono mai riuscito ad accedere al servizio poiche’ anche nei giorni successivi, nella fascia oraria concordata trovavo sempre occupato. A questo punto, non essendomi mai connesso col provider (non sono mai riuscito neanche una volta a collegarmi ed inserire la mia user id e la mia password), e non avendo quindi mai usufruito del servizio promesso, decidevo di avvalermi del diritto di recesso ai sensi del D.Lgs. 185/99 spedendo l’1 di marzo una Raccomandata A.R. alla Societa’ in questione entro i termini di legge di 10gg. in cui dicevo che non avevo mai usufruito del servizio e chiedevo di non procedere all'addebito nei miei confronti. Dopo circa due settimane ricevevo una comunicazione mezzo e-mail, in cui mi si diceva che avevano ricevuto la mia "disdetta" dell'abbonamento (n.b. hanno usato il termine disdetta e non esercizio del diritto di recesso), dicendomi che mi avrebbero voluto parlare telefonicamente, a questo punto rispondevo via mail fornendo un secondo recapito telefonico, ma non sentendomi chiamare, ho contattato nei giorni successivi il servizio clienti e li’ mi dissero che effettivamente il mio abbonamento era stato "disdetto" e che forse ci sarebbero state alcune piccole spese a titolo di penalita’.
Ebbene, ricevendo l'estratto conto dei movimenti fatti con la mia carta di credito, vedo che mi e’ stato fatto in ogni caso l'addebito nei miei confronti per l'intero ammontare della cifra originaria, Lire 324.000 IVA compresa, ed a questo punto io Vi chiedo, posso tentare di bloccare questo addebito, inviando alla banca la documentazione e copia della raccomandata di recesso? Devo per forza rivolgermi ad un legale? E' possibile che sfruttino l'unica condizione concessa dal suddetto decreto, secondo la quale
"...qualora la fornitura del servizio del servizio sia iniziata prima della scadenza del termine di 10gg.. dalla conclusione del contratto, il diritto di recesso e’ escluso.", ma questo si puo’ applicare anche al mio caso specifico?
Vi ringrazio anticipatamente se potrete esprimere un parere che mi aiuti a scegliere la strada giusta per difendere i miei diritti, intanto Vi porgo i miei piu’ cordiali saluti.
Risposta ADUC
Sta facendo un po' di confusione (forse nell'esprimere a parole quanto avvenuto): non solo il diritto di recesso non c'e' se il contratto fosse stato stipulato presso la sede (le sue parole lo lasciano presupporre), ma il termine per recedere era passato (oppure ci ha messo meno di 10gg. per accorgersi del malfunzionamento e poi inviare la raccomandata A/R? Sembrerebbe di no, da quanto dice all'inizio).
Quindi, lei non puo' -ne' deve- recedere esercitando il diritto di ripensamento, ma contestare il contratto e chiederne la risoluzione per inadempienza della controparte, poiche' di questo si tratta.
Dunque, invii una raccomandata A/R, contestando questo palese inadempimento, dettando un termine entro cui provvedere al rimborso di quanto indebitamente prelevato, ed avvisando che se non confermino la cessazione del rapporto ed il rimborso entro un termine specifico di giorni, fara' causa per danni (rivolgendosi al giudice di pace).
Quindi, lei non puo' -ne' deve- recedere esercitando il diritto di ripensamento, ma contestare il contratto e chiederne la risoluzione per inadempienza della controparte, poiche' di questo si tratta.
Dunque, invii una raccomandata A/R, contestando questo palese inadempimento, dettando un termine entro cui provvedere al rimborso di quanto indebitamente prelevato, ed avvisando che se non confermino la cessazione del rapporto ed il rimborso entro un termine specifico di giorni, fara' causa per danni (rivolgendosi al giudice di pace).
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