Lunedì 8 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

6 aprile 2001
Domanda 6 aprile 2001
Banca Sella - Trading on line
Argomento:
Penali imposte a posteriori sul contratto di trading on line di Banca Sella
Spett.le ADUC
Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori,
ritengo doveroso farVi una segnalazione a proposito del comportamento inaccettabile di Banca Sella nei confronti dei suoi clienti.
Piu’ o meno un anno fa ho stipulato a Milano un contratto per aprire un conto di trading on line presso la suddetta banca. Il contratto prevedeva un numero minimo di operazioni di compravendita finanziaria via Internet, affinche’ fosse possibile usufruire di un certo interesse sul deposito bancario. Viste le spese generali ridotte e l'eseguita’ delle commissioni richieste, la clausola mi e’ parsa piu’ che giustificata. Per male che andasse (poche transazioni effettuate), mi sono detto, ci rimettevo solo un po' d'interesse.
Senoche’ ultimamente le condizioni sono state improvvisamente e radicalmente mutate, con decorrenza 1 aprile 2001.
Con una circolare inviata per posta all'ultimo momento la banca ha avvertito i suoi clienti che sarebbe stato applicato sul loro conto un addebito pari a Lire 50'000 ogni trimestre (!!!), qualora non risultassero operazioni di trading on line. Per un numero di operazioni tra 1 e 3 l'addebito sarebbe stato invece pari a Lire 20'000; nessun addebito per piu’ di 3 operazioni.
Mi sembra probabile che il comportamento di Banca Sella dipenda da un calo delle transazioni in un periodo di forte sofferenza delle borse. Non vedo tuttavia perche’ la Banca debba rifarsi in modo scorretto e maldestro sui propri clienti per gli errori insiti nelle proprie previsioni di mercato. A questo punto molti clienti si troveranno nelle condizioni di pagare la penale imposta a posteriori dalla banca oppure di vendere dei titoli in perdita. Mi fa specie che la banca chiami questa penale con il nome di "addebito di spese forfettarie". Mi sembra insomma di aver firmato un contratto capestro.
A proposito di modifiche contrattuali imposte a posteriori al piu’ debole (il piccolo risparmiatore), chi mi puo’ garantire che un domani la banca non stabilisca che l'addebito da Lire 50'000 non arrivi a un milione o magari a un miliardo? La domanda e’ evidentemente provocatoria, ma credo che si colga immediatamente il senso che contiene: quali sono i limiti entro cui Banca Sella puo’ tartassare chi le ha concesso inizialmente la propria fiducia? Vorrei inoltre sottolineare che la "connettivita’" con questa banca e’ estremamente difficoltosa, a causa di una piattaforma malfunzionante (provare per credere). Con questo intendo dire che spesso, anche volendo, non si riesce a effettuare operazioni di trading on line.
Vi ringrazio dell'attenzione accordatami e vi porgo i miei piu’ cordiali saluti.

Risposta ADUC
Consigliamo di verificare le condizioni contrattuali, per appurare le condizioni di comunicazione delle variazioni.
In secondo luogo, occorrerebbe sapere quando questa comunicazione e' arrivata. Essendo al 5 aprile, e decorrendo la variazione dal 1 aprile, poiche' la comunicazione pare che sia arrivata qualche giorno fa, si puo' sostenere che le sia arrivata in ritardo? E -in considerazione del fatto che il periodo di riferimento e' di tre mesi, e che ci sarebbe la possibilita' di adeguarsi senza difficolta' alla nuova disposizione- che cosa e' previsto, se si recede prima dei 3 mesi? Se -a fronte di un recesso successivo alla comunicazione, e in assenza di adeguamento alle stesse- non fossero previsti aggravi per chi recede entro il trimestre, prima che lo stesso sia concluso, non si tratterebbe di una limitazione particolarmente rilevante.
Suggeriamo di richiedere, comunque, una valutazione all'Ombudsman bancario, V. delle Botteghe Oscure 46, 00187 Rm.
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